
Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito e alla falsificazione dei formulari per lo smaltimento: è questo il reato contestato dalla Procura di Napoli a venti persone, quasi tutti imprenditori nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
I venti indagati - alcuni si trovano in carcere, altri agli arresti domiciliari - avevano creato un sistema per smaltire più velocemente ed illegalmente le carcasse delle automobili.
Mescolavano le lamiere delle auto insieme a pezzi di elettrodomestici, poi spedivano tutto ad alcuni stabilimenti del nord Italia, dove il materiale veniva lavorato “arrecando grave danno all’ambiente“.
Tra gli imprenditori raggiunti dal provvedimento c’è anche tale Cicciotto Cartofer, titolare dell’azienda Cartofer di Arzano, che per anni è stato protagonista di spot nelle tv locali per promuovere la semplicità con cui la sua azienda si occupava di rottamazione e smaltimento.
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E’ stato arrestato a Napoli il latitante Andrea “’o Chiattone” Vitagliano, che aveva fatto perdere le sue tracce lo scorso 15 dicembre. Le autorità l’hanno rintracciato in via Caracciolo, all’altezza della Rotonda Diaz.
Vitagliano, 62enne con un lungo curriculum criminale alle spalle, è ritenuto un ex affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, particolarmente attiva tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80.
Numerose le accuse accumulate negli anni da Vitagliano: furto, atti osceni, violenza carnale, tentato omicidio, omicidio volontario. Tutto questo ancor prima di diventare affiliato della NCO e, successivamente, della Nuova Famiglia, di cui potete leggere qualcosa su BiblioCamorra:
Tra gli anni Settanta e Ottanta prende corpo il disegno criminale di Raffaele Cutolo basato su un’idea tutta nuova nel mondo della camorra: costruire un’organizzazione criminale di tipo verticale, che abbia una struttura unica e centralizzata e che si estenda dalla provincia all’intera città. […] Il 17 giugno 1983 un maxi blitz delle forze dell’ordine portò in carcere 400 affiliati alla NCO. Mentre per altri 450 viene emesso ordine di cattura. È l’atto finale della Nuova Camorra Organizzata che perse sul campo la sua guerra.
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Dopo i sei arresti per racket eseguiti pochi giorni fa tra Caserta, Napoli e Modena, oggi altre 22 persone sono finite in manette con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione, detenzione illecita di materiale esplodente e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso.
Questa volta si tratta di camorristi appartenenti ai clan degli Ascione-Papale e Birra-Iacomino, prevalentemente attivi nella zona che va da Torre del Greco ad Ercolano.
A far partire l’indagine sono stati alcuni commercianti, stanchi di dover pagare il “pizzo” e di ricevere minacce.
Se qualcuno tentava di ribellarsi, la sua attività veniva seriamente danneggiata, come è accaduto ad un operatore economico, che ha subito un attentato dinamitardo dopo essersi rifiutato di pagare.

Un uomo di 43 anni residente a Sant’Agnello, in provincia di Napoli, è stato arrestato dai carabinieri di Vico Equense con l’accusa di violenza sessuale, stalking e tentato omicidio.
L’uomo, la cui identità non è stata ancora resa nota, avrebbe perseguitato e minacciato la sua ex moglie nel corso degli ultimi due anni: si era più volte appostato nei pressi dell’abitazione della donna, aspettando che tornasse da lavoro, minacciandola di morte.
In due occasioni, inoltre, avrebbe tentato di ucciderla. La prima volta appiccò un incendio nell’appartamento di lei, la seconda volta l’aggredì con un coltello da macellaio sul posto di lavoro.
Ma non è tutto. Il 43enne avrebbe anche violentato la figlia in diverse occasioni, minacciandola di ucciderla se avesse raccontato gli episodi a qualcuno. Fortunatamente la verità è venuta a galla e l’uomo è finito in manette in esecuzione di una ordinanza emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata.
Via | Il Messaggero

Il 26 maggio scorso il cittadino romeno Petru Birladeanu rimase ucciso nel corso di una sparatoria nei pressi della stazione della Cumana di Montesanto a Napoli. Era accaduto tutto in poco tempo, poco dopo le 19, tra le strade e i vicoletti pieni di gente. Otto sicari, in sella ad alcune motociclette, hanno iniziato a sparare e nel delirio di proiettili vaganti venne ferito alla spalla anche un 14enne che stava giocando a pallone dei paraggi.
Per quella sparatoria lo scorso luglio era finito in manette il 27enne Marco Ricci, mentre ora sono stati arrestati altri due responsabili, i cugini Maurizio Forte e Salvatore Forte, entrambi pregiudicati, rispettivamente di 29 e 31 anni.
I due sono stati arrestati a Malaga, in Spagna, dove si erano rifugiati dopo la sparatoria. Per loro l’accusa è di omicidio aggravato dal vincolo camorristico e detenzione e sparo in luogo pubblico con armi da guerra.
Restano ora da identificare gli altri cinque killer che presero parte alla sparatoria che, secondo gli investigatori, aveva come obiettivo esponenti di un clan avversario.
Via | RaiNews24

Succede anche questo: medici ed infermieri del 118 picchiati perché giunti in ritardo sul luogo della chiamata.
E’ accaduto due giorni fa nel quartiere periferico di Ponticelli, a Napoli. Il 118 era stato allertato per soccorrere una persona in gravi condizioni, un “codice rosso”.
Arrivati sul posto gli operatori del servizio d’emergenza si sono visti aggredire e picchiare dai familiari del paziente perché, secondo loro, erano arrivati troppo tardi.
Feriti, seppur lievemente, il medico in servizio, l’infermiere e l’autista hanno accompagnato in ospedale il paziente ed hanno colto l’occasione per denunciare che aggressioni di questo tipo non sono poi così rare.

E’ stato identificato ed arrestato il quarto membro della gang che lo scorso quattro agosto a Napoli ha ucciso l’agente di vigilanza Gaetano Montanino.
Tre persone erano già state arrestate nelle settimane passate: Davide Cella, capogang, Salvatore Panepinto e il 18enne Vincenzo De Feo, ora collaboratore di giustizia.
L’aiuto di quest’ultimo è stato fondamentale per il riconoscimento di A.A.R. che, nonostante le autorità lo stessero cercando, ha pensato bene di iscriversi a Facebook e caricare le proprie foto. Grande errore.
È così che gli uomini della Mobile del vicequestore Vittorio Pisani decidono di affidarsi ai mezzi messi a disposizione dalla tecnologia: compulsati dal giovane collaboratore di giustizia, accendono il computer, si connettono e cliccano su Google, fino a ricavare una foto da Facebook.
Si chiude così il mistero sulla gang che voleva divertirsi “rubando le pistole alle guardie giurate“. Il minore è stato prontamente arrestato e rinchiuso a Nisida. Al momento si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Via | Il Mattino
Otto ragazzi - sette minorenni ed un 19enne - sono finiti in manette a Napoli, nel quartiere Scampia, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazzina di 16 anni.
A guidare il gruppo è stato il 19enne, che aveva conosciuto la giovane e l’aveva invitata a fare una passeggiata. L’ha portata in una zona isolata e l’ha violentata.
Poco dopo è arrivato il branco che:
ha cominciato a palpeggiarla, cercando di indurla a compiere atti sessuali, minacciandola di mettere in rete le riprese video fatte con i loro telefonini.
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Non è ancora chiaro quale sia stata la dinamica dell’agguato costato la vita, la notte scorsa, ad una guardia giurata di Napoli, il 45enne Gaetano Montanino.
Da quanto si è appreso fin’ora, Montanino stava controllando alcuni esercizi commericali in zona piazza Mercato insieme al collega 24enne F.D. quando, intorno alle 2, due persone a bordo di uno scooter li avrebbero avvicinati.
I due malviventi, armati e col volto coperto dal casco, avrebbero intimato alle due guardie di consegnar loro le armi.
I vigilantes, a quel punto, avrebbero reagito e i due malviventi avrebbero fatto fuoco. Montanino è deceduto sul posto, mentre il collega, ferito in modo lieve, è stato trasportato all’ospedale di Loreto Mare.
Nessuna traccia, almeno per il momento, dei due malviventi.
Via | ApCom

Non è la prima volta che la sede Ikea di Afragola, Napoli, viene presa d’assalto da rapinatori. L’ultima volta un gruppo di banditi aveva rapinato un furgone portavalori con l’incasso del negozio, riuscendo a portarsi via un bottino da circa 200mila euro.
La notte scorsa un gruppo di ladri a tentato di mettere a segno un colpo, ma le cose non sono andate esattamente come avevano preventivato: hanno forzato la porta d’ingresso, raggiunto il caveau e fatto esplodere un ordigno.
Non avevano però fatto i conti con le conseguenze della deflagrazione: quasi tutti i soldi, infatti, sono stati danneggiati e i maldestri ladri sono stati costretti a fuggire quasi a mani vuote.
Al momento sono in corso i rilievi delle autorità e dei Vigili Del Fuoco che stanno controllando se la deflagrazione ha provocato danni evidenti alla struttura.
Via | La Repubblica Di Napoli