Lentini, fratelli latitanti nascosti in un casolare: blitz del Gis, uno si suicida

I boss Calogero e Vincenzino Mignacca, condannati all'ergastolo per associazione mafiosa omicidi e altro, si nascondevano in un casolare di campagna. Il secondo si è tolto la vita con un colpo di arma da fuoco mentre il fratello veniva arrestato.

Erano latitanti dal 2008 Calogero e Vincenzino Mignacca, ritenuti elementi di spicco della famiglia mafiosa di Tortorici, nel messinese. Questa mattina gli uomini del Gis dei carabinieri dopo aver individuato il loro ultimo covo nelle campagne di Lentini (Siracusa) hanno fatto irruzione in un casolare.

Calogero è stato subito bloccato dai militari, il fratello Vincenzo invece, che si trovava all'interno di un'altra stanza, piuttosto che farsi catturare si è suicidato con un colpo di pistola alla testa.

Il blitz era scattato dopo le indagini condotte dai reparti operativi dei carabinieri di Messina e Catania, sotto il coordinamento dei Direzione distrettuale antimafia della città dello Stretto.

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, si è complimentato per l’operazione con il comandante generale dell'Arma, Leonardo Gallitelli, aggiungendo di essere molto dispiaciuto per il suicidio di uno dei due fratelli:

Si tratta di un altro grande successo della squadra Stato che punta al controllo, in termini di sicurezza, del territorio, intensificando la lotta al crimine organizzato. Ma in questa occasione, se esprimo soddisfazione per l'arresto di uno dei due latitanti provo profondo dispiacere per il gesto di disperazione compiuto dall'altro che, al momento dell'irruzione, si è tolto la vita.

I carabinieri del Gruppo di intervento speciale alle prime luci del giorno, dopo aver circondato il covo dei due fratelli latitanti, hanno prima intimato loro di arrendersi, poi hanno sfondato la porta trovandosi davanti, pistola in pugno, Calogero Mignacca. Mentre l’uomo veniva ammanettato senza troppa difficoltà i carabinieri hanno sentito un colpo di arma da fuoco provenire dall’altra stanza.

Calogero e Vincenzino Mignacca, rispettivamente di 41 e 45 anni, erano stati condannati all'ergastolo, con sentenza passata in giudicato, per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidi, rapine, estorsioni e altro.

© Foto TM News

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