
Ricordate Remigio Radolli, il gioielliere 59enne di Cinisello Balsamo che sparò per legittima difesa durante una rapina? Secondo gli inquirenti ci sarebbe stato un eccesso di legittima difesa, ed infatti ora, nell’ambito dell’indagine del Sostituto Procuratore di Monza Stefania di Tullio, Radolli si trova un avviso di garanzia sulla testa.
Da parte sua, Radolli ha confermato la massima fiducia nell’operato della di Tullio, e l’avviso di garanzia per eccesso di legittima difesa sarebbe solo un atto dovuto, formula che si usa solitamente per spiegare l’inspiegabile, o il surrealismo involontario di certi atti.

«Hai sentito cos’è successo? Sono stati loro, cosa dobbiamo fare? Io ho paura» è stata questa una delle telefonate intercettate che ha permesso ai carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni di rintracciare il secondo complice della rapina finita nel sangue la scorsa settimana in una gioielleria di Cinisello Balsamo.
Uno dei rapinatori era stato gravemente ferito dal titolare dell’esercizio, Remigio Radolli, a sua volta pestato a sangue dai due malviventi: i militari hanno messo sotto controllo il cellulare del ferito, Blerim Mani, e sono riusciti a risalire alla sua fidanzata, una ragazza albanese residente in un paesino in provincia di Lodi.
La ragazza, non pensando di essere controllata, ha parlato più di una volta della vicenda con una sua amica, che si è poi scoperto essere la fidanzata dell’altro rapinatore, il clandestino e pregiudicato albanese Roland Kaci, 26 anni. Da lì al suo arresto il passo è stato breve.
Il commerciante 58enne, tuttora in ospedale con la mandibola rotta (dovrà essere operato), costole incrinate e 18 punti alla testa, vuole solo dimenticare. A suo carico, fanno sapere i carabinieri, ancora nessun procedimento penale in corso.
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