
Sale ancora il numero dei morti a causa delle già ampiamente affrontate drug wars messicane: in sole 24 ore sono state uccise 24 persone, di cui tredici nella città di Acapulco, nel sud del Messico.
In un unico giorno due persone sono state decapitate nei pressi di alcuni nightclub, mentre un terzo è stato ucciso a fucilate nella periferia della città.
Poco fuori da Acapulco cinque agenti di polizia sono rimasti uccisi in un’agguato, mentre in uno scontro a fuoco avvenuto nella cittadina di Ajuchitlán del Progreso i militari hanno ucciso dieci nacrotrafficanti, presumibilmente del gruppo de La Familia, che opera in quella zona.
Nello stato del Chiapas, un membro dei Los Zetas è rimasto ucciso dallo scoppio di una granada che stava tenendo in mano, pochi istanti prima di lanciarla contro l’ufficiale di polizia Tuxtla Gutierrez.
Via | Times
Gli incidenti sul lavoro sono purtroppo molto frequenti e quello che è accaduto ieri a Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, in un primo momento era stato catalogato come tale.
L’operaio romeno 32enne George Corbu stava lavorando sul tetto del centro commerciale Jambo ed è caduto da un’altezza di 7 metri.
A nulla sono serviti i soccorsi: l’uomo è deceduto durante il trasporto all’ospedale Moscati di Aversa.
Gravemente ferito anche un suo collega e connazionale, Dubinga Florin, 28 anni, che si è poi scoperto essere l’autore del delitto.
Il video che vedete qui sopra risale a circa un anno fa, ma è sempre attuale per far comprendere quanti soldi girano tra i narcotrafficanti messicani, di cui ci stiamo occupando spesso in queste settimane.
La scoperta è stata fatta nell’abitazione di una famiglia messicana, evidentemente usata come magazzino da qualche cartello della droga.
Ben 25 milioni di dollari che, a detta del giornalista, sono poi stati utilizzati dal Governo. A questo proposito alcuni utenti di LiveLeak si domandano: “visto il potere di questi narcotrafficanti, quanti di questi soldi sono poi tornati nelle loro mani?“.
Via | LiveLeak
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Nuovi dettagli sul caso dello stupratore inglese Peter Chapman, il 33enne condannato pochi giorni fa a 35 anni di carcere per l’omicidio della 17enne Ashleigh Hall, stuprata ed uccisa dopo averla adescata su Facebook.
Chapman era già stato condannato in passato per aver stuprato e minacciato con un coltello due prostitute: dopo appena quattro anni di carcere era stato rilasciato.
Dopo la testimonianza di una donna che arrivata molto vicina al matrimonio con Chapman, la stampa britannica ha raccolto alcune dichiarazioni di una delle due donne violentate nel 1996 dall’uomo.
Lei aveva 17 anni al momento dello stupro e 21 quando il aguzzino fu rilasciato.

Sette narcotrafficanti, tra cui tre presunti membri dei Los Zetas, sono stati arrestati ieri nella zona industriale di Monterrey al termine di uno scontro a fuoco con le autorità.
Si tratta di una delle prime ondate di arresto dallo scoppio della guerra tra i Los Zetas e i narcotrafficanti del Cartello del Golfo. I militari, prima dello scontro, sono riusciti ad evacuare tre scuole, parte di un ospedale ed alcuni residenti della zona.
Nello scontro, che come riportano fonti locali è durato circa tre ore, è morto un presunto membro dei Los Zetas, mentre tre persone sono rimaste ferite.
Al momento i detenuti si trovano in una base militare in Messico in attesa degli interrogatori. Parallelamente, a San Nicolás, l’esercito ha arrestato il capo della polizia ed un suo assistente, entrambi sospettati di aver collaborato coi narcotrafficanti.
Via | UniVision
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Continuano ad arrivare gli aggiornamenti sulla narcoguerra tra il cartello del Golfo e il gruppo paramilitare dei Los Zetas, che da qualche settimane è in corso a Reynosa, nello stato messicano di Tamaulipas.
Vi abbiamo già parlato dei rapimenti di alcuni giornalisti che negli ultimi giorni avevano fornito aggiornamenti in tempo reale sulla guerra in corso, ma ora la situazione sembra peggiorata e i narcotrafficanti stanno pian piano prendendo il controllo della stampa.
E’ in aumento, infatti, il numero di redattori e giornalisti corrotti dai narcos che, con circa 500 dollari al mese, qualche prostituta e casse di alcolici, riescono a far scrivere solo quello che vogliono che sia scritto.
Questi giornalisti, che di solito guadagnano circa 400 dollari al mese, si sono venduti volentieri al Cartello del Golfo e stanno convincendo i loro colleghi a fare altrettanto o comunque a tacere su quanto sta succedendo, a volte arrivando a vere e proprie minacce.

A pochi giorni dalle dichiarazioni, poi rivelatesi false, di Mario Alessi, condannato all’ergastolo per il rapimento e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, Rudy Guede si fa sentire.
L’ivoriano, che sta scontando una condanna a 16 anni di carcere per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, ha mandato una lettera a News Mediaset, nella quale smentisce le parole di Alessi ed indica sia la Knox che Sollecito come autori del delitto di Perugia.
Come solito in questo nostro amato bel paese, di persone false, dedite alla mendacia ve ne sono assai. […] Va detto che quello che ho sentito nei giorni trascorsi per mezzo dei media a riguardo di quanto falsamente dichiarato da quest’essere immondo dal nome di Alessi Mario, cui coscienza non altro che una puzzolente immondezza, solo e soltanto farneticazioni di una mente malata e contorta, le sue: dichiarazioni fantasticate e false di un orco che, come noto a tutt’Italia, macchiandosi di un orrendo omicidio ove privato la vita ad un piccolo angelo umano.
Continuano a far discutere i mancati controlli da parte delle autorità di Liverpool sul 33enne Peter Chapman, condannato a 35 anni di carcere per l’omicidio della 17enne Ashleigh Hall, stuprata ed uccisa dopo esser stata adescata tramite Facebook.
Ieri vi abbiamo anticipato che Chapman era già stato condannato in passato per reati sessuali e per questo le autorità avrebbero dovuto seguire ogni suo spostamento. Così non è stato.
Ad aggiungere altra carne sul fuoco ci ha pensato l’ex compagna dell’uomo, la 25enne Dyanne Littler, che ha rivelato inquietanti dettagli al Sun.
I due si erano conosciuti circa due anni fa su internet. Avevano iniziato a scriversi e dopo qualche settimana si erano incontrati.

Ci siamo già occupati della guerra in corso a Reynosa, nello stato messicano di Tamaulipas, tra i narcotrafficanti del Cartello del Golfo e il gruppo armato dei Los Zetas.
A diffondere notizie in tempo reale sono i siti internet locali e i narcotrafficanti non hanno impiegato molto a capirlo. Per questo, nelle ultime due settimane, ben 8 giornalisti sono stati rapiti.
A rivelarlo è il sito News Dallas, secondo il quale un giornalista sarebbe stato picchiato a morte, due sarebbero stati rilasciati, ma di otto non si hanno ancora notizie.
La campagna di intimidazione contro i gionalisti è ufficialmente iniziata, come confermato dal giornalista free lance e ricercatore Jorge Luis Sierra.
Continua a leggere: Guerra tra il Cartello del Golfo e i Los Zetas: rapiti 8 giornalisti a Reynosa
Nei giorni scorsi tre nuove condanne ed un rinvio a giudizio si sono aggiunte alle quattro precedenti arrivate il luglio scorso nei confronti dei poliziotti condannati per l’omicidio colposo del giovane Federico Aldrovandi. Le tre nuove condanne confermate dal GUP Monica Bighetti, all’interno del processo-bis sul caso Aldrovandi, arrivano nuovamente contro tre poliziotti accusati di favoreggiamento ed omissione di atti d’ufficio. Avrebbero coperto, in sintesi, i quattro autori materiali dell’omicidio e tentato di depistare le indagini sul caso che non si sarebbero quindi svolte in piena chiarezza.
I quattro poliziotti condannati, li ricordiamo, sono: Enzo Pontani, Monica Segatto, Paolo Forlani, Luca Pollastri. Tutti condannati a tre anni e 6 mesi di reclusione per omicidio colposo ai danni dell’allora 18enne Aldrovandi la mattina del 25 settembre 2005.
I tre condannati, tratti direttamente dal blog dedicato a Federico Aldrovandi hanno ricevuto pene relativamente lievi e sono:
Continua a leggere: Caso Aldrovandi: tre nuove condanne ai poliziotti ed aggiornamenti.