
Il giovane che vedete in foto si chiamava Cameron Todd Willingham ed è stato giustiziato cinque anni fa in Texas con l’iniezione letale perchè giudicato colpevole di aver appiccato l’incendio in cui persero la vita i suoi tre figli.
Lui si era sempre dichiarato innocente, sostenendo che si era trattato di un incidente. La sua abitazione di Corsicana prese fuoco, lui e sua moglie - e questo è quello che emerse dai racconti dei testimoni oculari - fecero di tutto per entrare a salvarli, purtroppo senza riuscirci.
Il caso fu molto controverso: Willingham, che aveva 23 anni, non poté permettersi un avvocato e gliene furono affidati due d’ufficio che gli consigliarono di dichiararsi colpevole per evitare la condanna a morte.
Willingham si rifiutò di confessare qualcosa che diceva di non aver fatto. Testimoni affermarono di averlo visto in lacrime mentre cercava disperatamente di salvare i suoi figli, ma poi arrivò il racconto di un compagno di cella dell’uomo.

Sono diminuite, rispetto allo scorso anno, ma non ancora del tutto scomparse. Stiamo parlando delle condanne a morte eseguite in Giappone, che da gennaio 2009 ad oggi sono state 7, rispetto alle 15 dell’anno precedente.
Oggi ne sono state eseguite ben tre: Hiroshi Maeue, 40 anni, Yukio Yamaji, 25 anni, e Chen Detong, 42 anni, tutte per impiccagione.
Maeue, conosciuto anche come il “Suicide Website Murderer”, per via dell’usanza di scovare le sue vittime grazie ad internet, non riusciva a raggiungere l’orgasmo se non strangolando le sue vittime, che sono state un ragazzino di 14 anni, una donna di 25 e un ragazzo di 21.
Tutti gli omicidi sono avvenuti ad Osaka, dopo il 2005. Già in passato era stato condannato al carcere per aver tentato di strangolare due donne nel 2001 e, successivamente, per aver provato ad uccidere un ragazzino nello stesso modo.
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Sentiva le voci e e in più di un’occasione il diavolo in persona le aveva ordinato di uccidere suo figlio. Così la 33enne Otty Sanchez, residente a San Antonio, alla fine ha dato ascolto a quei suggerimenti: ha preso un coltello da cucina ed ha decapitato il piccolo Scott Wesley Buchholtz Sanchez, di tre settimane e mezzo.
Subito dopo, sempre su consiglio di quelle “voci“, ha iniziato a mutilarsi, pugnalandosi allo stomaco e al petto.
La donna, che soffriva di evidenti problemi psichici, è stata salvata dai soccorsi e al momento si trova ricoverata in un ospedale locale e, stando alle ultime notizie riportate dai quotidiani statunitensi, non sarebbe in pericolo di vita.
Per lei l’accusa è di omicidio e per questo rischia la pena di morte.
Via | Houston Chronicle

Sceglieva casualmente le sue vittime tra ciclisti e persone che portavano a passeggio il cane: sbucava all’improvviso dal buio e le uccideva senza pietà.
Ha seminato il terrore a Phoenix tra il 2005 ed il 2006 prima di venir arrestato per l’omicidio di ben 6 persone.
Ora, a quasi tre anni da quei terribili fatti, il 36enne Dale Hausner è stato condannato alla pena capitale, ancora in vigore in Arizona.
Ben sei condanne a morte, una per ogni vittima, ma non è tutto: lunedì prossimo verrà condannato dal giudice della Corte Suprema per altri 74 reati, che includono crudeltà nei confronti di animali, tentato omicidio di primo grado, aggressione ed incendio doloso.
Via | The Associated Press
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La Cina è senza dubbio il Paese dove avvengono più esecuzioni capitali rispetto a tutto il resto del Mondo. Non ci sono dati ufficiali, ma secondo una stima diffusa da Amnesty International nel solo 2005 sarebbero state eseguite circa 1770 esecuzioni - forse anche molti di più - quasi tutte tramite fucilazione.
Solo negli ultimi tempi il governo cinese è passato dai plotoni di esecuzione all’iniezione letale, più veloce e sicuro. Ed è qui che si sono posti un problema: non tutti i carceri hanno strutture ed attrezzature adatte a questa operazione e mandare ogni condannato a morte fino a Pechino sarebbe estremamente costoso.
La soluzione è stata trovata da Kang Zhongwen e dalla sua squadra: hanno creato un vero e proprio autobus della morte, una camera delle esecuzioni su quattro ruote che può facilmente raggiungere ogni parte del territorio cinese.
Questo è segno che la Cina “finalmente si sta muovendo a favore dei diritti umani“, dichiara il signor Kang. Ogni “Death Car” - che può costare dai 30mila ai 60mila euro ed essere lunga dai 6 agli 8 metri a seconda del modello - è munita di un sofisticato sistema di ripresa audio/video che trasmette in diretta alle autorità locali ogni esecuzione, evitando così traffici illegali di organi.
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Nell’ottobre 1996 il 41enne Virgil Martinez ha ucciso a coltellate la sua ex-fidanzata Veronica Fuentes e i suoi due bambini, Joshua e Casandra, rispettivamente di 5 e 3 anni. Stessa sorte è toccata ad un vicino di casa della donna, John Gomez, 18 anni, che prima di morire è riuscito a rivelare alle autorità il nome del suo assassino.
Siamo ad Huntsville, Texas, e il 41enne, ex guardia di sicurezza, ben sapeva a cosa sarebbe andato incontro: due anni dopo, nel 1998, l’uomo è stato infatti condannato alla pena di morte ed oggi è avvenuta la sua esecuzione, tramite iniezione letale.
“Le ruote della giustizia si sono messe in moto e, nonostante il sistema sia pieno di difetti, in questo caso posso dire che giustizia è stata fatta” è quanto ha dichiarato Jerry Fuentes, il parente più prossimo delle vittime, che ha assistito alla morte di Martinez.
Dall’inizio del mese si tratta già della quarta esecuzione avvenuta in Texas, che conferma così il primato del maggior numero di condanne a morte eseguite.
Via | Houston Chronicle
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Forse qualcuno di voi si ricorderà di Skylar James Deleon per la sua partecipazione nella serie TV americana “Power Rangers” andata in onda a metà degli anni 90, mentre per la grande maggioranza degli americani quel nome indica solo un efferato criminale.
Il giovane Deleon, 29 anni, una volta lontano dai riflettori si è infatti trasformato in un assassino e per questo è stato giudicato colpevole in questi giorni di triplice omicidio.
Gli omicidi in questione risalgono al biennio 2003/2004, quando dopo aver trucidato un uomo, l’anno seguente ha affogato una coppia di milionari, Thomas e Jackie Hawks. In quest’ultima occasione si sarebbe fatto aiutare dalla moglie Jennifer Henderson e, in una sorta di moderni Bonnie and Clyde, i due si sarebbero finti potenziali acquirenti dello yacht dei coniugi Hawks ed avrebbero chiesto di fare un giro di prova prima di procedere con la transazione.
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Paul House aspetta la propria esecuzione in un braccio della morte. Non è l’unico, né il primo, né sarà purtroppo l’ultimo. Ma la sua storia è un po’ diversa dalle altre: sia perché nonostante abbia la sclerosi multipla, un procuratore continua a considerarlo troppo pericoloso per essere rilasciato; e sia perché da due anni la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che probabilmente non è colpevole.
House era stato giudicato autore di un omicidio nel 1986, ma alla luce di recenti prove i giudici federali hanno deciso che ci sono diversi ragionevoli dubbi riguardo la sua colpevolezza. Ora sono stati decretati sei mesi per portarlo a un nuovo processo o rilasciarlo. Sembrerebbe una risoluzione sensata, ma le cose sono un po’ più complicate di quanto non appaiano.
La Corte di appello il mese scorso ha deciso in favore dell’imputato, e questo incredibilmente resetta i 180 giorni a zero, e così mentre il Giudice Distrettuale degli Stati Uniti Harry S. Mattice Jr fissa un’audizione per prendere in considerazione i termini e le condizioni di rilascio, i pubblici ministeri stanno prendendo tempo nel fissare una data per un nuovo processo.
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Per molti, negli Stati Uniti, pensare di rinunciare alla pena di morte è follia pura. Lo stesso vale per i candidati: nessuno si azzarda a parlarne, perchè chi ne parla, perde le elezioni, sicuro come l’oro. E’ qualcosa che c’è molto nel profondo, nell’inconscio collettivo della nazione più potente del pianeta, che sta fianco a fianco con il diritto di possedere armi da fuoco in quantità e quello alla felicità, sancito dalla Costituzione.
Nonostante la moratoria, le esecuzioni continuano. In questi giorni
Lo stato della Georgia si appresta a uccidere oggi il primo condannato a morte, dopo che la Corte Suprema ha messo fine alla moratoria di fatto delle esecuzioni lo scorso mese. William Earl Lynd dovrebbe morire con iniezione letale in un carcere di Jackson, in Georgia, alle 19.00 (l’una del mattino in Italia), per avere sparato tre volte in testa alla fidanzata Ginger Moore nel dicembre 1988, hanno detto le autorità.
Così riporta la Reuters. Qualche ora fa. Perchè Lynd è morto stamattina.
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In Italia non ne parleremo; però la storia di James Lee Woodward dovrebbe far pensare un pò su come vanno le cose nella land of freedom. Dove se sei nero, e accusato di omicidio e stupro, puoi passare ventisette anni della tua vita in un braccio della morte. E poi scoprono che non eri tu, che si erano sbagliati. Cose che capitano.
“Dopo aver attentamento riesaminato le prove e gli atti del processo, posso confermare che non fu un processo giusto e che fu svolto in maniera irregolare. Inoltre i risultati dell’esame del DNA permettono di scagionare James Lee Woodward, e permettono di escludere che sia stato lui a perpetrare l’atto sessuale di cui è stato accusato”
Così si è espresso il District Attorney della contea di Dallas Craig Watkins. Ma che male c’è? Noi in fondo abbiamo - o meglio abbiamo avuto - Giuliano Ferrara e la sua moratoria sull’aborto. E quella sulla pena di morte? Dimenticata e ignorata, almeno negli Stati Uniti.
Foto: smh.com
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