
Continua senza particolari colpi di scena il processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi. La quattordicesima udienza, iniziata questa mattina davanti alla Corte d’Assise di Taranto, sarà caratterizzata dagli interrogatori di altri testimoni chiamati dall’accusa, tra i quali due carabinieri in servizio alla stazione di Avetrana e la testimone chiave Anna Pisanò.
In apertura la Corte si è riservata di decidere sulle due richieste avanzate dalla Procura e dalla difesa di Sabrina Misseri, imputata insieme a sua madre Cosima Serrano per concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere.
La Procura ha chiesto l’acquisizione del video dell’intervista concessa il 27 maggio 2011 da Concetta Serrano, madre della vittima, alla trasmissione televisiva “Quarto grado” e di un video, realizzato con un telefono cellulare, che ritrae la giovane vittima a San Pancrazio Salentino nei giorni precedenti al delitto.

Tra gli otto testimoni chiamati questa mattina davanti alla Corte d’Assise di Taranto per la tredicesima udienza del processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, c’è anche Antonella Spinelli, cugina della vittima nonché sua coetanea.
Lei, originaria di San Pancrazio Salentino, fu ospitata a casa di Sarah dal 23 al 25 agosto 2010 e trascorse con lei i giorni precedenti al delitto e fu proprio lei una delle poche persone ad essere a conoscenza dei vari profili che la 15enne di Avetrana aveva aperto su Facebook. Oggi, sentita in aula, la giovane ha riferito la sua opinione in merito al delitto:
Non credo che Sabrina e zia Cosima abbiano ucciso Sarah, ma zio Michele. Quel pomeriggio Sabrina chiamò per avvisarci che Sarah non si trovava. Io ho sempre detto che credo che Sabrina e zia Cosima non siano colpevoli. Io penso che sia stato mio zio Michele. Sabrina ci teneva tanto a Sarah. Io sono convinta di questa cosa, ma cerco di evitare l’argomento perchè non mi fa stare bene.

E’ ripreso questa mattina, davanti alla Corte d’Assise di Taranto, il processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto 2010. Oggi, nel corso dell’undicesima udienza, altri otto testimoni saranno sottoposti all’esame e al controesame.
Il primo a sedersi sul banco dei testimoni è stato Claudio Russo, fratello di Ivano, il giovane di cui si erano invaghite sia Sarah che la cugina Sabrina Misseri, accusata insieme alla madre Cosima di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere.
Il giovane ha ricostruito i suoi spostamenti di quel 26 agosto - al mare con la fidanzata e ritorno a casa per l’ora di pranzo - ed ha confermato che nel primo pomeriggio suo fratello si trovava nell’abitazione, sul divano a riposare. Russo, su richiesta del pm Mariano Buccoliero, ha fatto anche presente che subito dopo la notizia della scomparsa di Sarah, suo fratello Ivano non aveva mai accennato all’ipotesi del rapimento.

Dopo una settimana di pausa, ieri davanti alla Corte d’Assise di Taranto si è tenuta la decima udienza del processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto del 2010.
Ieri è stata la volta delle testimonianze del tenente colonnello Paolo Vincenzoni e il maresciallo Giuseppe Pirò, i carabinieri del Ros ai quali fu affidato dalla Procura il lavoro di mappatura dei cellulari delle persone coinvolte nel caso Scazzi. E loro non hanno fatto altro che ribadire quanto affermato in precedenza: il telefono della vittima, alle 14.42 di quel 26 agosto, si trovava nel garage della famiglia Misseri.
Circa tre quarti d’ora dopo, alle 15.25, il telefono di Sarah ricevette una chiamata da parte di Cosima Serrano, accusata insieme alla figlia Sabrina Misseri di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere. La particolarità è che quella telefonata su fatta dal garage dei Misseri.
La donna ha sempre negato di essersi recata in garage, ma se il suo telefono è stato collocato lì è facile ipotizzare che ci fosse anche lei. Impossibile, secondo i carabinieri del Ros, pensare ad un errore nella mappatura telefonica.
Continua a leggere: Processo Sarah Scazzi, decima udienza: i Ros inchiodano Cosima Serrano

E’ ripreso questa mattina, davanti alla Corte d’Assise di Taranto, il processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto dello scorso anno. Oggi, nel corso della nona udienza, nuovi testimoni saranno sottoposti all’esame e al controesame.
Tra i primi a prendere la parola c’è stata Emma Serrano, sorella di Concetta, madre della vittima, e di Cosima, accusata insieme alla figlia Sabrina Misseri di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere.
La donna, dopo aver descritto come “normali” i rapporti tra Cosima e Sabrina e quelli tra la giovane Misseri e suo padre, ha rivelato in aula un particolare mai emerso finora: Michele Misseri, imputato nel procedimento con l’accusa di soppressione di cadavere, anni fa avrebbe molestato una sua parente, la cui identità non è però stata resa nota.

Nuova ondata di interrogatori, questa mattina davanti alla Corte d’Assise di Taranto, per l’ottava udienza del processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto dello scorso anno. Oggi, dopo i vicini di casa sentiti l’ultima volta, tocca ad altre nove persone.
Tra i primi ad essere sentiti ci sono i parenti delle sorelle Serrano - Concetta, madre della vittima, e Cosima, accusata insieme alla figlia Sabrina Misseri di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere: Battista Serrano, Giuseppa Serrano, Ada Maria Serrano.
Il primo ha già rivelato un dettaglio mai emerso finora. La mattina del 15 ottobre 2010, intorno alle 3.30, uscì di casa per andare a lavoro e vide Ivano Russo e Sabrina Misseri davanti all’abitazione di quest’ultima. Per un attimo uscì pure Cosima Serrano, vestita come se stesse per andare da qualche parte.

E’ iniziata questa mattina a Taranto, davanti alla Corte d’Assise, la settima udienza del processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto dello scorso anno.
Oggi sarà la volta di altri otto testimoni chiamati dall’accusa, i cui racconti dovrebbero servire per demolire l’alibi delle due imputate principali, Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, accusate di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere.
Tra questi c’è Donato Massari, vicino di casa dei Misseri nonché padre di un’amica di Sarah, Francesca. L’uomo ha raccontato in aula di aver visto, nel primo pomeriggio di quel 26 agosto, l’auto di Cosima Serrano sfrecciare dietro il campo sportivo di Avetrana, seguita da un furgone blu.

Si torna in aula, oggi, davanti alla Corte d’Assise di Taranto, per la sesta udienza del processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto dello scorso anno.
Come anticipato la settimana scorsa, l’udienza di oggi è dedicata all’intervento di Mariangela Spagnoletti della sorella minore Alessandra, 13 anni. La prima frequentava abitualmente Sarah e Sabrina Misseri - accusata insieme alla madre Cosima Serrano di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere - e nel primo pomeriggio di quel 26 agosto si era recata insieme alla sorella a casa Misseri per prendere le due cugine ed andare al mare.
Arrivate a casa di Sabrina, lei era già fuori, stava sulla strada e Sarah non era ancora arrivata. Sabrina aveva maglietta e pantaloncini bianchi e una borsa nera con il telo da mare. In mano aveva anche il cellulare. Quando siamo arrivate ha chiesto se avevamo visto Sarah sulla strada. Ha chiamato e ci ha detto che il cellulare ha fatto lo squillo e poi è caduta la linea.
Continua a leggere: Processo Sarah Scazzi, sesta udienza: le sorelle Spagnoletti tra i testimoni

Nemmeno la quinta udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto dello scorso anno, è servita a fare chiarezza sull’orario della morte della giovane, o quantomeno sul suo arrivo in casa Misseri.
Tre i testimoni sentiti ieri, tutti chiamati dall’accusa proprio con lo scopo di ricostruire i movimenti della giovane vittima nel primo pomeriggio di quel 26 agosto: Antonio Petarra, vicino di casa della famiglia Scazzi, e Fedele Giangrande e Giuseppina Nardelli, due giovani che incrociarono sarà in viale Kennedy, a metà strada tra casa sua e quella degli zii.
Il primo a deporre è stato Petarra, che quel giorno era impegnato ad imbiancare i muri esterni della sua abitazione. L’uomo ha confermato di aver visto sarà più volte, l’ultima intorno alle 13.45 mentre si dirigeva a passo veloce verso casa Misseri.
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Si torna in aula, oggi, davanti alla Corte d’Assise di Taranto, per la quarta udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto dello scorso anno.
Oggi, come vi abbiamo anticipato la settimana scorsa, toccherà ancora una volta ai testimoni chiamati dalla difesa. La più importante, e anche quella che si preannuncia essere la più lunga, è quella di Concetta Serrano, la mamma della vittima, chiamata a ripercorrere gli ultimi momenti di vita della figlia e le sue frequentazioni, senza dimenticare quelle settimane in cui, senza sapere la verità, la donna ha continuato a frequentare casa Misseri.
Poi, se ci sarà tempo, sul banco dei testimoni dovranno salire anche Giacomo Scazzi, fratello di Sarah, Maria Ecaterina Pantir, l’ex badante di casa Scazzi, e i tre esercenti dei negozi in cui Sarah e il padre fecero acquisti la mattina del 26 agosto 2010, Pamela Nigro, Anna Lucia Dell’Atti e Salvatore Erroi.