
Dopo i documenti riservati - che questa volta riguardano da vicino anche l’Italia, con i casi dell’uccisione di quattro civili e la morte del sergente italiano Salvatore Marraccino - ecco l’ultimo video diffuso da Wikileaks: presunte violenze commesse da militari americani contro civili iracheni.
Proprio mentre in Usa la polemica infuria e c’è chi tra le file della destra americana propone di considerare e trattare il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, come “combattente nemico”, ovvero spedirlo a Guantanamo. Del video, girato a bordo di un elicottero da combattimento, la rete televisiva britannica Channel 4 ha trasmesso ieri un’anteprima.
In uno degli spezzoni si vede l’equipaggio chiedere l’autorizzazione per lanciare un missile contro un edificio dove si sospetta siano nascosti miliziani. Ma nel momento in cui i militari ricevono il via libera, un pedone disarmato attraversa la strada e viene colpito dall’esplosione.
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Wikileaks - ne parlava stamattina polisblog - rende pubblici nuovi documenti segreti della guerra in Afghanistan e, inevitabile, scoppia la polemica con il governo americano che accusa l’organizzazione di minare la sicurezza del paese.
Gli Stati Uniti condannano fermamente la rivelazione di informazioni riservate da parte di individui e organizzazioni che possono mettere in pericolo le vite degli americani e dei loro alleati, e minacciano la sicurezza nazionale.Wikileaks non ha fatto nessun passo per contattarci rispetto a questi documenti: il governo degli Stati Uniti è venuto a sapere della loro pubblicazione dalla stampa (…).
In tutto si tratta di quasi 92.000 documenti, per sei anni di guerra, ma finora solo 77.000 sono stati “rilasciati”. La restante parte è stata “sospesa” per proteggere la fonte (o le fonti) fanno sapere dall’organizzazione.

WikiLeaks è un’organizzazione multi-giurisdizionale nata nel 2006 con lo scopo di promuovere la libertà di informazione su temi scottanti per l’opinione pubblica, rilasciando liberamente documenti riservati per consentire il controllo delle attività governative. Ne parlammo già tempo addietro quando ne fu paventata la chiusura. Una “difesa globale delle fonti e la stampa libera” in favore della trasparenza, lo slogan ufficiale: “Vi aiutiamo a far emergere la verità in sicurezza” con l’assicurazione di anonimato per chi rende pubblico il materiale. Qui per saperne di più.
In questi giorni WikiLeaks ha reso pubblici più di un milione e mezzo di SMS - provenienti da Pager, ossia i cercapersone - inviati dalle Twin Towers, che coprono tutte le 24 ore di quel fatidico 11 Settembre 2001 e disponibili per la lettura integrale nella sezione 9/11 divisi in tronconi di 5 minuti ciascuno. Il tenore dei messaggi di testo passa cinicamente dalla disperazione di chi era dentro le Twin Towers, alla preoccupazione di chi cerca informazioni dall’esterno, sino a tonnellate di messaggi tecnici provenienti da servers che collassano uno dietro l’altro. Alcuni tra i messaggi selezionati dal sito e da noi:
8:51:31 AM Andrew.Terzakis@pentagon.af.mil|Please call Pentagon Weather|UNCLASSIFIED
Please call Pentagon Weather…….reference 1030 Meeting…..703-695-0406
ANDREW J. TERZAKIS, Lt8:53:44 AM “NYPD Ops Div” < |1 PCT WORLD TRADE CENTER|--- 1 PCT - WORLD TRADE CENTER -
POSSIBLE EXPLOSION WORLD TRADE CENTER BUILDING. LEVEL 3 MOBILIZATION TO CHURCH
AND VESSY.10:05:57 AM Please don't leave the building. One of the towers just collapsed!
PLease, please be careful. Repeat,11:00:00 Arch [0435912] C ALPHA
the only thoughts i have of are of nicholas, ian and you. i am terrified. i needed to tell you that i truly love you... always, diane11:29:13 AM "I'm OK. I saw the whole thing. Was on the roof looking at the first fire when I saw the second plane plow into the second tower. Unbelievable, literally...I was inside when they collapsed. Still in my apt, nowhere to go...This is the end of the world as we know it... ".
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E’ stato chiuso Wikileaks.org, il sito che permetteva di pubblicare in modo irrintracciabile documenti scottanti e riservati. La decisione di bloccarlo è venuta da un giudice californiano dietro pressioni della banca svizzera Julius Baer, accusata di supportare l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco dei suoi clienti. I documenti resi pubblici su Wikileaks dall’ex vice presidente di una filiale della banca nelle isole Cayman, hanno portato a una causa che per l’istituto di credito si rivelerà un pericoloso boomerang. Per tre motivi.
Primo: questa è proprio il tipo di storia che fa impazzire il bloggers: la mega corporation cattiva contro i coraggiosi che offrono un servizio pubblico di denuncia. Secondo, l’equazione “Bank Julius Baer = Riciclaggio di denaro” è ormai cementata nelle idee di chi è venuto a conoscenza della storia, vera o falsa che sia. Terzo: i documenti in questione, che tra un milione e passa siti web avrebbero attirato probabilmente poca attenzione, adesso sono più bollenti di un video hard di Paris Hilton. Decine di mirror sono sorti in giro per la rete, e il materiale è ancora disponibile. Attualmente il DNS principale di Wikileaks non è raggiungibile, ma su Cryptome è tutto conservato, e basta digitare l’indirizzo IP 88.80.13.160 per raggiungere il vecchio sito.
In qualche forma, Wikileaks sopravviverà. Anche perché, ha commentato Gottfrid Svartholm (uno dei fondatori di Pirate Bay e proprietario di PRQ, la società con base in Svezia che ospitava il sito): “[non basta] un esercito di stupidi avvocati che crede ci pisceremo addosso solo per una lettera minacciosa”. La censura si censuri da sola.
Via | Slashdot e The Register