Simona Riso potrebbe aver subito una violenza in passato

Rispondendo ai soccorritori, forse si riferiva a uno stupro subito in passato


Proseguono le indagini sulla morte di Simona Riso, e gli inquirenti stanno cercando di capirne di più su quanto la ragazza ha detto ai soccorritori subito prima di essere portata in ospedale, e cioè le frasi su uno stupro subito, ma di cui le analisi mediche non hanno trovato tracce. Ricostruendo la sequenza di domande poste dai paramedici alla ragazza, è risultato che questi le avrebbero chiesto:

Hai avuto violenze sessuali? «Sì»

Quindi, nello stato confusionale indotta dallo shock, la ragazza potrebbe aver risposto di sì riferendosi non a uno stupro appena subito ma a una violenza sofferta in passato. Una risposta che poi avrebbe innescato la scelta dei soccorritori di portarla al pronto soccorso ginecologico e non a quello generale, trascurando quindi le ferite interne che poi ne hanno causato di lì a poco la morte.

Gli inquirenti stanno quindi indagano sulla vita privata della giovane, anche per capire se ci fossero degli elementi che l'abbiano spinta al suicidio. Questa è un'ipotesi, assieme alla caduta accidentale e all'omicidio, che gli investigatori continuano a vagliare. Anche perché, sempre nelle risposte ai paramedici, Simona avrebbe anche detto di non essere stata spinta e di non essere stata aggredita.

Una violenza di cui Simona non avrebbe mai parlato, anche se adesso cominciano ad affollarsi gli "oscuri segreti" nel suo passato, fantasmi per cui era stata ricoverata in una clinica e in cura da psichiatri. Un trauma di vecchia data che in alcuni momenti riaffiorava portandola alla depressione, all'anoressia e al tentato suicidio di qualche tempo fa. Ciononostante i familiari continuano a rifiutare l'ipotesi del suicidio, convinti che Simona sia stata spinta da qualcuno. Intanto domani alle 19 è prevista una doppia fiaccolata, una a via Urbisaglia a Roma, e una a San Calogero, il suo paese d'origine in provincia di Vibo Valentia

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