Gli annali del crimine sono pieni dei cosiddetti “angeli della morte“, serial killer che agiscono in ambito medico, spesso iniettando sostanze letali ai pazienti di cui si prendono cura.
Basti pensare a Jane Toppan, che confessò di aver ucciso ben trentuno persone, o a Genene Jones, la più recente e prolifica, responsabile della morte di almeno 46 pazienti tra adulti e bambini. L’italiana Sonya Caleffi, di cui ci siamo occupati recentemente, rientra in questa categorie di serial killer.
La sua “carriera” di serial killer inizia nel settembre del 2004 quando, grazie ad un curriculum impeccabile di infermiera professionista, viene assunta all’ospedale Manzoni di Lecco. Dopo le prime morti i colleghi della donna iniziano ad insospettirsi e nel dicembre dello stesso anno, nell’uccidere la quinta paziente, la Caleffi commette un errore.
Entra nella stanza di Maria Cristina, una quasi centenaria, fa uscire i parenti in maniera molto brusca e poi, con questi fuori della porta, uccide la donna. Tra i parenti della signora Maria c’è un’infermiera che si accorge che qualcosa non va.
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Forse tutti voi ricordate la vicenda di Sonya Caleffi, l’infermiera serial killer di Como che tra il 2003 e il 2004 ha ucciso con iniezioni di aria cinque suoi pazienti.
La vicenda aveva avuto risonanza nazionale e la donna era persino stata intervistata da Franca Leosini e diventata protagonista di uno speciale de La Linea D’Ombra. La condanna a vent’anni di carcere arrivò nel marzo del 2008 e nell’ottobre dello stesso anno fu confermata dalla Cassazione.
Sono passati cinque anni dal suo arresto e la Caleffi ha già potuto beneficiare di una serie di sconti - indulto in primis - tanto che a questo punto ha già scontato metà della pena e per questo, dal prossimo febbraio, inizierà a godere dei primi permessi premio.
Come ben spiegato sul Corriere Di Como,
Le sarà consentito di uscire per qualche ora, per cominciare, probabilmente mezza giornata da trascorrere con i genitori, con il rientro in carcere fissato per la sera. La frequenza delle uscite, inizialmente mensile, potrà poi essere più intensa. La conferma arriva direttamente dai suoi legali che prevedono le prime richieste al magistrato di sorveglianza per la prossima primavera. Sarà lei stessa a preparare i moduli, che saranno vagliati dal magistrato. Credo che anche per la sua buona condotta non ci saranno problemi per concederle le uscite dal carcere.