Ancora fango sugli assistenti sociali inglesi. Questa volta si torna a parlare di quelli di Sheffield, nel South Yorkshire, che non riuscirono ad impedire al cosiddetto “mostro di Sheffield” di violentare per 25 anni le due due figlie.
Della vicenda, che ha moltissimi punti in comune col mostro di Amstetten Josef Fritzl, ci siamo ampiamente occupati tra il novembre ed il dicembre del 2008, quando scoppiò il caso:
quest’uomo ha abusato delle sue due figlie per ben 25 anni, con una frequenza di circa tre volte alla settimana. Mentre la moglie dormiva, l’uomo si recava nella stanza della figlia - mai entrambe, di solito alternava le violenze - e la trascinava fuori dal letto costringendola ad avere rapporti sessuali con lui. Gli abusi sono iniziati quando le piccole avevano circa otto anni e tanta era la violenza e tanto era il terrore che solo pochi mesi fa le due giovani sono riuscite a confessare tutto alle autorità e denunciare quindi il padre-orco.

Nel luglio scorso vi avevamo sottoposto il caso del 58enne inglese Colin Philpott, arrestato a Crowthorne, nella contea inglese del Berkshire, con l’accusa di tentato omicidio.
L’uomo era intervenuto in una lite scoppiata tra suo nipote ed un gruppo di sei teppistelli, di età compresa tra i 16 ed i 17 anni.
Il nipote dell’uomo, Alex Lee, 25 anni, era uscito di casa per far notare i giovani bulletti che stavano facendo troppa confusione. Questi non ci hanno pensato due volte ed hanno iniziato a picchiare Alex, rompendogli il naso e prendendolo a calci.
Philpott era intervenuto e, armato di tagliacarte, aveva accoltellato uno degli aggressori. Questo gli era costato l’arresto con l’accusa di tentato omicidio.
Continuano a far discutere i mancati controlli da parte delle autorità di Liverpool sul 33enne Peter Chapman, condannato a 35 anni di carcere per l’omicidio della 17enne Ashleigh Hall, stuprata ed uccisa dopo esser stata adescata tramite Facebook.
Ieri vi abbiamo anticipato che Chapman era già stato condannato in passato per reati sessuali e per questo le autorità avrebbero dovuto seguire ogni suo spostamento. Così non è stato.
Ad aggiungere altra carne sul fuoco ci ha pensato l’ex compagna dell’uomo, la 25enne Dyanne Littler, che ha rivelato inquietanti dettagli al Sun.
I due si erano conosciuti circa due anni fa su internet. Avevano iniziato a scriversi e dopo qualche settimana si erano incontrati.

Si sta parlando molto in Gran Bretagna dell’omicidio della 17enne Ashleigh Hall, stuprata ed uccisa da Peter Chapman, 33enne che l’aveva adescata tramite Facebook e l’aveva convinta ad un incontro.
L’uomo, già condannato in passato per violenza sessuale, aveva creato un falso profilo su Facebook: supportato da foto prese dalla rete, si spacciava per un aitante adolescente, Peter Cartwright, dj di Liverpool.
La Hall, adolescente con problemi di autostima, non ci ha messo molto a lasciarsi convincere da Chapman e si è precipitata ad incontrarlo.
Ha detto a sua madre che avrebbe trascorso la giornata insieme ad un’amica e si è presentata all’appuntamento col suo aguzzino.
Continua a leggere: Liverpool: 35 anni di carcere al pedofilo assassino Peter Chapman

Rifiuto la proposta di protezione che mi è stata offerta, non posso essere equiparata al rango di pentita o di collaboratrice di giustizia. Non ho sbagliato. Sono altri che hanno sbagliato.
A parlare è la 24enne Annamaria Scarfò, la giovane di San Martino di Taurianova la cui storia ha fatto, e sta facendo, molto discutere: violentata per circa tre anni da una dozzina di persone del suo paese, la giovane nel 2002 denunciò e fece arrestare i suoi aggressori.
Questo non mise la parola fine alla vicenda, visto che i familiari delle vittime continuarono a minacciarla, insultandola per strada e impedendole persino di trovare un lavoro in paese.
A quel punto il questore di Reggio Calabria, dopo la denuncia della giovane, decise di emettere alcuni provvedimenti di ammonimento nei confronti di familiari delle persone che vennero arrestate per le violenze.

Per ben 13 anni ha abusato delle sue quattro figlie, che ora hanno dai 10 ai 21 anni, e nessuno si è accorto di nulla. Lui, un uomo di 35 anni nato a Milano e residente a Cesena, è stato arrestato ieri con l’accusa di violenza sessuale reiterata e aggravata ai danni di minori.
Dopo il divorzio dell’uomo dalla sua compagna - madre delle quattro figlie, due delle quali frutto di un precedente matrimonio - una delle giovani aveva iniziato a rifiutarsi di passare il weekend a casa del padre.
Da lì la madre si è insospettita ed ha chiesto spiegazioni. Di fronte ad un secco “non voglio più vedere papà, è malato e deve essere curato” la donna si è rivolta alle autorità e la lunga storia di abusi è venuta a galla.
Si è scoperto che le violenze, si parla di rapporti non completi, andavano avanti da circa 13 anni e tutte e quattro le figlie ne erano state vittime.

Si è concluso oggi a Middlesbrough, nel Regno Unito, il processo che ha visto imputata la 36enne Angela Sullivan, accusata di aver abusato sessualmente di uno studente di 12 anni.
Nel corso del processo, ve lo avevamo anticipato qualche settimana fa, si è parlato di quasi 200 rapporti sessuali nel giro di 10 mesi, rapporti di cui la donna aveva tenuto traccia in un diario, affiancando un numero di stelle pari alla qualità del rapporto vicino ad ogni data.
La Sullivan, dopo essersi invetata una serie di scuse per giustificare le sue azioni, nel corso del processo si è dichiarata colpevole di tutti i capi d’accusa ed ha anche ammesso di aver ricompensato il ragazzino con un paio di scarpe nuove.
Per questo la donna, madre single, è stata condanna a scontare 9 anni di carcere.
Via | Times
Continua a leggere: UK: madre 36enne circuisce ragazzino di 12 anni, condannata a 9 anni di carcere

L’ufficio immigrazione delle Filippine ha da poco ordinato la deportazione del 48enne tedesco Holger Arvid Ingo Becker, pedofilo accusato di stupro ai danni di una bambina di cinque anni.
L’uomo, subito dopo la formulazione delle accuse, nel febbraio dello scorso anno, era riuscito a fuggire nelle Filippine, dove era stato arrestato due mesi dopo in esecuzione di un’ordine di cattura emesso dall’Interpol.
Ora, a quasi un anno di distanza, Becker tornerà a casa e potrà affrontare il processo che, secondo le previsioni, lo vedrà condannato per lo stupro commesso nel settembre 2006 e per un’altra serie di molestie sessuali ai danni di diverse bambine.
Via | Inquirer

E’ risaputo che nei piccoli paesi spesso la gente tende a fare gruppo molto più facilmente che in città, a difendersi gli uni con gli altri, ma quello che è accaduto a San Martino di Taurianova, piccola frazione di appena 2000 abitanti, ha davvero dell’incredibile e dell’assurdo.
Facciamo un salto indietro: una bambina di 13 anni viene violentata da un branco di persone del suo paese e gli abusi vanno avanti per circa tre anni, seguiti da minacce di morte a lei e alla sua famiglia.
Nel 2002 la giovane trova la forza di denunciare i suoi 12 aguzzini, tutti braccianti, agricoltori e operai pregiudicati, che vengono arrestati e condotti in carcere.
Questa ondata di arresti avrebbe dovuto mettere la parola fine alla terribile vicenda, ma così non è stato.

Giorni fa abbiamo fotografato la situazione pedofilia online in Bulgaria, ritenuta un fenomeno in netta crescita rispetto agli anni precedenti. Il motivo, secondo gli esperti, è da attribuire ad una mancanza legislativa sull’uso di internet, indietro rispetto all’Unione Europea e gli Stati Uniti.
Una situazione simile si sta verificando in Giappone, dove i crimini relativi alla produzione e alla distribuzione di materiale pornografico infantile sono esponenzialmente aumentati, stabilendo un record risprtto agli ultimi anni.
Solo qualche cifra: le vittime di violenza sessuale sono salite del 21,6% rispetto al 2008 e anche i reati perpetrati attraverso internet sono aumentati del 50%. Crescita del 38,3% per i reati legali alla pornografia infantile.
Anche in questo caso parte della colpa si può attribuire ad un vuoto legislativo: la pedopornografia non è mai stato considerato un grande tabù in Giappone e solo a partire dal 2000 il governo sta prendendo seriamente la questione.
Continua a leggere: Pedofilia e pedopornografia in aumento in Giappone