Ucciso in strada per aver risposto negativamente alla richiesta di una sigaretta: è quanto accaduto ieri a Torino, in un giardinetto alla periferia Nord della città.
Un ragazzo romeno di 15 anni stava chiacchierano con alcuni amici quando un gruppetto di connazionali, tutti più grandi di lui, l’ha avvicinato chiedendogli una sigaretta. Il 15enne ha risposto che non fumava e a quel punti i bulletti hanno tentato di rapinarlo.
Hanno cercato di rubargli il cellulare e la lite che si è originata gli è stata fatale: un ragazzo ha tirato fuori un coltello ed ha colpito il 15enne alla gola.
Inutile il repentino arrivo dell’ambulanza e la corsa in ospedale: il giovane è deceduto poco prima dell’arrivo.
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Senza dubbio ricorderete l’omicidio del 28enne Nicola Tommasoli, aggredito a Verona la notte del primo maggio 2008 da un gruppo di giovani e deceduto cinque giorni dopo in ospedale. I responsabili, legati agli Ultras del Verona e vicini a movimenti di estrema destra, furono arrestati poche ore dopo.
Ieri, a poco più di un anno di distanza, la Corte D’Assise di Verona ha condannato i quattro assassini: 14 anni di carcere a Nicolò Veneri e Federico Perini, entrambi di 21 anni, 12 a Raffaele Dalle Donne, ventenne, e 10 al 21enne Guglielmo Corsi. Assolto il quinto membro del gruppo, Andrea Vesentini, che è stato invece condannato a 16 mesi, pena sospesa, per l’aggressione a un giovane punk incontrato dal gruppo poco prima di Tommasoli.
Per i quattro responsabili è stato disposto anche il pagamento di cospicue somme ai familiari di Tommasoli: 100 mila euro ai genitori, 80 mila euro all’ex fidanzata e 30 mila euro al fratello.
La famiglia della vittima, stando a quanto ha riferito il suo legale, Franco Rossi Galante, si è detta soddisfatta della sentenza.
Via | La Stampa
29 maggio scorso, Passaic, New Jersey. Ronnie Holloway sta facendo la sua passeggiata serale quando, accaldato e a petto nudo, viene fermato da una volante della polizia.
I due agenti gli intimano di rivestirsi, ma lui si rifiuta dicendo che ha caldo ed è tutto sudato. A quel punto, non sapendo di aver a che fare con un soggetto affetto da schizofrenia, uno dei due agenti passa alle mani e ci va giù pesante.
L’episodio, che è stato ripreso dalla telecamera di sorveglianza di un ristorante, è attualmente oggetto di un’indagine da parte della polizia di Possaic, che al momento ha deciso di non rispondere ad alcuna domanda e di non rilasciare dichiarazioni.
Via | Liveleak
Video ripreso da una telecamera di sorveglianza a circuito chiuso di un piccolo supermercato messicano che documenta il furto subito da parte di una ragazzina di 9 anni, complice di una donna che potrebbe essere sua madre o sua sorella.
Si guarda intorno, si assicura di non essere vista e si infila dietro il bancone per sottrarre schede telefoniche e qualche spicciolo dalla cassa del negozio. Poi consegna tutto alla sua complice e lascia il negozio.
Via | LiveLeak
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Il detenuto che vedete nel video si chiama Rene Nino, 26 anni, arrestato lo scorso 24 marzo dalle autorità di Mesa, in Arizona. Rinchiuso in una cella di detenzione provvisoria, Nino inizia a comportarsi in maniera decisamente irrazionale, grida e colpisce violentemente le pareti fino ad arrivare a bagnare la carta igienica ed oscurare la telecamera di sorveglianza.
Come Nino aveva previsto gli agenti vanno subito a controllare ed nel momento in cui aprono la porta, il 26enne riesce a fuggire. Per poco però, visto che in pochi minuti le autorità riescono a fermarlo e, come vedete, non ci pensano due volte prima di usare il famigerato taser, di cui ci siamo occupati anche in passato.
L’arma però pare non avere alcun effetto sull’uomo, fatto di metanfetamine e PCP, sostanza allucinogena meglio nota come Fenciclidina. Sarà necessario l’intervento dei paramedici per calmare il giovane con un sedativo. Alle accuse precedentemente formulate si aggiungono così quella di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale.
Via | LiveLeak
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Siamo in un ristorante di Shenzhen, città della Repubblica Popolare Cinese e il video che vi proponiamo oggi mostra l’adescamento di una bambina di 11 anni da parte di un ufficiale della marina, Lin Jiaxiang, visibilmente ubriaco.
I fatti sono questi: la bambina sta mangiando insieme alla sua famiglia quando si alza per andare in bagno. Lungo il breve tragitto per raggiungere i servizi passa vicino al tavolo dove è seduto il signor Jiaxiang, 58 anni. Quest’ultimo la chiama e le chiede se può gentilmente indicargli il bagno, finge di non aver capito e la bambina si offre di accompagnarlo.
Ed è da questo punto che parte il video, ripreso da una telecamera di sorveglianza del locale. In alto a sinistra si vede la bambina seguita da un signora con la camicia bianca. Meno di un minuto la bambina corre via fino al tavolo dei genitori e poco dopo tutta la famiglia Chen si dirige verso i bagni pubblici in cerca del molestatore e del responsabile del ristorante.
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Cosa c’è di curioso in questo video? Apparentemente nulla, è un filmato che documenta il furto in una macchina delle forze dell’ordine munita di telecamera di sorveglianza.
Ma la particolarità sta nel fatto che il ladruncolo, non propriamente un furbetto, se ne va in giro con un tatuaggio sul collo che riporta il suo cognome e la sua data di nascita, Evans 19.9.87, tatuaggio messo in bella mostra di fronte all’obiettivo della telecamera. Tanto valeva lasciare direttamente la carta d’identità.
E grazie a questo tratto distintivo è stato un gioco da ragazzi per le autorità: il giovane Aaron Evans, 21 anni, è stato immediatamente identificato e condannato a 7 mesi di carcere. La prossima volta farà meglio a procurarsi una sciarpa.
Via | LiveLeak
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Qui potete vedere alcune immagini riprese da una telecamera di sorveglianza di una biblioteca la notte del primo maggio sul luogo dell’aggressione a Nicola Tommasoli da parte dei cinque ragazzi neonazisti.
Come si può notare dal video, diffuso oggi dal programma Raiuno “La Vita In Diretta”, in alto a sinistra dell’inquadratura ci sono alcune persone in movimento, si tratta probabilmente di alcune fasi dell’aggressione.
Poco dopo i cinque ragazzi attraversano la strada correndo, scomparendo dalla visuale di ripresa per poi riapparire pochi secondi dopo in bassa a destra dell’inquadratura.
Per ulteriori dettagli sulla vicenda vi rimando al post che abbiamo pubblicato qui
Via | Repubblica.it
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