
E’ già tornato dietro le sbarre il 35enne Pasquale Pagana, evaso mercoledì mattina dalla caserma della Polizia penitenziaria del carcere di Bollate, dove era impiegato come addetto alle pulizie insieme al coetaneo Pasquale Romeno.
Approfittando della poca sorveglianza - il carcere di Bollate è una struttura a custodia attenuata riservata ai detenuti modello - i due detenuti sono fuggiti.
Hanno fermato una macchina, costretto la giovane autista e scendere ed hanno guidato fino a viale Zara. Lì si sono separati.
Pagana, cocainomane e rapinatore, avrebbe terminato di scontare la sua pena da lì a pochi mesi, ma, come ha scritto una lettera indirizzata alla direttrice del carcere, Lucia Castellano, non poteva aspettare.
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“Ti ho portato un regalo“: con questa frase Augusto Lippi, 33enne già denunciato per stalking, ha dato fuoco alla sua ex moglie, Anna, di 32 anni, nell’abitazione della donna a Cave, in provincia di Roma.
E’ accaduto due sere fa: l’uomo ha raggiunto la villetta, ha sfondato il vetro di una finestra ed è entrato. Poi ha legato la donna a letto, l’ha cosparsa di alcol e le ha dato fuoco.
A dare l’allarme sono stati i vicini di casa, che hanno visto le fiamme e allertato i soccorsi: Anna, madre di due figli di 8 e 13 anni, è ricoverata in gravi condizioni al Sant’Eugenio di Roma con ustioni di secondo e terzo grado su circa il 50 percento del corpo.
Una banale discussione si è trasformata in tragedia ieri sera a Valperga, piccolo comune in provincia di Torino: Paolo Mezzo, 37 anni, ha ucciso a coltellate il patrigno, Stefano Alberione, 70 anni, e ferito il fratello Davide, di 43 anni.
E’ successo tutto all’ora di cena, come si legge su CronacaQui:
I tre si trovavano a cena. Paolo tagliava il pane con un lungo coltello, mentre ascoltava i due spronarlo per l’ennesima volta a darsi da fare ed a cercare un lavoro. Un ritornello sentito più volte, quasi una consuetudine delle lunghe discussioni in quella casa.
Stavolta, però, Paolo non ci ha visto più. Ha preso il coltello con cui stava tagliando il pane e si è scagliato sul patrigno, colpendolo al petto e trafiggendogli un polmone. Il fratello, invece, è stato colpito in pieno stomaco.

Torniamo a parlare del tentato omicidio di Bordighera, risalente a giovedì scorso: Federica Bellone, attualmente agli arresti domiciliari, ha convinto la sua compagna Chiara Cortese Pellin ad uccidere sua madre, Paola Berselli, scampata all’attentato.
Mentre la prima, la mandante, ha deciso di restare in silenzio, la seconda, interrogata dai pubblici ministeri, ha raccontato tutto, come aveva già fatto al momento dell’arresto.
Federica era preoccupata. Era molto indietro con l’università, le mancavano almeno una decina di esami, ma aveva raccontato alla madre di essere ormai in vista della laurea.
Una rivelazione del genere, secondo la Pellin, avrebbe spinto la Borselli a tagliare i fondi alla figlia, impedendole così di vivere l’esistenza agiata a cui era ormai abituata.
Ancora un aggiornamento sul caso di Federica Bellone, la 26enne di Bordighera che insieme alla sua fidanzata Chiara Cortese Pellin ha cercato di uccidere la madre, Paola Berselli.
Questa mattina, nel carcere di Genova Pontedecimo, la giovane è stata interrogata dal gip Maria Grazie Leopardi, ma si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Nonostante questo le sono stati concessi gli arresti domiciliari. Da quanto si è appreso sarà ospitata dal padre, col quale non aveva alcun rapporto da diverso tempo, nella sua abitazione a Sanremo.
Al momento tutto quello che sappiamo sul caso - dinamica, movente e precedenti contatti coi sicari - è stato comunicato alle autorità da Chiara Cortese Pellin, subito dopo il suo arresto. La Bellone, invece, dopo aver negato tutto, ha deciso di restare in silenzio.
Via | SanremoNews
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Nuovi dettagli sul caso di Federica Bellone, la 26enne di Bordighera che per ben tre volte ha commissionato l’omicidio di sua madre, Paola Berselli, per riscuotere l’eredità e per non farle scoprire la verità sulla sua carriera universitaria.
Il diabolico piano della Bellone era iniziato tempo fa, quando la madre aveva scoperto la sua relazione omosessuale con la 29enne Chiara Cortese Pellin, poi diventata sua complice nel tentato omicidio.
Le due, si legge su Il Giornale, avevano iniziato la ricerca dei sicari nella Milano notturna, “tra locali omosessuali, stranieri, personaggi borderline“. Erano riusciti a trovarne due, un ragazzo pakistano di Varese ed un ragazzo italiano residente a Gallarate, che avevano chiesto alle due ragazze un acconto di 32 mila euro in contanti.
Ricevuti i soldi, però, i due avevano iniziato a ricattare la Bellone ed è a quel punto che la Pellin ha deciso di intervenire in prima persona.
Andriy Pobanchij, 47enne originario del Kuzakistan, è finito in manette a Napoli con l’accusa di tentato omicidio ai danni di due prostitute di 21 e 22 anni.
E’ successo tutto ieri sera in via Galileo Ferraris: il 47enne, non è chiaro per quali motivi, si è messo a litigare con un gruppo di prostitute che, in tutta risposta, hanno iniziato a lanciargli contro degli oggetti.
A quel punto Pobanchij, a bordo della sua automobile, si è scagliato contro di loro ed è riuscito ad investirne due, una ragazza di 21 anni e una di 22. Non contento, è passato ben due volte sul corpo della 21enne, incinta.

Una ragazza di 26 anni, Federica Bellone, studentessa di giurisprudenza al polo universitario di Imperia, e la sua amica Chiara Cortese Pellin, 29 anni, sono finite in manette a Bordighera con l’accusa di tentato omicidio in concorso.
La vicenda è piuttosto curiosa: la Bellone aveva mentito per anni a sua madre circa la sua carriera universitaria - era molto lontana dalla Laurea, contrariamente a quanto aveva detto alla donna - e se a questo si aggiunge una discreta eredità, ecco servito il movente del delitto.
La 26enne ha pagato la sua amica Pellin, volontaria della Croce Rossa Italiana e residente a Milano, per uccidere sua madre. La 29enne ha accettato ed è giunta a Bordighera, dove la donna ha una casa, ed ha cercato di mettere in atto il piano.
Fortunatamente le cose non sono andate come previsto: la 56enne si è subito accorta delle intenzioni della Pellin ed è riuscita a schivare i colpi inferti dalla giovane con un coltello da cucina ed un tritacarne.

Dopo il caso di avances non corrisposte a Torino, che si è quasi concluso con una tragedia, una vicenda del tutto simile è stata registrata questa mattina a Sanremo.
Pietro Dompe’, 80 anni, aveva da tempo preso di mira una sua vicina di casa, R.S., di 69 anni. Dalle semplici attenzioni ai veri e propri atti persecutori il passo è stato piuttosto breve, tanto che la donna si era rivolta alle autorità ed aveva ottenuto che all’uomo fosse notificato l’ordine di non avvicinarsi più a lei.
Questa mattina l’anziano avrebbe dovuto comparire davanti al gip del tribunale di Sanremo per la convalida della misura cautelare, ma anzichè andare in Tribunale si è recato a casa della donna.
Verso le 7.30 ha raggiunto la 69enne e l’ha aggredita a sprangate. Poi ha tentato di suicidarsi, prima gettandosi da un muretto di piazza Eroi, poi tagliandosi le vene.

Tragedia sfiorata nel Torinese, in un comune delle valli di Lanzo, dove un 56enne, dopo esser stato più volte rifiutato da una ragazza, si è introdotto nel suo appartamento e, armato di tanica di benzina, le ha dato fuoco.
La vicenda è avvenuta dopo circa un mese di avances andate a vuoto. L’uomo, ossessionato dalla giovane, aveva cercato in ogni modo di allacciare con lei una relazione.
Di fronte al suo ennesimo rifiuto, è partito il raptus. Il 56enne, ora in manette con l’accusa di tentato omicidio, ha fatto irruzione nell’appartamento della giovane, ha gettato la benzina addosso a lei e ad una sua amica che in quel momento si trovava lì e, al grido di “se non sei mia non sarai di nessuno“, ha appiccato il fuoco con un accendino.