
A pochi giorni dalle dichiarazioni, poi rivelatesi false, di Mario Alessi, condannato all’ergastolo per il rapimento e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, Rudy Guede si fa sentire.
L’ivoriano, che sta scontando una condanna a 16 anni di carcere per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, ha mandato una lettera a News Mediaset, nella quale smentisce le parole di Alessi ed indica sia la Knox che Sollecito come autori del delitto di Perugia.
Come solito in questo nostro amato bel paese, di persone false, dedite alla mendacia ve ne sono assai. […] Va detto che quello che ho sentito nei giorni trascorsi per mezzo dei media a riguardo di quanto falsamente dichiarato da quest’essere immondo dal nome di Alessi Mario, cui coscienza non altro che una puzzolente immondezza, solo e soltanto farneticazioni di una mente malata e contorta, le sue: dichiarazioni fantasticate e false di un orco che, come noto a tutt’Italia, macchiandosi di un orrendo omicidio ove privato la vita ad un piccolo angelo umano.

Signor Presidente Felipe Calderón, con tutto il rispetto che merita, ci permettiamo di chiederle aiuto per porre fine al CANCRO DEL PAESE, il veleno di combatte con il veleno. Ritiri l’esercito e la marina. CARTELLI DEL MESSICO uniti contro i LOS ZETAS.
E’ questo il contenuto di una decina di cartelli apparsi nelle ultime ore in alcune zona strategiche della città di Guadalajara, nello stato messicano di Jalisco.
Non è la prima volta che i cartelli della droga usano questa insolita forma di comunicazione. Se ben ricordate era già accaduto qualche settimana fa e il messaggio era pressochè lo stesso: “tutti uniti contro le bestie del male, i Los Zetas“.
C’è da aspettarsi, a questo punto, una risposta da parte di Calderon, ma anche - e questa è quasi certa - da parte del gruppo paramilitare dei Los Zetas.
Via | Diario La Estrella

Quasi sicuramente vi ricorderete della vicenda del piccolo Gabriel, il bambino di diciassette mesi morto a Imperia in seguito alle gravi lesioni riportate dopo le percosse subite da parte della madre Elizabete Petersone e del compagno Paolo Arrigo.
Era il maggio dello scorso anno: il piccolo fu portato in ospedale in condizioni disperate e né la madre né il compagno di lui furono in grado di giustificare le evidenti lesioni trovate dai medici sul corpo del piccolo.
Gabriel morì poco dopo il suo arrivo in ospedale e i due adulti, di 21 e 24 anno, furono arrestati con l’accusa di omicidio preterintenzionale aggravato.
Ora, a circa 10 mesi di distanza, i due si trovano in carcere, ancora in attesa del processo. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 5 maggio e la Peterson, che ha scelto il rito abbreviato, verrò giudicata direttamente in quella sede.
Puntuale è arrivata la smentita: Rudy Herman Guede, condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher, non ha mai parlato con Mario Alessi, che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, delle sue questioni processuali.
Ieri era stata diffusa la notizia del contrario: Alessi, che si trova nel carcere di Viterbo insieme a Guede, aveva raccontato di aver raccolto una confidenza del giovane ivoriano circa il vero colpevole dell’omicidio della studentessa inglese.
I legali di Raffaele Sollecito, che veniva scagionato nella confessione, si erano precipitati a raccogliere la deposizione di Alessi (potete leggere qui il verbale), ma a quanto pare non c’era nulla di vero in quelle parole.
Guede, nella giornata di ieri, ha smentito tutto, sostenendo di aver incontrato Alessi, ma di non avergli mai parlato del suo processo o del delitto di Perugia.
Continua a leggere: Delitto di Perugia: Rudy Guede nega di aver fatto dichiarazioni a Mario Alessi

A pochi giorni dalla pubblicazione delle motivazioni della sentenza, si torna a parlare del delitto di Perugia, di colpevoli ed innocenti.
Ormai sapete tutti come questa storia si è conclusa: 16 anni di carcere a Rudy Herman Guede, condannato con rito abbreviato, e 26 e 25 anni ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, tutti e tre ritenuti colpevoli dell’omicidio della studentessa Meredith Kercher.
Guede si trova rinchiuso nel carcere di Viterbo, lo stesso dove si trova Mario Alessi, condannato all’ergastolo per il rapimento e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, ucciso il 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo.
Sarebbe stato proprio Alessi a raccogliere una confidenza di Rudy Guede: “ad uccidere Meredith non sono stati Amanda e Raffaele, ma un altro uomo“.

I fatti risultano essere stati realizzati in forza di contingenza meramente casuali […] senza alcuna programmazione, senza alcuna animosità o sentimento rancoroso contro la vittima, che in qualche modo possano essere visti quale preparazione-predisposizione al crimine.
Quello che avete appena letto è un brevissimo estratto delle 427 pagine delle motivazioni della sentenza che ha visto condannati Raffaele Sollecito ed Amanda Knox, rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere, per l’omicidio della studentessa Meredith Kercher.
La condanna, dopo due anni di carcere e ben 11 mesi di udienze, era arrivata lo scorso 5 dicembre: secondo i giudici della Corte d’Assise i due imputati sono colpevoli di omicidio, insieme al precedentemente condannato Rudy Herman Guede, la cui pena è stata ridotta in appello lo scorso 22 dicembre.
Non c’è stata premeditazione: i due, sotto effetto di stupefacenti, hanno seguito Rudy Guede nelle sue violenze. La situazione è poi degenerata:
Amanda e Raffaele parteciparono attivamente all’azione delittuosa di Rudy finalizzata a vincere la resistenza di Meredith, a soggiogare la volontà e consentire a Rudy di sfogare i propri impulsi lussuriosi. La prospettiva di aiutare Rudy nel proposito di soggiogare Meredith per abusarne sessualmente, poteva apparire come un eccitante particolare che, pur non previsto, andava sperimentato.
Continua a leggere: Delitto di Perugia: depositate le motivazioni della sentenza

Era il 30 gennaio del 2009 quando il corpo del ballerino 19enne Igor Franchini fu rinvenuto nelle campagne di Scauri, in provincia di Latina. Ucciso con circa 40 coltellate e poi bruciato da, secondo gli inquirenti, due suoi amici: Andrea Casciello e Gianni Morlando.
Il giallo fu considerato risolto pochi giorni dopo la scoperta del corpo: un debito per questioni di droga era sfociato in lite e, infine, in omicidio.
Questa è la versione ufficiale, che però non convince i familiari della vittima:
La droga non c’entra, mio figlio era un atleta. I suoi assassini si devono assumere la responsabilità di quello che hanno fatto. Noi cerchiamo una verità ufficiale non dei colpevoli di comodo. Ci sono altre persone che devono rispondere della sua morte.
Continua a leggere: Omicidio Igor Franchini: il pm chiede 20 anni di carcere per Andrea Casciello

La cosiddetta Broken Britain, di cui ci siamo occupati spesso, è più viva che mai: le ultime statistiche rivelano che ogni giorno in Inghilterra vengono condannati circa 160 giovani criminali.
Si va dai reati minori all’omicidio e la fascia di età è molto bassa: negli ultimi tre anni 114 studenti di scuola elementare sono stati condannati per episodi di violenza, mentre 176 hanno avuto una condanna per furto.
Analizzando i dati dal 1997 ad oggi si evince che i crimini commessi da ragazzini sono aumentati del 13%, nonostante le costosissime campagne di sensibiliazzione attuate dal governo.
Quando hai 10 o 11 anni e aggredisci un poliziotto o altri reati, è un chiaro esempio che le cose stanno andando davvero male.
Continua a leggere: Broken Britain: il crimine giovanile è salito del 13%

Si è concluso oggi a Middlesbrough, nel Regno Unito, il processo che ha visto imputata la 36enne Angela Sullivan, accusata di aver abusato sessualmente di uno studente di 12 anni.
Nel corso del processo, ve lo avevamo anticipato qualche settimana fa, si è parlato di quasi 200 rapporti sessuali nel giro di 10 mesi, rapporti di cui la donna aveva tenuto traccia in un diario, affiancando un numero di stelle pari alla qualità del rapporto vicino ad ogni data.
La Sullivan, dopo essersi invetata una serie di scuse per giustificare le sue azioni, nel corso del processo si è dichiarata colpevole di tutti i capi d’accusa ed ha anche ammesso di aver ricompensato il ragazzino con un paio di scarpe nuove.
Per questo la donna, madre single, è stata condanna a scontare 9 anni di carcere.
Via | Times
Continua a leggere: UK: madre 36enne circuisce ragazzino di 12 anni, condannata a 9 anni di carcere

Pochi giorni fa ha fatto molto discutere la decisione della Cassazione di confermare i cinque anni di carcere a Stefano Lucidi, il pirata della strada che il 22 maggio 2008 uccise Alessio Giuliani e Flaminia Giordani a Roma.
Ora anche il caso di Emanuela Panetti è destinato a far aprire un dibattito. La 28enne è deceduta nel novembre del 2008 a Roma, a seguito di un incidente stradale provocato da una ragazza di 20 anni.
L’incidente è avvenuto nei pressi di via Ardeatina, nella Capitale: la 20enne non rispettò l’obbligo di precedenza ed investì la Smart con a bordo Emanuela Panetti. Quest’ultima morì il giorno successivo a causa delle lesioni riportate.
A poco più di un anno di distanza si è concluso il processo di prima grado che vedeva imputata la ragazza romana, ora 22enne. L’accusa era di omicidio colposo e, con patteggiamento della pena, la giovane è stata condannata a scontare un anno e due mesi di reclusione, con la sospensione della patente per sei mesi.