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San Giorgio a Cremano: niente arresto per sacerdote sorpreso in auto con una minorenne, scattano le polemiche

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero Violenza Sessuale

SanGiorgioaCremano

Ieri vi abbiamo parlato del caso di D.M., sacerdote di San Giorgio a Cremano, nel Napoletano, sorpreso in auto mentre era impegnato in atti sessuali con una ragazzina di 15 anni, da lui adescata su internet.

Il sacerdote, però, non è stato arrestato perchè, secondo gli agenti della Polizia Stradale di Napoli, “erano assenti le condizioni richieste dalla legge“. La decisione, rivela una nota, è stata presa “previa informazione ed intesa con il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Napoli“..

Il fatto sta creando un piccolo scandalo: perchè in tanti casi come questo è sempre scattato l’arresto e stavolta il tutto si è concluso solo con una denuncia?

A questo proposito Vincenza Calvi, presidente dell’associazione antipedofilia “Un Patto Per La Vita“, ha fatto sapere che intende denunciare i poliziotti che non hanno effettuato l’arresto.

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San Giorgio a Cremano: sacerdote finisce in manette, sorpreso in auto con una minorenne

pubblicato da Daniele Particelli in: Violenza Sessuale

SanGiorgioaCremano

E’ stato fermato a San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli, il sacerdote D.M., sorpreso ieri pomeriggio mentre era impegnato in atti sessuali con una minorenne, una ragazzina di 15 anni.

Stando a quanto rivela Leggo in esclusiva, il sacerdote avrebbe adescato la minorenne in chat: si era finto professore ed aveva iniziato a scambiarsi messaggi con la giovane, dandole consigli e riempendola di complimenti.

Le conversazioni sono andate avanti per settimane, la giovane era convinta di aver trovato un amico, un confidente, e a quel punto ha acconsentito ad incontrarlo.

La 15enne, studentessa al secondo anno del liceo scientifico, è salita a bordo dell’auto dell’uomo - che aveva nascosto l’abito talare nell’abitacolo - e quando il sacerdote si è fermato in un’area di sosta sulla tangenziale all’altezza di Capodimonte, ormai era troppo tardi per tornare indietro.

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Napoli: tenevano in casa 3 mitragliatori da guerra, in manette padre e figlia

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero

viadelloSputnik

Curiosa scoperta quella che hanno fatto gli agenti del commisariato di Polizia di Secondigliano, quartiere della periferia nord di Napoli, quando, dopo una segnalazione, hanno fatto irruzione in un appartamento in via dello Sputnik.

Padre e figlia, lei 30 anni, lui 65, tenevano nascosti in casa tre mitragliatori tipo Uzi, diversi caricatori vuoti e 26 cartucce cal. 9×21.

Le armi erano nascoste in un baule in camera da letto della giovane, chiuse in un sacchetto nero all’interno di una borsa termica.

Inevitabilmente sono scattate le manette per il reato di detenzione di armi clandestine da guerra. La 30enne è stata condotta nel carcere di Pozzuoli, mentre suo padre si trova in quello di Secondigliano.

Via | Questura di Napoli

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Smaltimento illegale di rifiuti: tra i 20 arrestati c'è anche Cicciotto Cartofer

pubblicato da Daniele Particelli in: Crimini ambientali Bande e delinquenti

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Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito e alla falsificazione dei formulari per lo smaltimento: è questo il reato contestato dalla Procura di Napoli a venti persone, quasi tutti imprenditori nel settore dello smaltimento dei rifiuti.

I venti indagati - alcuni si trovano in carcere, altri agli arresti domiciliari - avevano creato un sistema per smaltire più velocemente ed illegalmente le carcasse delle automobili.

Mescolavano le lamiere delle auto insieme a pezzi di elettrodomestici, poi spedivano tutto ad alcuni stabilimenti del nord Italia, dove il materiale veniva lavorato “arrecando grave danno all’ambiente“.

Tra gli imprenditori raggiunti dal provvedimento c’è anche tale Cicciotto Cartofer, titolare dell’azienda Cartofer di Arzano, che per anni è stato protagonista di spot nelle tv locali per promuovere la semplicità con cui la sua azienda si occupava di rottamazione e smaltimento.

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In manette Andrea Vitagliano, ex affiliato della Nuova Camorra Organizzata

pubblicato da Daniele Particelli in: Camorra Latitanti Boss Criminalità organizzata

camorra

E’ stato arrestato a Napoli il latitante Andrea “’o Chiattone” Vitagliano, che aveva fatto perdere le sue tracce lo scorso 15 dicembre. Le autorità l’hanno rintracciato in via Caracciolo, all’altezza della Rotonda Diaz.

Vitagliano, 62enne con un lungo curriculum criminale alle spalle, è ritenuto un ex affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, particolarmente attiva tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80.

Numerose le accuse accumulate negli anni da Vitagliano: furto, atti osceni, violenza carnale, tentato omicidio, omicidio volontario. Tutto questo ancor prima di diventare affiliato della NCO e, successivamente, della Nuova Famiglia, di cui potete leggere qualcosa su BiblioCamorra:

Tra gli anni Settanta e Ottanta prende corpo il disegno criminale di Raffaele Cutolo basato su un’idea tutta nuova nel mondo della camorra: costruire un’organizzazione criminale di tipo verticale, che abbia una struttura unica e centralizzata e che si estenda dalla provincia all’intera città. […] Il 17 giugno 1983 un maxi blitz delle forze dell’ordine portò in carcere 400 affiliati alla NCO. Mentre per altri 450 viene emesso ordine di cattura. È l’atto finale della Nuova Camorra Organizzata che perse sul campo la sua guerra.

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Operazione Regalo di Natale: in manette 22 camorristi, chiedevano il pizzo tra Torre del Greco ed Ercolano

pubblicato da Daniele Particelli in: Estorsione e racket Camorra Bande e delinquenti Criminalità organizzata

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Dopo i sei arresti per racket eseguiti pochi giorni fa tra Caserta, Napoli e Modena, oggi altre 22 persone sono finite in manette con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione, detenzione illecita di materiale esplodente e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso.

Questa volta si tratta di camorristi appartenenti ai clan degli Ascione-Papale e Birra-Iacomino, prevalentemente attivi nella zona che va da Torre del Greco ad Ercolano.

A far partire l’indagine sono stati alcuni commercianti, stanchi di dover pagare il “pizzo” e di ricevere minacce.

Se qualcuno tentava di ribellarsi, la sua attività veniva seriamente danneggiata, come è accaduto ad un operatore economico, che ha subito un attentato dinamitardo dopo essersi rifiutato di pagare.

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Napoli: 43enne in manette per aver violentato la figlia e tentato di uccidere l'ex moglie

pubblicato da Daniele Particelli in: Violenza Domestica Violenza Sessuale

Sant'Agnello

Un uomo di 43 anni residente a Sant’Agnello, in provincia di Napoli, è stato arrestato dai carabinieri di Vico Equense con l’accusa di violenza sessuale, stalking e tentato omicidio.

L’uomo, la cui identità non è stata ancora resa nota, avrebbe perseguitato e minacciato la sua ex moglie nel corso degli ultimi due anni: si era più volte appostato nei pressi dell’abitazione della donna, aspettando che tornasse da lavoro, minacciandola di morte.

In due occasioni, inoltre, avrebbe tentato di ucciderla. La prima volta appiccò un incendio nell’appartamento di lei, la seconda volta l’aggredì con un coltello da macellaio sul posto di lavoro.

Ma non è tutto. Il 43enne avrebbe anche violentato la figlia in diverse occasioni, minacciandola di ucciderla se avesse raccontato gli episodi a qualcuno. Fortunatamente la verità è venuta a galla e l’uomo è finito in manette in esecuzione di una ordinanza emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata.

Via | Il Messaggero

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Sparatoria alla Cumana di Napoli: arrestati in Spagna due dei killer, Salvatore e Maurizio Forte

pubblicato da Daniele Particelli in: Camorra Omicidi-Suicidi

Maurizio e Salvatore Forte

Il 26 maggio scorso il cittadino romeno Petru Birladeanu rimase ucciso nel corso di una sparatoria nei pressi della stazione della Cumana di Montesanto a Napoli. Era accaduto tutto in poco tempo, poco dopo le 19, tra le strade e i vicoletti pieni di gente. Otto sicari, in sella ad alcune motociclette, hanno iniziato a sparare e nel delirio di proiettili vaganti venne ferito alla spalla anche un 14enne che stava giocando a pallone dei paraggi.

Per quella sparatoria lo scorso luglio era finito in manette il 27enne Marco Ricci, mentre ora sono stati arrestati altri due responsabili, i cugini Maurizio Forte e Salvatore Forte, entrambi pregiudicati, rispettivamente di 29 e 31 anni.

I due sono stati arrestati a Malaga, in Spagna, dove si erano rifugiati dopo la sparatoria. Per loro l’accusa è di omicidio aggravato dal vincolo camorristico e detenzione e sparo in luogo pubblico con armi da guerra.

Restano ora da identificare gli altri cinque killer che presero parte alla sparatoria che, secondo gli investigatori, aveva come obiettivo esponenti di un clan avversario.

Via | RaiNews24

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Napoli: operatori del 118 aggrediti dai familiari del paziente perché "erano arrivati in ritardo"

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero

118

Succede anche questo: medici ed infermieri del 118 picchiati perché giunti in ritardo sul luogo della chiamata.

E’ accaduto due giorni fa nel quartiere periferico di Ponticelli, a Napoli. Il 118 era stato allertato per soccorrere una persona in gravi condizioni, un “codice rosso”.

Arrivati sul posto gli operatori del servizio d’emergenza si sono visti aggredire e picchiare dai familiari del paziente perché, secondo loro, erano arrivati troppo tardi.

Feriti, seppur lievemente, il medico in servizio, l’infermiere e l’autista hanno accompagnato in ospedale il paziente ed hanno colto l’occasione per denunciare che aggressioni di questo tipo non sono poi così rare.

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Napoli: in manette il quarto membro della gang responsabile dell'omicidio della guardia giurata Gaetano Montanino, grazie a Facebook

pubblicato da Daniele Particelli in: Omicidi-Suicidi Gang

PiazzaMercato_Napoli

E’ stato identificato ed arrestato il quarto membro della gang che lo scorso quattro agosto a Napoli ha ucciso l’agente di vigilanza Gaetano Montanino.

Tre persone erano già state arrestate nelle settimane passate: Davide Cella, capogang, Salvatore Panepinto e il 18enne Vincenzo De Feo, ora collaboratore di giustizia.

L’aiuto di quest’ultimo è stato fondamentale per il riconoscimento di A.A.R. che, nonostante le autorità lo stessero cercando, ha pensato bene di iscriversi a Facebook e caricare le proprie foto. Grande errore.

È così che gli uomini della Mobile del vicequestore Vittorio Pisani decidono di affidarsi ai mezzi messi a disposizione dalla tecnologia: compulsati dal giovane collaboratore di giustizia, accendono il computer, si connettono e cliccano su Google, fino a ricavare una foto da Facebook.

Si chiude così il mistero sulla gang che voleva divertirsi “rubando le pistole alle guardie giurate“. Il minore è stato prontamente arrestato e rinchiuso a Nisida. Al momento si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Via | Il Mattino

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