Enna, uccise la fidanzata Vanessa Scialfa: 30 anni a Francesco Lo Presti

Lo Presti, arrestato un paio di giorni dopo il delitto, confessò tutto e scelse di essere processato con rito abbreviato, assicurandosi così uno sconto di pena.

30 anni di carcere. E’ questa la pena inflitta ieri dal tribunale di Enna al 35enne Francesco Lo Presti, l’uomo che il 24 aprile dello scorso anno strangolò la fidanzata Vanessa Scialfa, 20 anni, e gettò il suo cadavere da un viadotto di Enna, lungo la strada statale per Caltanissetta.

Il corpo della giovane fu trovato un paio di giorni dopo, il 26 aprile, e le indagini si concentrarono fin da subito su Lo Presti e, messo alle strette, l’uomo ammise tutto, confessando di aver ucciso la giovanissima fidanzata per gelosia durante un litigio.

Ammise di averla strangolata con un cavo elettrico e di averla soffocata con un fazzoletto imbevuto di candeggina. Poi di aver avvolto il cadavere in un lenzuolo e di averlo gettato dal cavalcavia. L’uomo, reo confesso, ha scelto di venir giudicato con rito abbreviato, beneficiando così dello sconto di pena previsto.

Considerate le aggravanti, Lo Presti è riuscito a evitare l’ergastolo, ma è stato condannato a 30 anni di carcere. L’uomo, prima della lettura della sentenza, aveva rilasciato una breve dichiarazione spontanea rivolta ai familiari della giovane vittima:

Chiedo venia alla signora Isabella, la mamma di Vanessa, che spero abbia finalmente la pace che non ha avuto in vita.

Isabella Castro, presente in aula ieri, non ha ovviamente visto di buon grado la dichiarazione dell’assassino di sua figlia

Non lo perdonerò mai. Ha scelto il rito abbreviato solo per avere uno sconto di pena: gli assassini non devono avere questa opportunità.

Come al solito sarà necessario attendere le motivazioni della sentenza per capire come vorranno comportarsi le parti coinvolge, anche se il ricorso in appello sembra inevitabile.

Foto ©TMNews

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