Detroit, 19enne uccisa con un colpo di pistola alla testa: cercava aiuto dopo incidente stradale

La giovanissima era rimasta coinvolta in un incidente stradale quando ha pensato di rivolgersi all’abitazione più vicina. Il proprietario, però, le ha sparato in testa.

Sta facendo indignare l’opinione pubblica statunitense, e non solo, la tragedia che ha visto coinvolta la 19enne Renisha McBride, uccisa con un colpo di pistola alla testa a Dearborn Heights, nell’area metropolitana di Detroit, mentre cercava aiuto dopo un incidente stradale.

Il caso ricorda molto da vicino quello di Jonathan Ferrell, crivellato di colpi a Charlotte, in North Carolina, dopo esser stato vittima di un incidente ed essersi rivolto a un’abitazione in cerca d’aiuto. A uccidere Renisha McBride, invece, non sono stati gli agenti di polizia, ma il proprietario della casa a cui la giovane si era rivolta per chiedere aiuto.

La tragedia, secondo quanto ricostruito dalla polizia di Detroit, è avvenuta intorno alle 2.30 di sabato. La giovanissima era rimasta coinvolta in un incidente stradale quando, col telefono fuori uso, ha pensato di rivolgersi all’abitazione più vicina nell’isolato 16000 di Outer Drive.

Il proprietario dell’abitazione, però, non ha visto di buon grado per risveglio alle 2.30 del mattino e, pistola alla mano, ha esploso un colpo alla nuca della giovane, uccidendola all’istante.

Il caso è ancora avvolto dal più stretto riserbo. Le autorità di Dearborn Heights si sono limitate a dichiarare di aver identificato l’assassino, senza però fornire ulteriori dettagli o specificare se sia stato fermato o meno. Le indagini sono ancora in corso, mentre i familiari della giovane vittima chiedono a gran voce che venga fatta giustizia:

Gli hanno sparato in testa per cosa? Per aver bussato a una porta? Se si fosse sentito minacciato avrebbe dovuto chiamare il 911. Vedi una ragazza di colore davanti alla porta di casa e che fai, spari? Mia nipote non ha infastidito nessuno, ha soltanto cercato aiuto e adesso è morta. Ha ucciso mia nipote e deve pagare per questo. Deve stare in carcere.

A sfogarsi con la stampa locale è stata la zia della vittima, Bernita Spinks, convinta che Renisha sia stata uccisa perchè di colore. Se fosse stata bianca, dice la donna, probabilmente le cose sarebbero andate in modo diverso.

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