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'Ndrangheta a Milano. Imprenditori corrotti a braccetto dei boss in vista dell'Expo 2015: 17 arresti

pubblicato da Fabio Mascagna in: Ndrangheta

ndrine calabresi a milano

17 arresti, 48 indagati e sequestro di beni immobili per 5 milioni di euro. Questo è il risultato al termine della maxi-operazione “Parco Sud” che ha portato ad una chiara accusa: asso­ciazione per delinquere di stampo mafioso. Imprenditori lombardi, amministratori locali, persino un cancelliere del Tribunale di Milano a braccetto con i boss delle famiglie Barbaro e Papalia di Platì riportano alla luce il problema delle infiltrazioni mafiose al Nord che spesso, per miopia - a voler essere indulgenti - si fa finta di non vedere. L’intervento di Letizia Moratti nell’ormai nota puntata di Annozero ne è un esempio lampante: la mafia a Milano non c’è. Tant’è che venne bocciata la Commissione Antimafia per vigilare sull’Expo 2015.

Ma poi salta fuori questa brutta storia di infiltrazioni mafiose soprattutto nell’ambito del movimento terra e dello smaltimento rifiuti di cui la ‘ndrangheta ha il monopolio. Magari ora bisognerà fare qualche passo indietro. Lo hanno scritto più volte anche i nostri amici milanesi di 02blog citando un’inchiesta de Il Sole 24 Ore che presentava la Lombardia come ponte di comando per la ‘ndrangheta. E sempre su 02blog Gabriele, pubblicando la mappa delle cosche a Milano, si chiedeva “Sempre tutto tranquillo per quanto riguarda gli appalti per l’Expo 2015?”

A quanto pare no, anche se il procuratore capo Manlio Minale usa i piedi di piombo:

Certamente c’è un interesse. Lavoriamo sempre sugli interessi che i lavori dell’Expo possono creare per le organizzazioni mafiose, anche se al momento non ci risultano riferimenti diretti di infiltrazioni. L’esclusione del movimento terra dai contratti rimane una porta aperta per le cosche

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'Ndrangheta: arrestato il superboss Carmelo Barbaro, latitante dal 2001

pubblicato da Daniele Particelli in: Ndrangheta Latitanti Boss

CarmeloBarbaro

Si è conclusa ieri sera, dopo otto anni, la latitanza Carmelo Barbaro, uno dei capi della ‘ndrangheta a Platì, Reggio Calabria, condannato nel 2001 a scontare 22 anni di carcere per associazione mafiosa e omicidio ed inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi.

Il boss, indicato da alcuni collaboratori di giustizia come l’esecutore materiale di alcuni degli omicidi commessi nel corso della guerra di mafia a Reggio, è stato arrestato nello studio medico di un chirurgo plastico della città, dove Barbaro si era recato per farsi rifare un lifting e cancellare alcuni tatuaggi.

L’arresto è avvenuto dopo un anno di pedinamenti a persone ritenute vicine a Barbaro: ieri sera i carabinieri hanno atteso che l’uomo entrasse nello studio, situato nella zona di Ponte della Libertà, ed hanno fatto irruzione.

Il medico e l’infermiera hanno cercato di nascondere la vera identità di Barbaro e per questo le manette sono scattate anche per loro.

Via | IGN

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