E’ stata uccisa una decina di giorni fa, ma il suo corpo è stato rinvenuto solo ieri, dopo che i vicini di casa avevano sentito del cattivo odore provenire dal suo appartamento.
Si tratta di una prostituta brasiliana di 45 anni, Veronica Crosati, residente in via Salvioni 6, in zona Cenisio a Milano, uccisa con un coltello da cucina con lama da 30 centimetri.
Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, presentava una ferita da taglio all’addome, provocata dal coltello rinvenuto nell’appartamento.
L’appartamento, stando a quanto emerso finora, era stato messo a soqquadro, la porta chiusa, la chiavi scomparse.
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Brega Massone è un criminale seriale, è Lucifero. Ha commesso il più terrificante dei peccati, quello di tradire coloro che si fidavano di lui, cioè i pazienti.
A parlare è l’avvocato Enrico Pennasilico, che ieri, nel corso della nuova udienza del processo a Pierpaolo Brega Massone e ad altre otto persone ex impiegate nella “clinica degli orrori” Santa Rita di Milano, ha rivelato le richieste di risarcimento chieste dall’Ordine dei Medici.
Un maxi risarcimento: ben tre milioni di euro chiesti a Brega Massone, ex primario della clinica, un milione a Fabio Presicci e 500 mila euro all’assistente Marco Pansera.
Agli altri sei imputati l’Ordine ha chiesto dai 100 mila ai 150 mila euro a testa.

Si torna a parlare della clinica Santa Rita di Milano, meglio conosciuta come “la clinica degli orrori” dopo lo scandalo sugli interventi chirurgici inutili effettuati con lo scopo di ottenere rimborsi dal sistema sanitario nazionale.
Ieri si è tenuta a Milano la terza udienza del processo che vede imputate nove persone, tra le quali l’ex primario della clinica Pier Paolo Brega Massone - accusato di 83 casi di lesioni gravi e gravissime, di truffa aggravata al Servizio sanitario nazionale e falso - il braccio destro di Massone, Pietro Fabio Presicci e il chirurgo toracico Marco Pansera.
Per Massone la pubblica accusa ha chiesto una condanna a 21 anni di reclusione, 14 per Presicci - accusato di 63 casi di lesione aggravata - e 8 per Marco Pansera.
Tre anni e quattro mesi, invece, è la pena richiesta per Mario Baldini, che all’epoca dei fatti era responsabile dell’equipe di Neurochirurgia. Per gli altri imputati la richiesta è stata di pene comprese tra i due e i tre anni.

Si dovrebbe concludere oggi a Milano il processo che vede imputato un ex professore del liceo classico “Beccaria” del capoluogo lombardo, accusato di molestie sessuali nei confronti di una sua studentessa di 17 anni.
Due gli episodi denunciati dalla giovane: in un’occasione il professore, G.T., avrebbe invitato la studentessa in un’aula vuota e le avrebbe proposto di fare sesso.
La seconda proposta sarebbe avvenuta a casa dell’uomo, che aveva invitato la studentessa per darle ripetizioni di latino e greco, materia da lui insegnata.
La giovane denunciò l’accaduto al preside dell’Istituto e alle autorità, che avviarono un’indagine e scoprirono che un’alta studentessa era stata molestata dall’uomo.

Il tabaccaio 34enne Marco Francesco Virgilli, arrestato in relazione all’omicidio di Francesca Bova, trovata morta venerdì sera a Borghetto Santo Spirito, ha confessato.
Il giovane, sposato e padre di due figli, in un primo momento si era dichiarato estraneo alla vicenda, ma in queste ultime ore ha ceduto ed ha ammesso di essere l’autore dell’omicidio.
Il motivo? Niente questioni amorose, Francesca Bova lo stava ricattando dalla scorsa primavera.
Secondo il racconto di Virgili, la 30enne gli chiedeva continuamente soldi per giocare ai videopoker: se lui non glieli avesse dati, lei avrebbe fatto del male ai suoi figli di 6 e 3 anni.
C’è un primo fermo per l’omicidio della cameriera 30enne Francesca Bova, trovata morta venerdì sera a Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona.
Si tratta del 34enne Marco Francesco Virgilli, sposato e padre di due figli, titolare di una tabaccheria a Borghetto.
Molti i collegamenti tra la vittima e Virgilli: Francesca, amante dei videopoker, era solita frequentare la tabaccheria dell’uomo e negli ultimi giorni le telefonate tra i due si erano fatte frequenti.
L’ultima sarebbe stata giovedì sera, poco prima di scomparire. L’uomo è stato portato in caserma e, come conferma il sostituto procuratore Ubaldo Pelosi:
Marco Francesco Virgilli non è reo confesso, ma nel corso del lungo interrogatorio a cui è stato sottoposto si è più volte contraddetto e soprattutto ha rilasciato delle dichiarazioni che sono compatibili con il quadro accusatorio. Per questo motivo abbiamo deciso il suo fermo in quanto indiziato per l’omicidio di Francesca Bova.
Continua a leggere: Savona: omicidio Francesca Bova, fermato il tabaccaio Marco Francesco Virgilli
E’ ancora un mistero, a Savona, la morte della 30enne Francesca Bova, il cui cadavere è stato rinvenuto da un vicino di casa nel locale dei contatori, nel sottoscala del palazzo in cui risiedeva da tempo.
La scoperta è stata fatta ieri sera in via Milano a Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona. La donna, madre di un bambino di 8 mesi, era scomparsa la sera prima.
Pochi i dettagli sull’aggressione: la giovane è stata colpita alla testa e al volto con un oggetto contundente irregolare, forse una pietra, mentre quasi certamente stava guardando in faccia il suo assassino.
Non è neanche chiaro se Francesca sia stata uccisa in casa e poi il corpo sia stato nascosto nel sottoscala o che altro.
Continua a leggere: Savona: la 30enne Francesca Bova uccisa nel suo palazzo, si cerca l'assassino

Si è aperta a Milano un’importante inchiesta su un giro di droga che avrebbe coinvolto, tra gli altri, due dipendenti dell’azienda dei trasporti pubblici di Milano, l’Atm.
Le indagini sono partite nel maggio scorso: dopo una lunga serie di incidenti che hanno spinto l’azienda ad imporre ai suoi dipendenti test antidroga.
Parallelamente cominciano le indagini sulla morte dell’ergastolano Marco Medda, strangolato l’8 giugno del 2008 mentre si trovava ai domiciliari per motivi di salute.
Le indagini fanno emergere un giro di spaccio all’interno dell’Atm, che riguardava prevalentemente il gruppo dei tranvieri del Lorenteggio, nella periferia sud-ovest.
Continua a leggere: Spaccio di cocaina nell'azienda dei trasporti di Milano: due dipendenti indagati

Dolci natalizi avariati, in alcuni casi trattati con olio minerale paraffino/naftelnico. E’ questo il materiale sequestrato nelle ultime ore in tutta Italia in una maxioperazione disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela della salute di Roma.
Il bottino è composto da circa 50 tonnellate tra dolciumi destinati alla vendita e materie prime scadute per la produzione degli stessi.
Tra le città col più alto numero di sequestri ci sono Torino e Milano. In particolare, nel corso dell’indagine, è emerso che un biscottificio piemontese utilizzava olio di origine minerale tipo paraffinico, che di solito viene usato nella produzione di materiali e confezioni plastiche, ma anche nel settore cosmetico.
Loro, invece, lo utilizzavano come additivo nella produzione di biscotti - savoiardi, amaretti e krumiri - con lo scopo di prevenire l’imbrunimento causato dal contatto diretto con le forme metalliche in cottura.
Via | LiberoNews
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Dopo mesi di silenzio si torna a parlare della clinica Santa Rita, meglio conosciuta come “la clinica degli orrori” dopo lo scandalo dei presunti interventi chirurgici inutili effettuati con lo scopo di ottenere rimborsi dal sistema sanitario nazionale.
Della vicenda ci siamo ampiamente occupati dei mesi scorsi e se ben ricordate uno dei nomi più citati nell’ambito di quell’inchiesta era quello di Pier Paolo Brega Massone, ex primario del reparto di chirurgia toracica, sotto processo - attualmente messo a rischio dal disegno di legge sul processo breve - per truffa aggravata e lesioni gravissime ed indagato per omicidio in relazione a 4 decessi avvenuti nella clinica.
Qualche settimana fa il gip Micaela Curami aveva disposto la scarcerazione del chirurgo, ma nelle ultime ore quel provvedimento è stato annullato dal tribunale del Riesame: ora toccherà alla Cassazione decidere se far tornare in carcere Massone o meno.
Via | AffariItaliani