Pescara, uccise la moglie nel 1990: reato prescritto, niente carcere per Giulio Cesare Morrone

Strano ma vero: Giulio Cesare Morrone, reo confesso dell'omicidio della moglie Teresa Bottega, non sconterà un giorno di carcere perchè il reato è caduto in prescrizione.

Ha ucciso la moglie e, a distanza di anni, ha confessato quel delitto, ma non sconterà nemmeno un giorno di carcere: il reato è avvenuto nel 1990 e, strano ma vero, è caduto in prescrizione.

L’assurda vicenda arriva da Pescara, dove oggi Gianluca Sarandrea, gup del Tribunale, ha deciso di non dover procedere a carico di Giulio Cesare Morrone, reo confesso dell’omicidio della moglie Teresa Bottega, uccisa nel 1990 al termine di una lite.

Il caso di Teresa era stato archiviato come scomparsa volontaria, ma soltanto di recente, grazie alla testimonianza di un uomo che era venuto a conoscenza della verità, si è scoperto che la donna non si era affatto allontanata da casa, ma era stata uccisa dal marito.

Il caso fu riaperto e Morrone, durante un lungo interrogatorio, ha ammesso tutto, rivelano anche di essersi disfatto del cadavere, mai ritrovato. Da lì si è inevitabilmente arrivati al processo e alla condanna, 16 anni di carcere inflitti all’uomo con rito abbreviato dal pm Valentina D’Agostino.

E qui la beffa: il giudice non ha riconosciuto l’aggravante dei futili motivi e col calcolo degli anni non si è arrivati all’ergastolo. Il problema è che, per legge, solo i reati che prevedono l’ergastolo sono imprescrittibili.

E così, come sottolineano con rabbia i familiari della donna, uccisa a 34 anni, quel delitto è rimasto impunito: Giulio Cesare Morrone non sconterà un giorno di carcere per aver ucciso la moglie.

È un omicidio impunito. Ha vinto Morrone, perché è libero, si è goduto la vita. Ha studiato tutto nei minimi particolari, adesso dice di essere un benedettino, lui è un diavolo. Ha fatto uscire fuori la verità quando sapeva che sarebbe intervenuta la prescrizione, così si è liberato di questo peso. Adesso sta tranquillo.

Il codice penale, in questo senso, è chiaro. L’ultimo comma dell’articolo 157, quello relativo alla prescrizione, recita:

La prescrizione non estingue i reati per i quali la legge prevede la pena dell'ergastolo, anche come effetto dell'applicazione di circostanze aggravanti.

E sono punibili con l’ergastolo, sempre secondo il codice penale - citiamo soltanto ciò che riguarda l’omicidio, pertinente al caso di Morrone - come effetto dell’applicazione di aggravanti i delitti previsti dagli articoli 576 (aggravanti del delitto di omicidio volontario) e 577 (altre aggravanti del delitto di omicidio volontario).

Non riconoscendo a Morrone alcuna aggravante e quindi non condannandolo all’ergastolo, vale quanto appena detto: sono passati 23 anni dall’omicidio di Teresa Bottega e in assenza di una condanna più aspra, il reo confesso non trascorrerà nemmeno un giorno dietro le sbarre.

Va precisato, sempre secondo il codice penale, che la prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall'imputato, ma resta difficile credere che l’imputato in questione decida di rinunciare a questa scappatoia che lo sta tenendo fuori dal carcere.

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