
Era attesa da mesi e alla fine la sentenza è arrivata: Paolo Pravisani, il pedofilo udinese di 73 anni sotto processo in Colombia è stato giudicato colpevole di pedofilia, detenzione di materiale pedopornografico e induzione alla prostituzione.
Del suo caso ci siamo occupati più volte ed avevamo anche sottolineato quanto fosse importante, per la Colombia e non solo, una sentenza del genere, la prima condanna per pedofilia nei confronti di uno straniero.
Insieme a Pravisani sono state condannate anche Hilda Martínez e Angélica Tovar, le due donne che avrebbero fornito minorenni all’udinese.
Le due sono state riconosciute colpevoli di atti sessuali con minori di 14 anni e induzione alla prostituzione e pornografia infantile.
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Ci siamo già occupati del pedofilo Paolo Pravisani, il 73enne sotto processo in Colombia con l’accusa di pedofilia, detenzione di materiale pedopornografico, droga e induzione alla prostituzione.
Vi abbiamo parlato anche del gioco che stanno facendo i suoi avvocati: cercare di posticipare la sentenza definitiva. Anche l’ultima udienza, quella del 16 giugno scorso, era stata rinviata ad oggi, 12 luglio.
Si torna in tribunale questa mattina, per l’ottava volta e la speranza, per i familiari della giovane vittima e per le diverse associazioni che si occupano della difesa dei minorenni vittime di sfruttamento sessuale, è che il tutto si concluda quanto prima.
Il motivo di tanta attesa è presto spiegato: se Paolo Pravisani venisse riconosciuto colpevole, quella a suo carico sarebbe la prima condanna per pedofilia in Colombia contro un cittadino straniero.
Continua a leggere: Colombia: riprende oggi il processo al pedofilo udinese Paolo Pravisani

E’ scattata stamattina all’alba l’operazione, denominata Cianliu, della Guardia di Finanza contro la criminalità organizzata cinese: 73 aziende sequestate, insieme a 181 immobili e 166 auto di lusso.
Ventiquattro persone (17 cinesi e 7 italiani) sono finite in manette in otto regioni - Toscana, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Sicilia - con l’accusa di associazione di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio di proventi illeciti derivanti dai reati di evasione fiscale, favoreggiamento dell’ingresso e della permanenza nel territorio dello Stato di cittadini cinesi clandestini per il successivo sfruttamento nell’impiego al lavoro.
I cittadini cinesi finiti in manette sono accusati anche di sfruttamento della prostituzione, contraffazione, frode in commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci o in violazione delle norme a tutela del “Made in Italy”, ricettazione e appropriazione indebita.
Continua a leggere: Mafia cinese in Italia: perquisizioni ed arresti in otto regioni

E’ iniziata poche ore fa a Cartagena de Indias, in Colombia - alle 15, ora italiana - l’ennesima udienza del processo che vede imputato il 72enne Paolo Pravisani, originario di Udine ma residente in Colombia da circa dieci anni, accusato di pedofilia, detenzione di materiale pedopornografico, droga e induzione alla prostituzione.
I fatti risalgono al febbraio del 2008: le autorità locali arrivano nell’appartamento di Pravisani a Cartagena e trovano il 15enne colombiano Yesid Torres nudo e agonizzante, con segni di violenza sul corpo.
Poco distante c’è anche Pravisani, in mutande e visibilmente ubriaco. Inutile la corsa in ospedale: Torres, che lavorava come domestico in casa dell’uomo, muore qualche ora dopo.
L’autopsia chiarisce fin da subito la causa del decesso: overdose di cocaina.
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Il nucleo Radiomobile dei carabinieri di Asti ha sgominato, dopo un’indagine durata più di un anno, una piccola organizzazione dedita allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione.
Sette persone sono finite in manette, tutte albanesi e romene di età compresa tra i 20 e i 26 anni, accusati anche di traffico di sostanze stupefacenti, finanziato proprio dallo sfruttamento della prostituzione.
La banda operava nella provincia di Asti: almeno nove ragazze romene venivano tenute in condizioni di schiavitù, costrette a prostituirsi, picchiate e minacciate.
Ognuna di loro, stimano gli agenti che hanno eseguito gli arresti, portava ai loro aguzzini circa 350 euro al giorno, soldi che venivano poi impiegati nel traffico di cocaina.

E’ partita questa mattina all’alba un’operazione dei Carabinieri di Bari contro due gruppi criminali, dediti allo sfruttamento della prostituzione, operanti nei comuni baresi di Grumo Appula, Palo del Colle, Terlizzi, Bari e nei territori dei comuni di Pesaro e Urbino, nelle Marche.
Circa quaranta ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite da oltre duecento militari sparsi per i vari comuni coinvolti: gli arrestati dovranno rispondere all’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
I criminali operavano così: reclutavano donne dal Sud America, le facevano venire in Italia, le sistemavano in alcuni container situati in terreni agricoli presi in affitto e le costringevano a prostituirsi.
Continua a leggere: Operazione anti-prostituzione tra Bari e Pesaro-Urbino: in manette 40 persone

Si è conclusa questa mattina all’alba, con l’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare, un’inchiesta atta a smantellare un clan criminale dedito allo sfruttamento della prostituzione nella piana d’Albenga.
Tabula Rasa, questo il nome dell’inchiesta e della relativa operazione, ha portato all’arresto di 17 persone - italiani, rumeni ed albanesi - con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi da guerra e il già citato sfruttamento della prostituzione.
Gli arresti sono stati eseguiti dai comandi provinciali di Savona, Genova, Torino e Imperia al termine di due anni di indagini iniziate nel 2008 dopo l’omicidio di una giovane prostituta.
Da quanto è emerso fin’ora, pare che le prostitute fossero costrette ad obbedire, come succede spesso in questi casi, con minacce e violenze. Il ruolo dell’aguzzino era ricoperto dalla donna del capo dell’organizzazione.

Sta facendo molto discutere, negli Stati Uniti e non solo, il caso del pediatra Earl Bradley, residente nel Delaware, accusato di aver molestato più di 100 bambini, tutti suoi pazienti.
Sul suo conto sono state dette molte cose e il quotidiano The Week ha deciso di fare un po’ di chiarezza sulla vicenda riassumendo tutti i dettagli emersi fin’ora.
Chi è Earl Bradley?
Il dottor Earl Bradley, arrestato lo scorso dicembre, è un pediatra di 52 anni. E’ alto 183 centimetri e pesa circa 100 chilogrammi. Pochi i dettagli resi noti sulla sua vita privata.
Dove esercitava?
Nello studio pediatrico BayBees a Lewes, nel Delaware, uno studio conosciuto per le sue decorazioni carnevalesche e una stanza a tema Disney. Ha esercitato la sua professione anche in Pennsylvania ed ottenuto license mediche in Florida e New Jersey, dove ora le autorità locali stanno cercando denunce di reati attribuibili a Bradley.
Continua a leggere: USA: il caso del pediatra pedofilo Earl Bradley. Cosa è emerso fin'ora?

Dopo il caso di Treviso, emerso qualche settimana fa, un’altra storia di sfruttamento di manodopera cinese è stata scoperta in provincia di Bergamo.
Una 35enne cinese, insieme ad altri due connazionali, aveva messo in piedi un piccolo laboratorio tessile illegale, in un capannone fuori mano, in cui erano impiegati sei suoi connazionali.
Dormivano, mangiavano e lavoravano lì, in stretti spazzi e in condizioni igienico-sanitarie giudicate precarie dagli agenti che hanno effettuato l’operazione.
Non c’era riscaldamente i sei connazionali venivano costretti a turni di lavoro lunghissimi: confezionavano camicie destinate alla vendita nei mercatini ambulanti.
Continua a leggere: Imprenditrice cinese sfruttava connazionali clandestini: 3 denunce a Bergamo
Di sesso con animali ci siamo occupati spesso: vi abbiamo ribadito l’illegalità di tale pratica in Olanda, e di numerose condanne, anche nel nostro Paese, di personaggi che hanno praticato rapporti con animali e l’hanno incentivato in qualche modo.
Basti pensare al recente caso di Christian Galeotti, condannato qualche giorno fa per maltrattamento di animali e per il loro impiego nella pornografia.
E proprio di sesso illegale - incluso quello con animali - si parlerà questa sera su Current, canale 130 del bouquet di SKY, all’interno della trasmissione Sex Mundi, una produzione spagnola in onda da qualche settimana. Trovate il promo dopo il salto.
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