Melania Rea

La ricostruzione della vicenda e le ultime notizie sul processo per l'omicidio di Melania Rea

Carmela Melania Rea, 29 anni e madre di una bimba di 18 mesi, fu vista per l'ultima volta nel boschi di Colle San Marco, in provincia di Ascoli Piceno. Stava facendo una scampagnata insieme al marito Salvatore Parolisi e alla figlia Vittoria quando si allontanò per andare in bagno e non fece mai ritorno. Questa è la versione dei fatti raccontata ad oltranza dal marito, caporalmaggiore dell’esercito, indagato fin dal principio e condannato all'ergastolo il 26 ottobre 2012. Il cadavere della donna fu rinvenuto poche ore dopo e in primo momento le indagini si concentrarono brevemente su persone esterne alla famiglia: la scena del crimine era stata manomessa con siringhe e strano simboli collocati dopo il decesso della donna per sviare il lavoro della scientifica. Chiarito il tentativo, i sospetti si concentrarono sul consorte, l'ultima persona a vedere in vita Melania. E' iniziato così il lunghissimo iter investigativo fatto di interrogatori dell'uomo, che ad oggi si è sempre dichiarato innocente, e presunti scandali nella caserma di Ascoli, amanti e festini, cellulari scomparsi e poi ritrovati e rogatorie internazionali per cercare negli archivi di Facebook. Tanti dubbi, poche certezze: nessuno ha visto cosa è accaduto, non ci sono prove schiaccianti contro Salvatore Parolisi, ma gli elementi raccolti dagli inquirenti bastano a convincere i giudici di Teramo a condannare l'uomo all'ergastolo. Le motivazioni hanno fatto parecchio discutere, soprattutto perchè hanno fatto emergere particolari taciuti fino a quel momento: Parolisi, soffocato da un rapporto in cui era la moglie a dominare, l'ha uccisa d'impeto dopo un rapporto sessuale negato. La parola fine non è ancora stata scritta. La difesa dell'uomo ha impugnato la sentenza di primo grado e presentato ricorso in appello.