
E’ finito in manette a Roccelletta di Borgia, in provincia di Catanzaro, il 59enne Pietro Lamberto, accusato di violenza sessuale ai danni di una ragazzina di 11 anni.
L’uomo, addetto ai servizi sociali del capoluogo calabrese, è stato sorpreso con la minorenne in una casa estiva di proprietà di un suo conoscente, dopo la denuncia presentata alle autorità dalla madre della giovane.
La ragazzina, stando a quanto si è appreso nel corso delle indagini, aveva da tempo smesso di andare a scuola, era stata plagiata dal 59enne ed aveva sviluppato “una grave condizione di disagio psicologico e sociale“.

Il nucleo Radiomobile dei carabinieri di Asti ha sgominato, dopo un’indagine durata più di un anno, una piccola organizzazione dedita allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione.
Sette persone sono finite in manette, tutte albanesi e romene di età compresa tra i 20 e i 26 anni, accusati anche di traffico di sostanze stupefacenti, finanziato proprio dallo sfruttamento della prostituzione.
La banda operava nella provincia di Asti: almeno nove ragazze romene venivano tenute in condizioni di schiavitù, costrette a prostituirsi, picchiate e minacciate.
Ognuna di loro, stimano gli agenti che hanno eseguito gli arresti, portava ai loro aguzzini circa 350 euro al giorno, soldi che venivano poi impiegati nel traffico di cocaina.

È definitivamente stabilita, sul piano giuridico e storico la verità che nella concessione della semilibertà ad Angelo Izzo sono state poste in essere gravissime negligenze da parte dello Stato Italiano che, nel suo complesso, non ha tutelato adeguatamente il diritto alla vita ed alla sicurezza di madre e figlia.
A parlare è Stefano Chiriatti, legale dei parenti di Maria Carmela Linciano e della figlia Valentina Maiorano, uccise il 28 aprile 2005 a Ferrazzano da Angelo Izzo, già condannato all’ergastolo per il massacro del Circeo, mentre si trovava in semilibertà.
Le negligenze a cui si riferisce sono quella evidenziate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo: concedendo la semilibertà ad Izzo le autorità italiane hanno violato il diritto alla vita delle due donne, diritto sancito dall’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Della vicenda ci eravamo occupati lo scorso 15 dicembre, quando la Corte aveva condannato le autorità italiane a risarcire i familiari delle due vittime con 45 mila euro.

Dovrebbe celebrarsi oggi, tra tante polemiche e l’indignazione di molti, il matrimonio tra Angelo Izzo, il mostro del Circeo che sta attualmente scontando il suo secondo ergastolo, e la giornalista Donatella Papi.
Abbiamo usato il condizionale perchè c’è un piccolo problema che potrebbe mettere a rischio le nozze: i due non sono riusciti a trovare un testimone.
La Papi, a questo proposito, ha fatto sapere di aver iniziato per protesta uno sciopero della fame ed ha anche lanciato un appello affinchè qualcuno si faccia avanti e si proponga come testimone.

Nuova ondata di fango sui servizi sociali del distretto di Doncaster, in Inghilterra. Dopo lo scandalo dei due fratellini torturatori di Edlington, condannati pochi giorni a cinque anni di carcere, un nuovo caso è emerso in queste ultime ore.
Si tratta della vicenda di due sorelline, che ora hanno 8 e 10 anni, costrette per quattro anni a subire una serie di torture da parte della madre e del suo compagno. Le piccole venivano picchiate quasi quotidianamente con cinture e ciabatte, private del cibo per giorni, mandate a scuola coperte di pidocchi.
Gli assistenti sociali in un primo momento erano intervenuti inserendo le bambine nel registro dei minori a rischio. I controlli si sono poi diradati sempre di più e dopo sei mesi furono rimosse da tale registro, come se l’allarme fosse rientrato.
Ovviamente così non è stato e gli abusi sono andati avanti e alla fine le persone che erano spesso a contatto con le due bambine - la nonna e le insegnanti - sono intervenute denunciando l’aggravarsi della situazione.

Nel 2004 ad Angelo Izzo, condannato all’ergastolo per aver preso parte, il 29 settembre 1975, al massacro del Circeo, era stata concessa la semilibertà.
Il 28 aprile 2005 Izzo, proprio mentre godeva di quel beneficio, uccise Carmela Linciano e Valentina Maiorano, rispettivamente madre e figlia, in una villa a Ferrazzano, in provincia di Campobasso, e per quel delitto fu condannato ad un altro ergastolo.
L’intera vicenda aveva fatto molto discutere l’opinione pubblica e ora anche la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo si è espressa sulla questione, condannando le autorità italiane a risarcire i familiari delle due vittime con 45 mila euro.
Concedendo la semilibertà ad Izzo, infatti, le autorità italiane avevano violato il diritto alla vita delle due donne, diritto che è sancito dall’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La notizia del possibile matrimonio della giornalista Donatella Papi con Angelo Izzo ha già fatto parecchio discutere e molti di voi si sono chiesti: “come si fa a sposare un mostro come quello?”
La risposta l’ha data la stessa Papi, sostenendo che Izzo è tutt’altro che un mostro, è innocente sia per quanto riguarda il massacro del Circeo sia per quello di Ferrazzano. Ecco cosa ha dichiarato nel corso della trasmissione Italia Sul Due:
Sono una giornalista, ho 53 anni, conosciuta e stimata, nell’ultimo anno mi sono occupata totalmente di solidarietà e casi difficili in cui ho acquisito esperienza e conoscenze specifiche. Da oltre vent’anni seguo sia la vicenda del Circeo sia l’omicidio di Ferrazzano che hanno coinvolto il detenuto Angelo Izzo, condannato per ben due volte a una pena ingiusta. Farò riaprire il processo per il delitto di Ferrazzano fin da oggi, porterò prove, documenti e spero testimonianze chiave. Così come farò in modo che si riparli soprattutto del primo caso che vide coinvolto Izzo, quello del Circeo, da cui ha origine tutto.

Si torna a parlare del massacro del Circeo: dopo che Gianni Guido è stato rimesso ufficialmente in libertà, Angelo Izzo, che sta scontando il suo secondo ergastolo - uno per il massacro del Circeo, uno per quello di Ferrazzano - nel carcere di Velletri, potrebbe convolare a nozze.
A dichiararlo è stato lui stesso. La sua anima gemella sarebbe la giornalista Donatella Papi, ex cronista de Il Giornale e oggi direttrice del giornale on line www.comincialitalia.net, sua vecchia conoscenza dai “tempi pariolini“.
La Papi, dopo aver scambiato lettere per anni con Izzo, gli avrebbe proposto di sposarlo e il 30 ottobre scorso ha scritto al direttore del carcere chiedendo di essere autorizzata a incontrare Izzo per “concordare con lo stesso le modalità e le autorizzazioni necessarie al fine di contrarre matrimonio in regime intramurario“.

Ecco un’altra storia assurda, tutta italiana, che ci arriva da Passignano sul Trasimeno, comune di poco più di cinquemila abitanti in provincia di Perugia, dove una donna di 40 anni, incensurata, è stata arrestata con l’accusa di aver procurato incontri sessuali alla figlia di appena 11 anni.
La storia andava avanti ormai da quattro mesi e si ripeteva con cadenza quasi quotidiana: la donna, la cui identità non è stata ancora diffusa, adescava minorenni e li invitava a casa sua per far sesso con la figlia undicenne.
In cambio dava loro piccole somme di denaro, ricariche telefoniche, a volte anche telefoni cellulari: tutto quello che dovevano fare era avere rapporti sessuali con sua figlia, farla assistere alle violenze e, a volte, lasciarsi filmare.
La donna, cartomante, era convinta che sua figlia meritasse attenzioni e gratificazioni di questi giovani ammiratori. Per lei sognava un futuro di successo e queste violenze, secondo lei, dovevano servire a far crescere la sua autostima.
Come vi abbiamo preannunciato ieri la sospensione del processo per gli otto stupratori di Montalto di Castro continua a far discutere. Dopo le dichiarazioni di sdegno della madre della vittima, oggi è quest’ultima a parlare, ai microfoni del Corriere Della Sera, attraverso Daniela Bizzarri, 56 anni, consigliera alle Pari opportunità della Provincia di Viterbo.
Vogliono continuare a rovinarmi la vita? Ma io non avevo neanche capito, l’altro giorno: credevo che la messa in prova fosse finita, non che dovesse ancora cominciare. Invece quest’inferno va avanti, e durerà ancora a lungo. Sono stravolta, distrutta. Ogni volta che c’è il processo sto peggio: non mangio, non dormo e quando m’addormento ho gli incubi. Non voglio più andare neanche dallo psicologo, a cosa serve ripetere sempre le stesse cose?
Due anni fa, il 31 agosto d2007, la giovane fu attirata in un bosco, al termine di una festa di compleanno, dal gruppetto di 8 giovani, tutti minorenni, che la violentarono a turno per ben tre ore. Ieri la notizia che i responsabili - otto di loro sono diventati maggiorenni - sono stati messi in prova per 24 mesi e al termine di questo periodo periodo il tribunale dei minori potrebbe dichiarare estinto il reato.
Non credo nel loro pentimento. Non mi sono arrivate né lettere né parole di scuse, niente. Hanno anche cercato di spingere un ragazzo a dire che ero consenziente. Mi chiedo a cosa possa servire metterli alla prova adesso, dopo così tanto tempo. Per me quest’attesa è un logorio quotidiano, non so come farò ad aspettare tanto.