
Si è conclusa questa mattina all’alba, con l’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare, un’inchiesta atta a smantellare un clan criminale dedito allo sfruttamento della prostituzione nella piana d’Albenga.
Tabula Rasa, questo il nome dell’inchiesta e della relativa operazione, ha portato all’arresto di 17 persone - italiani, rumeni ed albanesi - con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi da guerra e il già citato sfruttamento della prostituzione.
Gli arresti sono stati eseguiti dai comandi provinciali di Savona, Genova, Torino e Imperia al termine di due anni di indagini iniziate nel 2008 dopo l’omicidio di una giovane prostituta.
Da quanto è emerso fin’ora, pare che le prostitute fossero costrette ad obbedire, come succede spesso in questi casi, con minacce e violenze. Il ruolo dell’aguzzino era ricoperto dalla donna del capo dell’organizzazione.

Sta facendo molto discutere, negli Stati Uniti e non solo, il caso del pediatra Earl Bradley, residente nel Delaware, accusato di aver molestato più di 100 bambini, tutti suoi pazienti.
Sul suo conto sono state dette molte cose e il quotidiano The Week ha deciso di fare un po’ di chiarezza sulla vicenda riassumendo tutti i dettagli emersi fin’ora.
Chi è Earl Bradley?
Il dottor Earl Bradley, arrestato lo scorso dicembre, è un pediatra di 52 anni. E’ alto 183 centimetri e pesa circa 100 chilogrammi. Pochi i dettagli resi noti sulla sua vita privata.
Dove esercitava?
Nello studio pediatrico BayBees a Lewes, nel Delaware, uno studio conosciuto per le sue decorazioni carnevalesche e una stanza a tema Disney. Ha esercitato la sua professione anche in Pennsylvania ed ottenuto license mediche in Florida e New Jersey, dove ora le autorità locali stanno cercando denunce di reati attribuibili a Bradley.
Continua a leggere: USA: il caso del pediatra pedofilo Earl Bradley. Cosa è emerso fin'ora?

Dopo il caso di Treviso, emerso qualche settimana fa, un’altra storia di sfruttamento di manodopera cinese è stata scoperta in provincia di Bergamo.
Una 35enne cinese, insieme ad altri due connazionali, aveva messo in piedi un piccolo laboratorio tessile illegale, in un capannone fuori mano, in cui erano impiegati sei suoi connazionali.
Dormivano, mangiavano e lavoravano lì, in stretti spazzi e in condizioni igienico-sanitarie giudicate precarie dagli agenti che hanno effettuato l’operazione.
Non c’era riscaldamente i sei connazionali venivano costretti a turni di lavoro lunghissimi: confezionavano camicie destinate alla vendita nei mercatini ambulanti.
Continua a leggere: Imprenditrice cinese sfruttava connazionali clandestini: 3 denunce a Bergamo
Di sesso con animali ci siamo occupati spesso: vi abbiamo ribadito l’illegalità di tale pratica in Olanda, e di numerose condanne, anche nel nostro Paese, di personaggi che hanno praticato rapporti con animali e l’hanno incentivato in qualche modo.
Basti pensare al recente caso di Christian Galeotti, condannato qualche giorno fa per maltrattamento di animali e per il loro impiego nella pornografia.
E proprio di sesso illegale - incluso quello con animali - si parlerà questa sera su Current, canale 130 del bouquet di SKY, all’interno della trasmissione Sex Mundi, una produzione spagnola in onda da qualche settimana. Trovate il promo dopo il salto.
Continua a leggere: Stasera su Current Tv: "Sex Mundi" a caccia di sesso con animali

E’ la prima volta che in Italia una persona viene condanna per zoopornografia: si tratta del 35enne Christian Galeotti, ex proprietario di un allevamento di cani a San Genesio, vicino Bolzano.
Della vicenda ci occupammo poco più di un anno fa: dopo la segnalazione di alcune ragazze del posto, alle quali era stato proposto di partecipare a film porno insieme ad alcuni cani, le autorità avevano iniziano ad indagare.
Nel corso di un controllo, oltre a constatare le pessime condizioni igenico-sanitarie in cui erano costretti a vivere i cani dell’allevamento, le autorità avevano rinvenuto 9 cortometraggi porno con protagonista un attrice inglese ed alcuni cani.
Ora la sentenza è arrivata: il Gup di Bolzano Isabella Martin ha condannato Galeotti a due anni di reclusione, con la pena sospesa. Non andrà dietro le sbarre, ma dovrà assumersi le spese processuali della Lav e le ingenti spese di mantenimento, custodia, cure e riabilitazione dei cani di cui l’associazione aveva ottenuto l’affidamento, pari a 39mila euro.

Cittadini cinesi fatti venire in Italia illegalmente e ridotti in schiavitù, costretti a lavorare per moltissime ore al giorno in condizioni pessime. La storia non è nuova.
Nel marzo del 2008 a Reggio Emilia fu scoperta un’azienda che, in un capannone, faceva vivere e lavorare circa 50 cittadini cinesi, qualche mese dopo è successa la stessa cosa a Bergamo e nel gennaio dello scorso anno è emersa la vicenda dell’azienda tessile di Cavezzo, in provincia di Modena.
Ieri a Dosson Di Casier, in provincia di Treviso, la 44enne Hu Yunhua, titolare del laboratorio tessile Confezione Xindà, è stata arrestata con l’accusa di aver impiegato al lavoro connazionali clandestini
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La Camera dei Deputati ha dato il via libera alla ratifica della Convenzione per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, siglata il 25 ottobre del 2007 a Lanzarote, isola dell’arcipelago delle Canarie.
Ora spetta al Senato decidere se approvare o meno l’inasprimento dei provvedimenti contro pedofili e molestatori sessuali.
Tra le modifiche effettuate c’è quella che riguarda la prostituzione minorile, ben riassunta da Il Giornale:
È punito con la reclusione da sei a 12 anni e con la multa da euro 15.000 a euro 150.000 chiunque recluta o induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni 18; favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di età inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto. Chiunque compie atti sessuali con un minore fra i 14 e i 18 anni, in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi, è punito con la reclusione da sei mesi a 4 anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000. Se il minore non ha ancora compiuto i 16 anni, la pena è aumentata da un terzo alla metà. In caso di prostituzione minorile sarà escluso il patteggiamento.

La pratica del sesso con animali non è certo cosa nuova, così come non lo è la prostituzione a domicilio. Quello che sembra piuttosto inusuale, invece, è che queste due pratiche si uniscano in un nuovo, se così si può dire, filone.
E’ quello che hanno scoperto all’Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, dopo che due pentiti della pratica sessuale con animali hanno denunciato che da qualche tempo sono sorti degli annunci di prostitute che offrivano le loro prestazioni includendo l’uso e l’abuso di animali domestici, come cani di piccola e grossa taglia o galline.
Grazie a questi due pentiti il presidente nazionale dell’Aidaa, Lorenzo Croce, ha identificato ventitré prostitute nel centro-nord Italia ed ha già inviato altrettante denunce alle rispettive procure, quelle di Milano, Aosta, Trieste, Roma, Asti e Firenze.
Una volta contrattato il prezzo le squillo (con animale al seguito) raggiungevano il cliente nella sua abitazione dove si consumava oltre alla prestazione erotica anche la violenza sull’animale. I prezzi della prestazione variano dai 200 ai 500 euro per una prestazione singola, mentre si arriva a 3.000 euro a notte (comprensivo di pappa per il cane, come si legge in un annuncio).

Quattro persone sono finite in manette a Verona nell’ambito dell’indagine “Catene Spezzate“: sfruttavano bambini rom, figli loro e di altre famiglie, per commettere piccoli furti nelle abitazioni del nord Italia, sensibilmente aumentati nel mese di gennaio.
Li picchiavano e se non rubavano abbastanza li rinchiudevano in stanzette isolate, mentre se i piccoli si rifiutavano di commettere i reati, spesso li costringevano a lunghi digiuni e li minacciavano di sottoporli a violenze sessuali.
Un’organizzazione criminale, capitanata dai quattro rom croati arrestati, che operava principalmente nel veronese, ma anche in Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.
Su mandato del Gip trentino Maria Teresa Dieni, la polizia ha così arrestato Sulic Dragan di Milos e di Jovanovic Mileva (33enne, residente in Italia senza fissa dimora, zingaro di etnia rom, con numerosi alias; Sulic Zoro (29enne, zingaro di etnia rom, in Italia senza fissa dimora, con numerosi alias); Nikolic Rade (53enne, residente a Canda, pregiudicato) Duric Miriana (51enne bosniaca, moglie convivente di Nikolic)
Della figura del parcheggiatore abusivo, molto comune nelle principali città italiane, vi avevamo già parlato in occasione di un arresto avvenuto nella Capitale nell’agosto scorso.
E’ in corso in queste ore a Napoli un maxi blitz contro queste figure che operano illegalmente sul suolo pubblico e fin’ora pare siano state denunciate circa 80 persone, tutte accusate di occupazione abusiva di suolo pubblico.
Con loro sono state sequestrate anche un centinaio di vetture lasciate loro in custodia e oltre 10mila euro in contati frutto di questa attività che pare sempre più redditizia, visto il crescente numero di questi cosiddetti “guardamacchine”.
L’operazione è stata voluta dal generale Luigi Sementa, a capo del corpo di polizia municipale.
Via | Videocomunicazioni
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