
19 anni e dieci mesi di carcere: è questa la condanna stabilita da un tribunale di Sydney per il 67enne John Denham, prete cattolico giudicato colpevole di violenza sessuale ai danni di almeno 25 ragazzini, tutti avvenuti tra il 1968 e il 1986.
Denham, nel corso del processo, ha ammesso le sue responsabilità:
Ho passato gli ultimi 25 anni a cercare di capire perchè l’ho fatto, ma non ho ancora trovato una risposta. Forse ero troppo superbo e nessuno poteva resistermi… ero una creatura irresistibile. Ora mi vedo come uno schifoso pedofilo che ha approfittato della situazione ed usato il suo potere per violentare dei giovani.
Il 67enne, da quanto si è appreso, nel periodo degli abusi era stato insegnante ed assistente sacerdote in tre diverse parrocchie del Nuovo Galles del Sud, Australia.
Continua a leggere: Australia: 20 anni al prete pedofilo John Denham
Ci siamo già occupati del teppistello Davante Gathings, 16enne americano che il 3 marzo dello scorso anno picchiò brutalmente Michelle Nix, autista di un autobus di Kalamazoo, nello Stato del Michigan.
Il video, la cui visione è sconsigliata a chi si impressione facilmente, fece il giro del mondo. La Nix riportò diversi traumi, fisici e psicologici, mentre il giovane fu rinchiuso in un istituto per minorenni in Pennsylvania.
Ora se ne torna a parlare perchè Gathings è stato rimesso in libertà ed è tornato proprio a Kalamazoo. Questo ha scatenato una serie di polemiche, soprattutto alla luce di quanto segue:
Mentre si trovava nella struttura in Pennsylvania, Gathings è stato protagonista di diversi episodi di violenza e il 20 gennaio scorso un giudice ha stabilito che la sua permanenza lì si sarebbe prolungata, proprio perchè la riabilitazione non stava funzionando.
Continua a leggere: USA: 16enne picchia brutalmente autista dell'autobus, libero dopo appena 15 mesi

Un nuovo caso di violenza sessuale e maltrattamenti è emerso nelle ultime ore ad Enna, dove un manovale di 39 anni è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti ai danni della sua convivente.
L’uomo, alcolizzato e col vizio del gioco d’azzardo, era solito violentare la donna con i suoi attrezzi di lavoro - gli inquirenti hanno sequestrato un martello col dna della donna - ed era arrivato anche a farla prostituire per pagare i suoi debiti di gioco.
Aveva contattato alcuni anziani disposti a pagare piccole somme di denaro per aver un rapporto sessuale con la donna. I soldi, si legge su LiveSicilia, venivano poi spesi in “alcolici e biglietti del Gratta e vinci”.
Si è conclusa, dopo due mesi, la prima fase delle indagini relative ad una vicenda di violenza sessuale a Ghedi, piccolo comune in provincia di Brescia.
La vittima è una ragazzina disabile di 13 anni, che sarebbe stata adescata e molestata da un ragazzo di 17 anni, di origini marocchine ma residente anche lui a Ghedi.
A portare a galla la vicenda sono stati i genitori della giovane, che due mesi fa avevano notato un suo cambio di comportamento. Ne parla BresciaOggi:
Ma grazie al lessico dell’affetto, la mamma della ragazzina è riuscita a far breccia nell’animo sconvolto della figlia che alla fine ha fatto qualche ammissione. A quel punto i genitori si sono rivolti ai carabinieri che hanno ricostruito l’episodio incriminato: facendo leva sulle fisiologiche fragilità della sua vittima, il 17enne avrebbe convinto l’adolescente a seguirlo in uno scantinato. Lì, lontano da occhi indiscreti, avrebbe convinto più che costretto la 13enne a sottostare ad atti di libidine.

Sicuramente ricordate il caso dei maltrattamenti all’asilo Cip & Ciop di Pistoia, che nel dicembre dello scorso anno aveva sconvolto ed indignato l’opinione pubblica, facendo nascere accese discussioni anche qui su Crimeblog.
Nel maggio scorso ad Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due educatrici arrestate con l’accusa di maltrattamento di minori, furono concessi gli arresti domiciliari: le due lasciarono carcere di femminile di Genova Pontedecimo, scatenando l’ira dei genitori delle piccole vittime.
Ora il gup di Genova, Roberto Fucigna, ha deciso di revocare gli arresti domiciliari e di sostituirli con il divieto di dimora in Toscana.
Le due, a questo punto, saranno libere: l’unico vincolo sarà quello di presentarsi settimanalmente alla polizia.

Violenza sessuale aggravata ai danni di una bambina di 4 anni, sua nipotina: con questa accusa è finito in manette un 41enne salernitano, incastrato proprio dalla piccola vittima.
Le violenze, rivelano gli inquirenti, sarebbero avvenute tra marzo ed aprile scorsi: la piccola, che veniva da una situazione familiare già difficile, confidò agli assistenti sociali il “segreto brutto” e i “giochi brutti” che suo zio la costringeva a fare.
Grazie anche all’aiuto di disegni e bambolotti, la bimba avrebbe descritto nel dettaglio le violenze subite, confessando anche il coinvolgimento di un’altra persona.

E’ finita ieri a Kingston, in Giamaica, la latitanza del 41enne Christopher “Dudus” Coke, considerato dagli Stati Uniti come uno dei narcotrafficanti più pericolosi del mondo.
La sua cattura era solo questione di tempo: nell’ultimo mese, infatti, due quartieri della città erano stati al centro di violenti scontri tra le autorità locali e gli uomini di Coke, che si sono lasciati dietro almeno 76 morti.
Ieri l’arresto, avvenuto in una zona periferica della città, e quasi sicuramente l’estradizione negli Stati Uniti, dove rischia di venir condannato all’ergastolo.
Coke, come riportano i principali quotidiani statunitensi, è considerato il leader del cartello Shower Posse, organizzazione criminale di ispirazione mafiosa caratterizzata dall’eccessivo uso di violenza.
Ci siamo già occupati di falsi stupri, di casi donne che hanno ingiustamente accusato uomini di averle violentate, ma il caso della 22enne inglese Leyla Elhand Mohamed Ibrahim va oltre.
La giovane, residente a Carlisle, nella contea di Cumbria, il 4 gennaio del 2009 si presentò in caserma sostenendo di essere stuprata da quattro persone.
Per sostenere la sua tesi, si era addirittura sfregiata in volto, ferita sul corpo, strappata vestiti e capelli. Impossibile immaginare che stesse fingendo.
E’ quindi scattata la caccia all’uomo, sulla base delle indicazioni fornite dalla giovane, e quattro ragazzi sono stati arrestati.
E’ finito in manette a Gela, con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un minore di 15 anni, il pensionato 69enne Giovanni Tardigrado, ex dipendente Enel ed ex conduttore di un programma musicale in una tv privata.
L’uomo, residente nel centro storico cittadino, è stato arrestato in flagranza di reato, sorpreso mentre abusava sessualmente di un ragazzino di 15 anni nel suo appartamento di via Cairoli.
Stando a quanto si è appreso i casi di violenza potrebbero essere ben più di uno. Si legge su Tg10:
Nell’alloggio sequestrato sono stati rinvenuti centinaia di video cassette, formato dvd, i cui contenuti sono al vaglio degli inquirenti. Potrebbero contenere registrazioni pornografiche. All’interno della stanza, la Polizia ha rinvenuto decine di modellini auto custoditi integri che il pedofilo, ex dipendente della Raffineria Eni, avrebbe regalato ai minori per adescarli. Non è escluso che il Tardigrado avrebbe anche cercato di catturare nella stanza dello squallore i minori, inviando ricariche telefoniche ai loro telefonini.

Un pensionato di Lucca è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di un ragazzino di 12 anni, adescato in campetto da calcio nei pressi dell’abitazione dell’uomo.
L’episodio che ha portato all’arresto dell’uomo è accaduto mercoledì pomeriggio, in una frazione di Lucca: il 12enne stava giocando a calcio insieme ad alcuni suoi amici quando il 70enne li avrebbe avvicinati invitandoli ad andare a raccogliere le ciliege su un albero del suo giardino.
Il gruppetto ha acconsentito e il 12enne è stato invitato in casa con una scusa: è in quel momento che l’anziano l’avrebbe molestato.
Si legge su Lo Schermo Lucca:
Lì, l’anziano non ha lasciato niente al caso: lo ha denudato, gli ha palpeggiato le parti intime, lo ha baciato e, perfino, leccato una guancia. […] La chiamata è arrivata alla centrale del 113 un paio di giorni fa: vista la gravità del fatto segnalato, sul posto sono arrivate due auto, una pattuglia della Mobile e una volante della questura di Lucca. Gli agenti hanno raccolto le prime testimonianze, riuscendo in questo modo a identificare l’anziano che sarebbe stato il protagonista dell’episodio raccontato dai ragazzi.