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Savona: omicidio Francesca Bova, il tabaccaio Marco Francesco Virgilli ha confessato

pubblicato da Daniele Particelli in: Omicidi-Suicidi

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Il tabaccaio 34enne Marco Francesco Virgilli, arrestato in relazione all’omicidio di Francesca Bova, trovata morta venerdì sera a Borghetto Santo Spirito, ha confessato.

Il giovane, sposato e padre di due figli, in un primo momento si era dichiarato estraneo alla vicenda, ma in queste ultime ore ha ceduto ed ha ammesso di essere l’autore dell’omicidio.

Il motivo? Niente questioni amorose, Francesca Bova lo stava ricattando dalla scorsa primavera.

Secondo il racconto di Virgili, la 30enne gli chiedeva continuamente soldi per giocare ai videopoker: se lui non glieli avesse dati, lei avrebbe fatto del male ai suoi figli di 6 e 3 anni.

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Savona: omicidio Francesca Bova, fermato il tabaccaio Marco Francesco Virgilli

pubblicato da Daniele Particelli in: Omicidi-Suicidi

francescabova

C’è un primo fermo per l’omicidio della cameriera 30enne Francesca Bova, trovata morta venerdì sera a Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona.

Si tratta del 34enne Marco Francesco Virgilli, sposato e padre di due figli, titolare di una tabaccheria a Borghetto.

Molti i collegamenti tra la vittima e Virgilli: Francesca, amante dei videopoker, era solita frequentare la tabaccheria dell’uomo e negli ultimi giorni le telefonate tra i due si erano fatte frequenti.

L’ultima sarebbe stata giovedì sera, poco prima di scomparire. L’uomo è stato portato in caserma e, come conferma il sostituto procuratore Ubaldo Pelosi:

Marco Francesco Virgilli non è reo confesso, ma nel corso del lungo interrogatorio a cui è stato sottoposto si è più volte contraddetto e soprattutto ha rilasciato delle dichiarazioni che sono compatibili con il quadro accusatorio. Per questo motivo abbiamo deciso il suo fermo in quanto indiziato per l’omicidio di Francesca Bova.

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Savona: la 30enne Francesca Bova uccisa nel suo palazzo, si cerca l'assassino

pubblicato da Daniele Particelli in: Casi insoluti Omicidi-Suicidi

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E’ ancora un mistero, a Savona, la morte della 30enne Francesca Bova, il cui cadavere è stato rinvenuto da un vicino di casa nel locale dei contatori, nel sottoscala del palazzo in cui risiedeva da tempo.

La scoperta è stata fatta ieri sera in via Milano a Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona. La donna, madre di un bambino di 8 mesi, era scomparsa la sera prima.

Pochi i dettagli sull’aggressione: la giovane è stata colpita alla testa e al volto con un oggetto contundente irregolare, forse una pietra, mentre quasi certamente stava guardando in faccia il suo assassino.

Non è neanche chiaro se Francesca sia stata uccisa in casa e poi il corpo sia stato nascosto nel sottoscala o che altro.

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Spaccio di cocaina nell'azienda dei trasporti di Milano: due dipendenti indagati

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero Droga e Narcotraffico

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Si è aperta a Milano un’importante inchiesta su un giro di droga che avrebbe coinvolto, tra gli altri, due dipendenti dell’azienda dei trasporti pubblici di Milano, l’Atm.

Le indagini sono partite nel maggio scorso: dopo una lunga serie di incidenti che hanno spinto l’azienda ad imporre ai suoi dipendenti test antidroga.

Parallelamente cominciano le indagini sulla morte dell’ergastolano Marco Medda, strangolato l’8 giugno del 2008 mentre si trovava ai domiciliari per motivi di salute.

Le indagini fanno emergere un giro di spaccio all’interno dell’Atm, che riguardava prevalentemente il gruppo dei tranvieri del Lorenteggio, nella periferia sud-ovest.

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Maxisequestro di dolciumi natalizi avariati destinati alla vendita

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero

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Dolci natalizi avariati, in alcuni casi trattati con olio minerale paraffino/naftelnico. E’ questo il materiale sequestrato nelle ultime ore in tutta Italia in una maxioperazione disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela della salute di Roma.

Il bottino è composto da circa 50 tonnellate tra dolciumi destinati alla vendita e materie prime scadute per la produzione degli stessi.

Tra le città col più alto numero di sequestri ci sono Torino e Milano. In particolare, nel corso dell’indagine, è emerso che un biscottificio piemontese utilizzava olio di origine minerale tipo paraffinico, che di solito viene usato nella produzione di materiali e confezioni plastiche, ma anche nel settore cosmetico.

Loro, invece, lo utilizzavano come additivo nella produzione di biscotti - savoiardi, amaretti e krumiri - con lo scopo di prevenire l’imbrunimento causato dal contatto diretto con le forme metalliche in cottura.

Via | LiberoNews

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Santa Rita: annullata la scarcerazione di Pier Paolo Brega Massone, ex primario alla clinica degli orrori

pubblicato da Daniele Particelli in: Clinica S. Rita

la clinica degli orrori

Dopo mesi di silenzio si torna a parlare della clinica Santa Rita, meglio conosciuta come “la clinica degli orrori” dopo lo scandalo dei presunti interventi chirurgici inutili effettuati con lo scopo di ottenere rimborsi dal sistema sanitario nazionale.

Della vicenda ci siamo ampiamente occupati dei mesi scorsi e se ben ricordate uno dei nomi più citati nell’ambito di quell’inchiesta era quello di Pier Paolo Brega Massone, ex primario del reparto di chirurgia toracica, sotto processo - attualmente messo a rischio dal disegno di legge sul processo breve - per truffa aggravata e lesioni gravissime ed indagato per omicidio in relazione a 4 decessi avvenuti nella clinica.

Qualche settimana fa il gip Micaela Curami aveva disposto la scarcerazione del chirurgo, ma nelle ultime ore quel provvedimento è stato annullato dal tribunale del Riesame: ora toccherà alla Cassazione decidere se far tornare in carcere Massone o meno.

Via | AffariItaliani

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Maxi blitz antidroga: oltre cento arresti in tutta Italia

pubblicato da Daniele Particelli in: Droga e Narcotraffico Bande e delinquenti

TrafficoDiDroga

Nelle ultime ore più di cento persone sono state arrestate in tutta Italia nel corso di due maxi operazioni contro il traffico di stupefacenti.

La prima è stata condotta dalla Polizia di Stato di Milano e Como ed ha riguardato le province di Milano, Como, Sondrio, Lecco, Varese, Novara, Pavia, Genova, Roma e Messina. Circa cinquanta persone, tutti membri di un’organizzazione criminale centrata sull’importazione della cocaina sono state arrestate da almeno cento agenti.

L’altra operazione, denominata Nafiza, ha invece visto finire in manette 74 persone tra narcotrafficanti e spacciatori. Anche in questo caso si trattava di una banda che aveva basi operative in Francia, Olanda, Spagna, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Marche.

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Gli speciali di Crimeblog: l'infermiera killer Sonya Caleffi

pubblicato da Daniele Particelli in: Serial Killer Omicidi-Suicidi

caleffiGli annali del crimine sono pieni dei cosiddetti “angeli della morte“, serial killer che agiscono in ambito medico, spesso iniettando sostanze letali ai pazienti di cui si prendono cura.

Basti pensare a Jane Toppan, che confessò di aver ucciso ben trentuno persone, o a Genene Jones, la più recente e prolifica, responsabile della morte di almeno 46 pazienti tra adulti e bambini. L’italiana Sonya Caleffi, di cui ci siamo occupati recentemente, rientra in questa categorie di serial killer.

La sua “carriera” di serial killer inizia nel settembre del 2004 quando, grazie ad un curriculum impeccabile di infermiera professionista, viene assunta all’ospedale Manzoni di Lecco. Dopo le prime morti i colleghi della donna iniziano ad insospettirsi e nel dicembre dello stesso anno, nell’uccidere la quinta paziente, la Caleffi commette un errore.

Entra nella stanza di Maria Cristina, una quasi centenaria, fa uscire i parenti in maniera molto brusca e poi, con questi fuori della porta, uccide la donna. Tra i parenti della signora Maria c’è un’infermiera che si accorge che qualcosa non va.

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L'infermiera killer di Como Sonya Caleffi ha già scontato metà della sua condanna: da febbraio inizierà a godere dei primi permessi premio

pubblicato da Daniele Particelli in: Serial Killer Omicidi-Suicidi

caleffiForse tutti voi ricordate la vicenda di Sonya Caleffi, l’infermiera serial killer di Como che tra il 2003 e il 2004 ha ucciso con iniezioni di aria cinque suoi pazienti.

La vicenda aveva avuto risonanza nazionale e la donna era persino stata intervistata da Franca Leosini e diventata protagonista di uno speciale de La Linea D’Ombra. La condanna a vent’anni di carcere arrivò nel marzo del 2008 e nell’ottobre dello stesso anno fu confermata dalla Cassazione.

Sono passati cinque anni dal suo arresto e la Caleffi ha già potuto beneficiare di una serie di sconti - indulto in primis - tanto che a questo punto ha già scontato metà della pena e per questo, dal prossimo febbraio, inizierà a godere dei primi permessi premio.

Come ben spiegato sul Corriere Di Como,

Le sarà consentito di uscire per qualche ora, per cominciare, probabilmente mezza giornata da trascorrere con i genitori, con il rientro in carcere fissato per la sera. La frequenza delle uscite, inizialmente mensile, potrà poi essere più intensa. La conferma arriva direttamente dai suoi legali che prevedono le prime richieste al magistrato di sorveglianza per la prossima primavera. Sarà lei stessa a preparare i moduli, che saranno vagliati dal magistrato. Credo che anche per la sua buona condotta non ci saranno problemi per concederle le uscite dal carcere.

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'Ndrangheta a Milano. Imprenditori corrotti a braccetto dei boss in vista dell'Expo 2015: 17 arresti

pubblicato da Fabio Mascagna in: Ndrangheta

ndrine calabresi a milano

17 arresti, 48 indagati e sequestro di beni immobili per 5 milioni di euro. Questo è il risultato al termine della maxi-operazione “Parco Sud” che ha portato ad una chiara accusa: asso­ciazione per delinquere di stampo mafioso. Imprenditori lombardi, amministratori locali, persino un cancelliere del Tribunale di Milano a braccetto con i boss delle famiglie Barbaro e Papalia di Platì riportano alla luce il problema delle infiltrazioni mafiose al Nord che spesso, per miopia - a voler essere indulgenti - si fa finta di non vedere. L’intervento di Letizia Moratti nell’ormai nota puntata di Annozero ne è un esempio lampante: la mafia a Milano non c’è. Tant’è che venne bocciata la Commissione Antimafia per vigilare sull’Expo 2015.

Ma poi salta fuori questa brutta storia di infiltrazioni mafiose soprattutto nell’ambito del movimento terra e dello smaltimento rifiuti di cui la ‘ndrangheta ha il monopolio. Magari ora bisognerà fare qualche passo indietro. Lo hanno scritto più volte anche i nostri amici milanesi di 02blog citando un’inchiesta de Il Sole 24 Ore che presentava la Lombardia come ponte di comando per la ‘ndrangheta. E sempre su 02blog Gabriele, pubblicando la mappa delle cosche a Milano, si chiedeva “Sempre tutto tranquillo per quanto riguarda gli appalti per l’Expo 2015?”

A quanto pare no, anche se il procuratore capo Manlio Minale usa i piedi di piombo:

Certamente c’è un interesse. Lavoriamo sempre sugli interessi che i lavori dell’Expo possono creare per le organizzazioni mafiose, anche se al momento non ci risultano riferimenti diretti di infiltrazioni. L’esclusione del movimento terra dai contratti rimane una porta aperta per le cosche

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