Tutti gli articoli con tag sicilia

Operazione Eleio: arrestati a Palermo 15 membri del clan mafioso di Porta Nuova

pubblicato da Daniele Particelli in: Estorsione e racket Boss Mafia Bande e delinquenti Criminalità organizzata Personaggi

carabinieri_palermo

Dopo oltre cinque mesi di indagini ed intercettazioni audio e video, questa mattina all’alba è scattata a Palermo l’operaione Eleio, che ha portato all’arresto di 15 presunti affiliati a Cosa Nostra.

I destinatari del provvedimento, stando a quanto si è appreso, sarebbero membri della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, asservita al mandamento mafioso palermitano di Porta Nuova, uno degli 8 in cui è divisa la città di Palermo.

I 15 sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata alle estorsioni, alle rapine, alla ricettazione e al traffico di stupefacenti. Da Sicilia Today:

L’urgenza del provvedimento scaturisce dalla necessità di interrompere con urgenza attività estorsive nei confronti di negozianti e imprenditori e prevenire attentati incendiari e/o ritorsioni fisiche alle vittime. […] Gli esiti delle investigazioni hanno dimostrato l’estrema dinamicità criminale dell’organizzazione la cui aggressività, in particolare nel settore della imposizione del “pizzo” ad oltre 20 imprenditori e commercianti del capoluogo.

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Talpe alla Dda: ecco come l'ex governatore Salvatore Cuffaro aiutò Cosa Nostra

pubblicato da Daniele Particelli in: Boss Mafia Criminalità organizzata Personaggi Inchieste e processi

Salvatore Cuffaro

Lo scorso 24 gennaio vi abbiamo parlato della condanna a 7 annni di carcere per l’ex Governatore della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, autore di una fuga di notizie che favorì Cosa Nostra.

Cuffaro, condannato nel 2008 a 5 anni di carcere per favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato i boss Cosa nostra, nel processo d’appello si è visto aumentare la sua condanna di due anni.

Questo perché, secondo i giudici della Corte d’Appello di Palermo, l’ex governatore avrebbe favorito anche l’organizzazione di Cosa Nostra, non solo i suoi boss.

Alla luce di questo i giudici ritennero opportuno aggravare la condanna di secondo grado di Cuffaro ad aggiungere due anni. Ora, a distanza di qualche mese, sono state pubblicate le motivazioni di quella sentenza.

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Palermo: 60enne picchia e minaccia la sua amante, arrestato per stalking

pubblicato da Daniele Particelli in: Dei delitti e delle pene

stalking

Un nuovo arresto per stalking è stato eseguito a Palermo: un uomo di 60 anni, M.F., ha perseguitato e molestato, prima verbalmente poi fisicamente, una donna con cui aveva intrattenuto una relazione.

I due si erano frequentati per qualche tempo e quando lei, straniera, aveva scoperto che lui era sposato, aveva messo fine alla relazione.

Lui non accettò la decisione della donna ed iniziò a seguirla e a minacciarla, fino ad una vera e propria aggressione avvenuta lo scorso dicembre.

In quell’occasione la donna lo denunciò e questo non fece altro che far diventare il 60enne più violento.

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Talpe alla Dda: 7 anni all'ex governatore Salvatore Cuffaro

pubblicato da Daniele Particelli in: Boss Mafia Inchieste e processi

Salvatore Cuffaro

Favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio: con queste accuse l’ex Governatore siciliano ed ora anche ex senatore dell’Ucd Salvatore Cuffaro è stato condannato in appello a 7 anni di reclusione.

Due anni in più rispetto alla condanna nel processo di primo grado, svoltosi nel gennaio del 2008. Cuffaro, autore di una fuga di notizie che consentì al boss Giuseppe Guttadauro di ritrovare una microspia in casa sua, inizialmente fu condannato solo per aver favorito i boss di Cosa Nostra.

Ora la Corte d’Appello di Palermo si è spinta oltre ed ha stabilito che l’ex governatore avrebbe favorito anche l’organizzazione di Cosa Nostra stessa. Ecco spiegati i due anni in più.

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Operazione Focus: 13 arresti a Gela per traffico di stupefacenti e fabbricazione di armi clandestine

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero Droga e Narcotraffico Bande e delinquenti

villaggio Aldisio

Tredici ordinanze di custodia cautelare sono state eseguita dalla polizia di Gela per reati che vanno da traffico continuato di stupefacenti a fabbricazione, detenzione e porto di armi clandestine.

Un appartamento di una palazzina popolare del Villaggio Aldisio era stato trasformato in una sorta di supermarket della droga. Si vendeva di tutto, dall’hashish, alla marijuana, alla cocaina, all’eroina, senza dimenticare le armi, che spesso venivano fabbricate artigianalmente.

La droga veniva principalmente da Catania e durante i frequenti trasporti veniva addirittura nascosta tra i pannolini del figlio di colui che è considerato il capo dell’organizzazione, Giuseppe Marangolo, 32 anni, che è anche il titolare dell’appartamento dove avveniva lo spaccio.

Tra i membri della banda, trovate i nomi dopo il salto, c’è anche un armiere che si occupava di costruire pistole usando pezzi di giocattoli e tondini d’acciaio rubati nel petrolchimico dell’Eni.

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Enna: tentano di rapinare una tabaccheria, uno di loro resta ucciso, l'altro fa perdere le sue tracce

pubblicato da Daniele Particelli in: Rapine a mano armata Omicidi-Suicidi

tabacchi

Si è concluso in tragedia un tentativo di rapina avvenuto ieri sera in un bar-tabaccheria di Troina, in provincia di Enna, dove due malviventi sono entrati minacciando con una pistola la cassiera.

La donna, madre del titolare, ha iniziato a gridare e suo figlio, che si trovava al piano di sopra, è subito accorso ed ha iniziato una colluttazione coi due rapinatori.

Nella lotta uno dei due malviventi è stato ucciso con un colpo sparato dalla sua stessa pistola, mentre il suo complice è riuscito a scappare e far perdere le proprie tracce.

Ancora ignota l’identità dei due rapinatori, ma al momento gli inquirenti stanno indagando per dar loro un nome e per chiarire l’esatta dinamica dell’omicidio.

Via | Sicilia OnLine

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Pedofilia: arrestato pensionato 75enne a Torino per aver abusato più volte della figlia di amici di famiglia residenti in Sicilia

pubblicato da Daniele Particelli in: Violenza Sessuale

pedofilia

Dopo l’arresto di qualche giorno fa nel Bresciano, oggi un altro pedofilo è finito dietro le sbarre, questa volta a Torino.

Si tratta di un pensionato di 75 anni, arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata e atti osceni nei confronti di una minorenne siciliana, figlia di alcuni amici di famiglia. L’uomo, residente a Torino, avrebbe abusato più volte, per diversi anni, della bambina nel corso della sue visite ai genitori di lei.

La vittima alla fine ha ceduto ed ha confessato tutto, facendo così partire le indagini che, grazie ad intercettazioni ambientali e pedinamenti, hanno condotto all’arresto dell’uomo, che al momento si trova agli arresti domiciliari.

L’operazione è stata condotta dalla squadra mobile di Trapani in collaborazione con quella di Torino.

Via | Leggo

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Usura: Campania al primo posto, seguono Calabria, Puglia e Sicilia

pubblicato da Daniele Particelli in: Estorsione e racket Strano ma vero

Usura

E’ stato diffuso pochi giorni fa il risultato di uno studio condotto dall’Ufficio Studi della Associazione Artigiani e Piccole Imprese, la Cgia di Mestre, sulla base di un’elaborazione in cui sono stati messi a confronto alcuni indicatori regionalizzati riferiti al 2008 quali la disoccupazione, i fallimenti, i protesti, i tassi di interesse applicati, le denunce di estorsione e di usura, il numero di sportelli bancari e il rapporto tra sofferenze ed impieghi registrati negli istituti di credito.

Emerge così che la Campania è la regione più a rischio con un tasso di usura di 173, ovvero il 73% in più rispetto alla media italiana. Seguono la Calabria (63% in più), Puglia (44%) e Sicilia (43%).

sul podio degli ‘intoccabili’ dagli strozzini o quasi, stanno il Trentino Alto Adige con un indice di rischio usura pari a 50 (50% in meno della media nazionale), seguito dalla Valle d’Aosta con 61 (39% in meno della media Italia), dal Veneto con 66 (34% in meno della media Italia) e dall’Emilia Romagna con 68 (32% in meno del dato medio Italia)

Per quanto riguarda invece il rapporto denunce per usura ogni 100mila abitanti, ma i dati risalgono al 2007, al primo posto troviamo il Molise, seguita dalla Campania.

Per le estorsioni invece, sempre tenendo conto del numero di denunce ogni 100mila abitanti, sul podio ci sono Campania e Calabria, rispettivamente con 25,67 e 22,02 denunce ogni centomila abitanti.

Via | CGIA Mestre

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Palermo: in manette banda di rapinatori, arrestati mentre lavavano e stendevano le banconote rubate

pubblicato da Daniele Particelli in: Rapine a mano armata Bande e delinquenti

banca Credito Cooperativo Don Rizzo di Carini

Cinque persone sono finite in manette in queste ore a Carini, nel Palermitano, sorpresi poco dopo la conclusione di una rapina mentre stendevano ad asciugare le banconote rubate.

I cinque rapinatori, di età compresa tra i 17 e i 55 anni, avevano fatto irruzione nelle banca Credito Cooperativo Don Rizzo di Carini, ma l’inchiostro rosso della “mazzetta civetta” è esploso macchiando tutte le banconote.

Il colpo è stato messo a segno dalla banda venerdì pomeriggio, così come l’arresto, ma la notizia è stata resa nota soltanto stamattina: i rapinatori, in questo caso, erano stati intercettati giorni prima, mentre si organizzavano per mettere a segno il colpo.

Gli agenti hanno quindi seguito tutto lo svolgimento e sono entrati in azione a rapina conclusa, mentre i cinque si erano ritrovati in una villa di Carini per contare e lavare le banconote.

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Catania: stuprano e rapinano una prostituta romena, arrestati quattro suoi connazionali

pubblicato da Daniele Particelli in: Rapine a mano armata Violenza Sessuale

Zafferana Etnea

Sono finiti in manette in queste ore quattro cittadini romeni, accusati di rapina, sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo ai danni di una prostituta di 20 anni, loro connazionale.

La giovane si trovava insieme ad un amica quando due uomini a bordo di un’auto le hanno avvicinate proponendo loro di salire a bordo. L’amica si è tirata indietro, mentre la 20enne è andata con loro.

I tre hanno guidato fino a Zafferana Etnea, a circa una ventina di chilometri dal capoluogo, dove si sono incontrati con altri due connazionali. Lì i quattro giovani, di età compresa tra i 19 ed 23 anni, hanno rapinato la giovane e l’hanno violentata a turno per circa tre ora.

Poi sono tornati in città ed hanno scaricato la vittima nei pressi dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania. La giovane ha subito sporto denuncia e i quattro sono stati individuati in poco tempo, grazie al cellulare che avevano sottratto alla 20enne.

Via | LiveSicilia

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