
Due anziani, Lamberto Di Bernardini e Giovanni Marongiu, di 82 e 91 anni, hanno perso la vita questa mattina all’alba a causa di un incendio scoppiato nella casa di riposo “Oasi Villa Chiara” a Santa Severa, frazione di Santa Marinella, in provincia di Roma.
La causa del decesso è asfissia, ma nel corso delle indagini è emerso un particolare sconcertate: i due anziani si trovavano, chiusi a chiave dall’esterno, nella dependance della casa di riposo, una stanza adibita a magazzino in cui i due erano ospitati da qualche tempo.
Più che di dependance parlerei di ripostiglio per gli attrezzi, uno sgabuzzino di non più di 20 metri quadri. La struttura era abilitata per 11 ospiti e ne aveva 13, evidentemente hanno trovato un modo rapido per ’sistemare’ i due in sovrannumero, una vicenda gravissima su cui spero le indagini appurino le responsabilità.

Tre giovani sono finiti in manette a Venezia con l’accusa di sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo: si tratta di tre extracomunitari, un sudamericano di 22 anni, un egiziano di 25 e un algerino di 21.
I tre, se ne parla su La Nuova di Venezia e Mestre, hanno rapito e violentato per ore una giovane prostituta polacca, poi l’hanno abbandonata in strada.
L’episodio risale al 26 novembre scorso: i tre avrebbero avvicinato la giovane a Marghera, l’avrebbero fatta salire in auto con violenza e l’avrebbero condotta a Dolo, in provincia di Venezia, nell’abitazione del sudamericano.
Lì, stando al racconto della giovane, i tre avrebbero abusati di lei per quasi un giorno intero, sottoponendola a “violenze di ogni genere“. Alla fine, soddisfatti, l’avrebbero buttata fuori di casa, in strada.
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Sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni personali. Sono queste le accuse mosse nei confronti di un 50enne romano, tecnico radiologo incensurato, arrestato con l’accusa di essere uno stupratore seriale.
La tecnica usata era quella di spacciarsi per qualcuno altro. In questo caso il 50enne avrebbe detto in più occasioni di essere un medico, offrendo alle sue vittime la sua “disponibilità per ogni tipo di esigenza medico-sanitaria” nell’ospedale nel quale lavorava.
Con questa scusa avrebbe avvicinato giovani donne, le avrebbe narcotizzate sciogliendo della benzodiazepina nel caffè offerto loro e a quel punto avrebbe poi abusato di loro.
Il caso è scoppiato dopo che una ragazza albanese di 30 anni ha raccontato di aver incontrato il 50enne e di essersi risvegliata seminuda nel letto di un appartamento della Capitale senza ricordare nulla.

Nicola Ruggeri, 38 anni, e Ioan Pohata, 22 anni, sono stati arrestati ieri nel Messinese con l’accusa di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione.
Il primo, imprenditore residente a San Filippo del Mela, Messina, aveva ideato un piano che consisteva nel rapire una persona e tenerla prigioniera per costringerla ad effettuare operazioni bancarie a loro favore.
Il secondo, operaio romeno residente a Venetico, avere il ruolo di “carceriere”. Il piano è stato attuato a discapito di Leonardo Quattrocchi, pensionato di 60 anni residente a Barcellona Pozzo di Gotto, sempre nel Messinese.
L’uomo è stato rapito e tenuto prigioniero - prima in un casolare a Saponara, poi in un seminterrato a Venetico - per un totale di 18 giorni e costretto a ritirare soldi dal proprio conto corrente e di versare tutto ai due aguzzini.

Un 31enne dei Castelli Romani è finito in manette la notte scorsa per aver violentato la sua ex fidanzata, una ragazza di 28 anni, anche lei residente alle porte di Roma. I due erano stati insieme per un po’ di tempo e si erano lasciati da qualche giorno.
Ieri sera il 31enne l’ha contattata e l’ha convinta a salire in macchina per raggiungere un locale con lo scopo di chiarire la loro situazione. Lei si è fidata, ma lui invece di attenersi al piano, ha portato la macchina nelle campagne di Lanuvio, a circa 30 chilometri della Capitale.
Arrivati in una zona isolata, il 31enne ha iniziato a picchiare la sua ex fidanzata, l’ha costretta a spogliarsi minacciandola con un machete e l’ha obbligata ad avere diversi rapporti sessuali con lui, filmando lo stupro con i telefonini della giovane.
L’incubo è durato quasi per tutta la notte. Alla fine la giovane è riuscita ad impossessarsi del coltello ed ha minacciato lo stupratore. Dopo aver tentato di scappare, è riuscita a convincere l’uomo a riaccompagnarla a casa.
Continua a leggere: Roma: 31enne violenta la sua ex fidanzata e filma tutto, arrestato
Qualche giorno fa ve l’avevamo segnalata come una notizia in forse, ora invece pare cosa certa: Graziano Mesina, il più celebre bandito sardo del dopoguerra, noto anche come “la primula rossa del banditismo sardo“, parteciperà alla prossima edizione de L’Isola Dei Famosi, reality show condotto da Simona Ventura su Raidue.
Come riportano i nostri colleghi di TvBlog, la notizia è stata confermata dallo stesso Mesina al settimanale Oggi:
Perché non potrei partecipare a un reality? Mi è stato proposto e io ho accettato, ma per la mia partecipazione occorre limare ancora alcuni particolari. Nella mia vita ho visto l’inferno, per me il reality sarà una passeggiata.

Carmelo Lombardo, 20enne di Caltanissetta, un mese fa era stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di tentato furto in abitazione. A denunciarlo era stato un vicino di casa che aveva sorpreso il giovane mentre scassinava la porta d’ingresso della casa da derubare.
Dopo quell’episodio Lombardo, già noto alle forze dell’ordine, fu messo agli arresti domiciliari. Invece di prendere atto di quanto commesso e scontare la condanna, il giovane ha covato vendetta contro la persona che l’aveva denunciato e ieri è evaso dalla sua abitazione con uno scopo ben preciso: uccidere quella persona.
Armato di coltello si è recato presso l’associazione di volontariato frequentata dalla persona che aveva fatto quella chiamata: ha sequestrato per un paio d’ore tutte le persone presente, minacciandole di ucciderle.
Se siete dei lettori di Tvblog saprete certamente che da qualche settimana stanno circolando una serie di indiscrezioni su chi andrà a comporre il cast della nuova edizione de L’Isola Dei Famosi, fortunato reality show di Raidue che consiste nel mettere una serie di personaggio più o meno noti su un’isola deserta, senza nessuna comodità.
E’ di oggi la notizia, riportata da La Nuova Sardegna, che Graziano Mesina, il più celebre bandito sardo del dopoguerra, noto anche come “la primula rossa del banditismo sardo“, potrebbe partecipare al reality condotto da Simona Ventura.
Mesina, la cui attività criminale è iniziata intorno al 1956 con il suo primo arresto, ha passato ben quarantanni - non consecutivi - della sua vita in carcere fino al 25 novembre del 2004, quando il a Presidente della Repubblica Ciampi e il ministro della giustizia Roberto Castelli gli concessero la grazia per via del suo ruolo da mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam.
Dopo la concessione della grazia e quindi della sua scarcerazione, Mesina ha intrapreso la carriera di guida turistica e, insieme ad altri due soci, ha inoltre aperto una agenzia di viaggi a Roncaglia, Padova.

Due anni di violenze, anche sessuali, e minacce da parte dei genitori e del fratello: è quello che è stata costretta a subire una ragazzina di 15 anni residente in un piccolo comune alle porte di Bari.
La giovane, spesso rinchiusa a chiave nella sua stanza senza alcuna possibilità di contatto col mondo esterno, è riuscita a chiamare il 112 e spiegare quello che le stava succedendo.
A quel punto le autorità hanno fatto irruzione nell’abitazione e, dopo aver riscontrato la situazione in cui si trovava la giovane, hanno arrestato i due genitori e il fratello, appena maggiorenne, con l’accusa di sequestro di persona e violenza privata in concorso.
La 15enne è stata invece affidata una comunità protetta: nel corso degli interrogatori è emerso che la giovane, negli ultimi due anni, è stata più volte violentata dal padre, ma a questo proposito non sono state ancora formulate accuse nei confronti dell’uomo. Maggiori dettagli saranno diffusi nelle prossime ore.
Via | Libero News
Continua a leggere: Bari: 15enne violentata segregata in casa e dai genitori e dal fratello

60 anni, pensionato, sposato e incensurato. E’ questo il ritratto di L.M., l’uomo arrestato ieri sera a Palagiano, in provincia di Taranto, con l’accusa di sequestro di persona.
Ieri sera, poco dopo le 19, si è avvicinato in una piazzetta del paese a bordo della sua Harley Davidson ed ha fatto salire una bambina di 7 anni che stava giocando con alcuni amichetti. Si è finto suo zio e le persone che dovevano badare a lei si sono fidate.
Fortunatamente dopo aver portato via la bambina, la sua Harley Davidson è stata coinvolta in un tamponamento e l’arrivo dei passanti è stato inevitabile. Mentre l’uomo cercava di rassicurare le persone accorse circa il suo stato di salute e quello della bambina, quest’ultima ha subito sottolineato che lui non era suo zio, come invece lui sosteneva.
Questo è bastato a far insospettire i presenti ed allertare le autorità e dopo i controlli del caso, hanno provveduto a fermare il sospettato ed allertare i genitori della piccola.