
Si è conclusa questa mattina all’alba, con l’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare, un’inchiesta atta a smantellare un clan criminale dedito allo sfruttamento della prostituzione nella piana d’Albenga.
Tabula Rasa, questo il nome dell’inchiesta e della relativa operazione, ha portato all’arresto di 17 persone - italiani, rumeni ed albanesi - con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi da guerra e il già citato sfruttamento della prostituzione.
Gli arresti sono stati eseguiti dai comandi provinciali di Savona, Genova, Torino e Imperia al termine di due anni di indagini iniziate nel 2008 dopo l’omicidio di una giovane prostituta.
Da quanto è emerso fin’ora, pare che le prostitute fossero costrette ad obbedire, come succede spesso in questi casi, con minacce e violenze. Il ruolo dell’aguzzino era ricoperto dalla donna del capo dell’organizzazione.
Di sesso con animali ci siamo occupati spesso: vi abbiamo ribadito l’illegalità di tale pratica in Olanda, e di numerose condanne, anche nel nostro Paese, di personaggi che hanno praticato rapporti con animali e l’hanno incentivato in qualche modo.
Basti pensare al recente caso di Christian Galeotti, condannato qualche giorno fa per maltrattamento di animali e per il loro impiego nella pornografia.
E proprio di sesso illegale - incluso quello con animali - si parlerà questa sera su Current, canale 130 del bouquet di SKY, all’interno della trasmissione Sex Mundi, una produzione spagnola in onda da qualche settimana. Trovate il promo dopo il salto.
Continua a leggere: Stasera su Current Tv: "Sex Mundi" a caccia di sesso con animali

E’ la prima volta che in Italia una persona viene condanna per zoopornografia: si tratta del 35enne Christian Galeotti, ex proprietario di un allevamento di cani a San Genesio, vicino Bolzano.
Della vicenda ci occupammo poco più di un anno fa: dopo la segnalazione di alcune ragazze del posto, alle quali era stato proposto di partecipare a film porno insieme ad alcuni cani, le autorità avevano iniziano ad indagare.
Nel corso di un controllo, oltre a constatare le pessime condizioni igenico-sanitarie in cui erano costretti a vivere i cani dell’allevamento, le autorità avevano rinvenuto 9 cortometraggi porno con protagonista un attrice inglese ed alcuni cani.
Ora la sentenza è arrivata: il Gup di Bolzano Isabella Martin ha condannato Galeotti a due anni di reclusione, con la pena sospesa. Non andrà dietro le sbarre, ma dovrà assumersi le spese processuali della Lav e le ingenti spese di mantenimento, custodia, cure e riabilitazione dei cani di cui l’associazione aveva ottenuto l’affidamento, pari a 39mila euro.

Andres Ronald Avedano, colombiano di 25 anni, è stato arrestato a Trieste nel corso di un’indagine su un caso di violenze sessuale ai danni di una ragazzina minorenne che si prostituiva in cambio di ricariche telefoniche e piccole somme di denaro.
Si tratta della terza persona arrestata in relazione al caso: il primo, un cittadino italiano di 65 anni, era finito in manette lo scorso novembre, mentre a dicembre era stato arrestato un 45enne, sempre italiano, anche lui accusato di violenza sessuale ai danni della stessa minorenne.
L’arresto dei due pedofili italiani non era servito da deterrente per il cittadino colombiano, che era rimasto in contatto con la 13enne: qualche giorno fa gli agenti di Trieste, che stavano monitorando la ragazzina, hanno intercettato una foto piuttosto esplicita inviata dalla 13enne al colombiano.

La Camera dei Deputati ha dato il via libera alla ratifica della Convenzione per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, siglata il 25 ottobre del 2007 a Lanzarote, isola dell’arcipelago delle Canarie.
Ora spetta al Senato decidere se approvare o meno l’inasprimento dei provvedimenti contro pedofili e molestatori sessuali.
Tra le modifiche effettuate c’è quella che riguarda la prostituzione minorile, ben riassunta da Il Giornale:
È punito con la reclusione da sei a 12 anni e con la multa da euro 15.000 a euro 150.000 chiunque recluta o induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni 18; favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di età inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto. Chiunque compie atti sessuali con un minore fra i 14 e i 18 anni, in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi, è punito con la reclusione da sei mesi a 4 anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000. Se il minore non ha ancora compiuto i 16 anni, la pena è aumentata da un terzo alla metà. In caso di prostituzione minorile sarà escluso il patteggiamento.

Una nuova e raccapricciante storia di abusi sessuali ha portato all’arresto, nelle ultime ore, di due persone in provincia di Taranto: una donna di 38 anni e il suo suocero, di 82 anni. La vittima, invece, è una ragazzina di 14 anni.
La 38enne, da qualche tempo, aveva iniziato a vendere sua figlia all’anziano pedofilo che, con 50 euro ad incontro, era libero di violentare la 14enne nel proprio garage.
A far partire l’indagine che ha poi portato all’arresto dei due è stato il padre della ragazza e marito della 38enne: lo scorso novembre l’uomo aveva notato che suo padre passava le sue giornate chiuso in casa insieme alla 14enne e sua madre e in più era riuscito a vedere che il suo genitore riusciva a spendere la pensione nel giro di pochi giorni.
Ha segnalato tutto alle autorità e in poco tempo la verità è venuta a galla: l’82enne è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale e al momento sta sta scontando gli arresti domiciliari in una casa di riposo - nella sua abitazione sono state trovate numerose confezioni di Viagra - mentre la madre della 14enne è stata rinchiusa nel carcere di Taranto con l’accusa di sfruttamento della prostituzione.
Via | CronacaQui

Nove persone sono state indagate e quattro sono finite in manette al termine di un’operazione atta a contrastare la pedofilia e la prostituzione minorile.
Tutto ha avuto inizio a Messina lo scorso 18 gennaio, quando un bambino di 9 anni è tornato a casa con 25 euro in tasca, oltre a dolcetti e figurine. Non ci ha messo troppo a confessare che a ricompensarlo era stato l’uomo “che si faceva baciare sul petto“.
L’indagine che è scaturita da quell’episodio si è conclusa in queste ore con l’operazione “Seppia”, che ha portato alla luce una rete di pedofili attivi nella provincia di Messina.
Quattro persone sono state arrestate con l’accusa di induzione alla prostituzione minorile e atti sessuali con minori, mentre cinque persone sono state indagate.

La pratica del sesso con animali non è certo cosa nuova, così come non lo è la prostituzione a domicilio. Quello che sembra piuttosto inusuale, invece, è che queste due pratiche si uniscano in un nuovo, se così si può dire, filone.
E’ quello che hanno scoperto all’Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, dopo che due pentiti della pratica sessuale con animali hanno denunciato che da qualche tempo sono sorti degli annunci di prostitute che offrivano le loro prestazioni includendo l’uso e l’abuso di animali domestici, come cani di piccola e grossa taglia o galline.
Grazie a questi due pentiti il presidente nazionale dell’Aidaa, Lorenzo Croce, ha identificato ventitré prostitute nel centro-nord Italia ed ha già inviato altrettante denunce alle rispettive procure, quelle di Milano, Aosta, Trieste, Roma, Asti e Firenze.
Una volta contrattato il prezzo le squillo (con animale al seguito) raggiungevano il cliente nella sua abitazione dove si consumava oltre alla prestazione erotica anche la violenza sull’animale. I prezzi della prestazione variano dai 200 ai 500 euro per una prestazione singola, mentre si arriva a 3.000 euro a notte (comprensivo di pappa per il cane, come si legge in un annuncio).

Luminita Constandache, 22 anni, Speranta Feraru e Ionel Raulet, entrambi pregiudicati di 23 anni, sono stati arrestati due mattine fa a Genova, nel quartiere Sampierdarena, accusati di sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesioni e minacce nei confronti di una loro connazionale, una ragazza romena di 21 anni.
La giovane era stata convinta da Raulet a venire in Italia con lui con la promessa di un matrimonio, di un lavoro onesto e quindi della possibilità di inviare denaro alla propria famiglia. Ovviamente gli intenti dell’uomo erano ben diversi.
La 21enne in poco tempo si è ritrovata sul ciglio della strada, a prostituirsi per il gruppetto di tre sfruttatori, ai quali riusciva a consegnare circa 500/600 euro al giorno.
Quando ha capito Raluet non aveva alcuna intenzione di sposarla, ma che l’aveva portata in Italia soltanto per sfruttarla, la 21enne ha deciso di “mettersi in proprio”.

Dopo l’omicidio di cui vi abbiamo parlato poco fa, è ancora la Puglia a fare notizia. Più precisamente la città di Andria, in provincia di Barletta-Andria-Trani, dove sei cittadini romeni sono stati arrestati con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e violenza sessuale.
Il gruppetto era riuscito a convincere una connazionale a trasferirsi in Italia con la promessa, come al solito, di un lavoro sicuro ed onesto.
La 18enne ci ha creduto e li ha raggiunti. A quel punto i sei hanno iniziato a minacciarla di morte, costringendola a prostituirsi e ad avere rapporti sessuali con loro.
Non contenti, poi, si facevano consegnare l’intero incasso della giornata.
Alla fine la giovane si è convinta a denunciare i suoi aguzzini che ora si trovano dietro le sbarre con l’accusa in concorso di sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e violenza sessuale.
Via | Diario Del Web