Tutti gli articoli con tag rom

Barista massacrato di botte da due rom: si era rifiutato di farli bere senza pagare

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero

pronto_soccorso

Sono entrati in un bar di via Garibaldi, a Rho, ed hanno iniziato a bere come due spugne, bicchiere dopo bicchiere, senza tirar fuori un centesimo. Poi il barista ha chiesto loro di saldare il conto e si è rifiutato di versare altro alcol.

Così i due rom gli saltano addosso e iniziano a massacrarlo di botte. L’uomo riesce a fuggire e, a piedi, raggiunge il vicino pronto soccorso, ma neanche lì è al sicuro.

I due lo raggiungono e, di fronte ad una decina di persone, continuano il pestaggio nella sala d’aspetto dell’ospedale. Volano ancora calci e pugni che non risparmiano neanche i medici e gli infermieri giunti in soccorso dell’uomo.

C’è voluto l’intervento dei militari, che hanno condotto i due rom in caserma: una volta lì li hanno denunciati a piede libero e rimessi in libertà, come se avessero rubato caramelle ad un bambino.

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Accusa connazionale di averla stuprata: confessa la verità dopo 37 giorni

pubblicato da Daniele Particelli in: Violenza Sessuale

violenza sessualePrimo rapporto sessuale a 14 anni, poi il timore che i suoi genitori venissero a saperlo. Così un’adolescente romena residente a Torino ha deciso di inventare una storia di stupro, accusando il fidanzato 24enne di averla costretta con un coltello a salire in macchina, averla portato in un luogo appartato ed aver abusato di lei.

Così Mihail Lucian Andrei, camionista romeno di 24 anni residente a Leinì, vicino Torino, il 16 ottobre scorso è stato arrestato e incarcerato dopo la segnalazione della sua connazionale, che non ha avuto alcun rimorso a vederlo finire dietro le sbarre.

Il giovane ha sempre ribadito la sua innocenza e il suo avvocato, Antonio Genovese, sin dal giorno dell’arresto ha fatto di tutto per approfondire e chiarire il racconto della presunta vittima.

Numerosi erano infatti i punti oscuri e ieri mattina, di fronte al sostituto procuratore Alessandro Sutera Sardo, la giovane accusatrice non è riuscita a sostenere fermamente le dichiarazioni rilasciate in precedenza: è scoppiata in lacrime ed ha confessato di essere inventata tutto.

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La rom che che rapiva la bambina a Ponticelli? Una bufala. E non era neanche una rom

pubblicato da gabriele ferraresi in: Camorra Bande e delinquenti Dei delitti e delle pene


Noi ve lo avevamo anticipato: ora c’è anche una conferma ufficiale. A scatenare la psicosi rom delle scorse settimane, era stato il presunto tentativo di rapimento di una bambina italiana da parte di una giovane rapinatrice di etnia romnì. Tutte balle. Scriviamolo chiaro e tondo: erano tutte balle. Peccato che poi, e qui siamo nel pieno della teoria del caos, eventi mai accaduti portino a conseguenze estremamente reali; come pogrom che avevano ben poco da invidiare a quelli nazisti, vari di leggi repressive, pestaggi assortiti ai danni di minoranze di ogni genere. Dal blog di Antonella Beccaria arriva questa segnalazione, di un’indagine sui fatti che a Ponticelli avevano scatenato la caccia al rom

La testimonianza di Flora Martinelli, la madre della bambina, del padre di lei Ciro e dei loro vicini di casa è falsa. Il Gruppo EveryOne ha indagato accuratamente sull’evento che ha scatenato una vera e propria caccia al Rom, che da Napoli si è diffusa a macchia d’olio in tutta Italia. Fin dall’inizio le dinamiche del rapimento non ci hanno convinto, perché chi conosce la palazzina in cui sarebbe avvenuto il reato sa che è praticamente inaccessibile, sia per il cancello che per l’attenta sorveglianza degli inquilini

Potete leggere il resto dell’intervento e dell’indagine sul blog di EveryOne.

Foto: Giorgio 1972, Flickr

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Emergenza rifiuti a Napoli: ma non sotto casa di Bassolino

pubblicato da gabriele ferraresi in: Camorra Crimini ambientali

In queste ore sta per partire il primo consiglio dei ministri, a Napoli, come ovvio tirata a lucido, per quanto possibile. I roghi e le proteste di piazza, con i cassonetti rovesciati che non lasciano passare neanche le ambulanze, sono ricordi ancora vivi nella memoria di tutti. Ha un solo nome tutto questo esasperazione.

Il centro è pulito. S’imbocca Corso Umberto, l’università, torna qualche cumulo. Compare un manifesto, solo tre parole: «Berlusconi santo subito». Il Borgo degli Orefici, si paga pizza e bibita cinque euro. I rifiuti tornano pochi. Più ci si avvicina a via Duomo, la strada dove abita il sindaco Iervolino, più spariscono i sacchetti. Forcella, regno dei Giuliano, la famiglia camorristica che aveva spesso ospite Maradona. Bisogna togliersi il casco e togliersi anche gli occhiali da sole. È necessario mostrare dove si guarda, ed è meglio non guardare nessuno. Dedalo di vicoli, budella di stradine, labirinto di sanpietrini. Strada e marciapiede sono un’unica cosa. Una sola regola: andare piano, può sfrecciare solo chi è di casa che qui si può permettere di tutto. C’è puzza, ma è una puzza normale. La puzza di Marrakesh, le spezie africane come il ragù partenopeo

Oggi su Il Tempo c’è questo interessante reportage nella Napoli che è diventata Rifiutopoli, leggetelo, molto interessante. Come sempre, siamo tutti uguali, ma c’è qualcuno più uguale degli altri. Qui sopra uno degli ultimi video caricati su youtube: la situazione monnezza in quel di Ponticelli, si proprio la zona del progrom anti-rom della scorsa settimana.

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Rom a Ponticelli: un altro filmato dell'incendio

pubblicato da gabriele ferraresi in: Camorra Furti e ladri

C’è una sorta di strano autocompiacimento nell’utente che ha pubblicato questo video su youtube. Hai voglia poi a dire che a Napoli l’ultimo problema è quello dei rom, che forse sarebbe prima risolvere qualche piccolo intreccio tra camorra e istituzioni: macchè, tutto inutile. Meglio la benzina.

Oggi su Repubblica c’è un commento molto interessante di Gad Lerner, che vi consiglio di leggere, intanto

siamo sicuri che “il popolo” siano quei giovanotti in motorino che incendiano con le molotov gli effetti personali degli zingari fuggiaschi, le donne del quartiere che sputano su bambini impauriti e davanti a una telecamera concedono: “Bruciarli magari no, ma almeno cacciarli via”? Che importa se parlano a nome del popolo i fautori della “derattizzazione” e della “pulizia etnica”, i politici che in campagna elettorale auspicarono “espulsioni di massa”, i ministri che brandiscono perfino la tradizione cattolica per accusare di tradimento parroci e vescovi troppo caritatevoli?

Dopo il salto un video che riassume e vicende di questi giorni.

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Napoli: pogrom anti rom a Ponticelli, il filmato dell'incendio al campo

pubblicato da gabriele ferraresi in: Casi insoluti Dei delitti e delle pene

Ne avevamo parlato ieri, e nel migliore stile della profezia che si autoadempie, le cose sono andate esattamente in quella direzione. I campi rom sono stati assaltati, le molotov lanciate, spranghe e i coltelli tirati fuori. Accade tutto a Ponticelli, periferia est di Napoli. Il video qui sopra è stata caricato su youtube qualche ora fa: assalto e incendio.

Come vi avevamo raccontato, c’è questa ragazzina - pare si chiami Angelica o Maria rom che entra in casa di Flora Martinelli. Rubacchia qualcosa, e quando la donna la pizzica, vede che ha in braccio sua figlia di pochi mesi. Prima il padre malmena la minorenne rom, poi gli abitanti del rione cercano di linciarla, e lei viene salvata dalla polizia.

Ci sono volute ventiquattro ore perchè la gente esplodesse, poi lo ha fatto. E non si è fatta pregare: hanno iniziato ad accoltellare un romeno, regolare, un operaio che abitava nei paraggi. Non c’entrava niente, ma si sa, “quelli lì” son tutti uguali. Rubano. Poi in via Malibran, dove si trova uno dei campi nomadi, tre ragazzi tentano di dare fuoco al campo.

La notte stessa, in via Dorando Petri, qualcuno lancia una molotov contro un piccolo insediamento, prendono fuoco quattro baracche ma che sarà mai, anche lì. Bestie sono, no? Andate a rileggervi quello che si scriveva dopo il caso di Giovanna Mariani, cosa si scriveva di Romulus Mailat, cosa diceva Veltroni, cosa si proponeva di fare. Andate a leggervelo, che la memoria corta ce l’abbiamo tutti.

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