
Dopo 18 mesi di processo è stata emessa due giorni fa la sentenza per Paolo Pravisani, il 73enne originario di Udine condannato da un tribunale colombiano per pedofilia, detenzione di materiale pedopornografico e induzione alla prostituzione.
Del suo caso ci siamo occupati più volte nel corso del processo: l’uomo, da anni residente in Colombia, nel febbraio del 2009 fu trovato nel suo appartamento di Cartagena insieme al 15enne Yesid Torres nudo e agonizzante, con segni di violenza sul corpo.
Il giovane morì poco dopo il suo arrivo in ospedale e Pravisani venne arrestato e rinchiuso in una clinica psichiatrica in attesa del processo.
Nel luglio scorso, dopo 18 mesi, si è concluso il processo che ha visto imputate anche due donne, Hilda Martínez e Angélica Tovar, le due donne che avrebbero fornito minorenni all’udinese.
Continua a leggere: Colombia: il pedofilo udinese Paolo Pravisani dovrà scontare 15 anni di carcere

Sono stati diffusi nuovi dettagli sull’arresto avvenuto pochi giorni fa a Grottaferrata, in provincia di Roma, quello di un 39enne accusato di produzione e detenzione di materiale pedopornografico.
L’uomo, che utilizzava un quad per adescare ragazzini, poi li portava in posti isolati, li convinceva a spogliarsi e li fotografava, avrebbe anche violentato le sue giovani vittime.
A riferirlo è un comunicato del Comando provinciale di Roma:
Tutti i supporti informatici, schede di memoria, hard disc e pc sono stati inviati al Ris di Roma per estrapolare tutti i file sospetti, intanto a un primo esame dei file sequestrati all`uomo, emergono ipotesi che a compiere le agghiaccianti violenze sui minori, riprodotte in alcune foto, sia stato proprio lui.

Utilizzava un quad per adescare ragazzini, li portava a fare un giro, offriva loro un gelato e in questo modo riusciva a conquistare la loro fiducia. Poi li portava in posti isolati, li convinceva a spogliarsi e li fotografava.
Sarebbe questo, secondo le autorità, il modus operandi di un 39enne residente a Marino, alle porte di Roma, arrestato oggi con l’accusa di produzione e detenzione di materiale pedopornografico.
L’uomo, impiegato in un ospedale della zona, è stato incastrato dopo le segnalazioni di alcuni cittadini di Grottaferrata, insospettiti da quel 39enne sempre circondato di bambini.
Gli agenti sono entrati in azione oggi ed hanno fermato l’uomo mentre usciva da una gelateria insieme ad un ragazzino.
Continua a leggere: Roma: 39enne adescava minorenni e li fotografava nudi. Arrestato a Grottaferrata

Non sopportava più il suo capo così un addetto alla manutenzione di una scuola media di Swanlea, Inghilterra, decise di mettere in atto un piano per rovinare la reputazione del boss, il 62enne Eddie Thompson.
I fatti risalgono al 2006, la verità qualche settimana dopo, ma la notizia è stata diffusa solo ora che è iniziato il processo.
Neil Weinerm, 39 anni, si procurò alcune immagini pedopornografiche e le nascose nel pc del suo capo. Poi inviò le stesse foto, in forma anonima, alle autorità locali e, come se non bastasse, segnalò una seconda volta il tutto con una telefonata anonima.
Il pc di Eddie Thompson fu controllato e il materiale ritrovato: l’uomo fu quindi arrestato con l’accusa di posesso di materiale pedopornografico.

Diciassette persone sono finite in manette nei giorni scorsi in Polonia con l’accusa di aver distribuito materiale pedopornografico tramite internet.
La polizia polacca, stando a quanto riportato dall’agenzia RIA Novosti, ha eseguito perquisizioni in dodici province e sequestrato, tra gli altri, 21 computer e oltre 1300 dvd.
Gli arrestati, che ora rischiano ognuno fino a 8 anni di carcere, scaricavano i materiali da internet e li rimettevano in condivisione tramite i principali software peer to peer.
A quanto pare, nessuna tra le persone finite in manette avrebbe prodotto tali materiali.
Via | RIA Novosti
Continua a leggere: Blitz anti-pedopornografia in Polonia: arrestate 17 persone

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio: non era bastata una condanna per induzione alla prostituzione minorile a fermare un veneziano, ex insegnante ed ex amministratore locale, arrestato nuovamente in queste ore con l’accusa di produzione e diffusione di materiale pedopornografico.
L’uomo, insieme ad un commercialista di Calenzano, in provincia di Firenze, avrebbe realizzato dei book fotografici di minorenni e li avrebbe rivenduti su internet.
Le foto, stando a quanto si è appreso, sarebbero state scattate all’estero - principalmente in Romania, Tunisia e Malta - mentre le oltre 11mila fotografie sarebbero state vendute online grazie ad un sito svizzero.
Secondo gli agenti del Nucleo Investigativo Telematico di Siracusa, il sito avrebbe generato ben 10mila visitatori al giorno e almeno 166 persone avrebbero acquistato il materiale offerto dai due arrestati.
Continua a leggere: Operazione Vince L'Arcobaleno: due arresti per pedopornografia

Era attesa da mesi e alla fine la sentenza è arrivata: Paolo Pravisani, il pedofilo udinese di 73 anni sotto processo in Colombia è stato giudicato colpevole di pedofilia, detenzione di materiale pedopornografico e induzione alla prostituzione.
Del suo caso ci siamo occupati più volte ed avevamo anche sottolineato quanto fosse importante, per la Colombia e non solo, una sentenza del genere, la prima condanna per pedofilia nei confronti di uno straniero.
Insieme a Pravisani sono state condannate anche Hilda Martínez e Angélica Tovar, le due donne che avrebbero fornito minorenni all’udinese.
Le due sono state riconosciute colpevoli di atti sessuali con minori di 14 anni e induzione alla prostituzione e pornografia infantile.
Continua a leggere: Colombia: condannato il pedofilo udinese Paolo Pravisani

Ci siamo già occupati del pedofilo Paolo Pravisani, il 73enne sotto processo in Colombia con l’accusa di pedofilia, detenzione di materiale pedopornografico, droga e induzione alla prostituzione.
Vi abbiamo parlato anche del gioco che stanno facendo i suoi avvocati: cercare di posticipare la sentenza definitiva. Anche l’ultima udienza, quella del 16 giugno scorso, era stata rinviata ad oggi, 12 luglio.
Si torna in tribunale questa mattina, per l’ottava volta e la speranza, per i familiari della giovane vittima e per le diverse associazioni che si occupano della difesa dei minorenni vittime di sfruttamento sessuale, è che il tutto si concluda quanto prima.
Il motivo di tanta attesa è presto spiegato: se Paolo Pravisani venisse riconosciuto colpevole, quella a suo carico sarebbe la prima condanna per pedofilia in Colombia contro un cittadino straniero.
Continua a leggere: Colombia: riprende oggi il processo al pedofilo udinese Paolo Pravisani
Un altro caso, l’ennesimo, di pedopornografia online è emerso nelle ultime ore a Tricarico, piccolo comune in provincia di Matera, dove un maestro di sostegno alle scuole elementari è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di minori e detenzione di materiale pedopornografico.
Ha 30 anni e, come scrive La Gazzetta Del Mezzogiorno, “era un insospettabile maestro cattolico di destra. Faccia pulita e tanti amici“. Stando a quanto si è appreso, il maestro avrebbe mai violentato né toccato i suoi alunni, si sarebbe limitato a fotografarli, nudi o seminudi.
Poi tornava a casa e scambiava le foto scattate con altri pedofili, che a loro volta gli inviavano immagini da loro prodotte. Due dei bambini fotografati da Pietro sono già stati identificati dagli agenti: si tratta di due suoi studenti, non della scuola di Tricarico, nella quale il maestro non metteva piede da circa un anno.
La scuola elementare di Tricarico l’ha lasciata un anno fa. Stando a quanto è stato scoperto finora, sembra che sia l’unico posto in cui non abbia mietuto vittime. Forse perché è il suo paese. Forse perché aveva paura di essere scoperto. Gli investigatori, però, pare che stiano indagando anche a Tricarico. Anche qui le mamme si sono preoccupate. Nonostante conoscessero Pietro che in paese passa per essere un bravo e timido ragazzo diviso tra la Proloco, gli amici e la parrocchia.

Pietro Materi, 30 anni, maestro in una scuola per l’infanzia di Matera, è stato arrestato in flagranza di reato: è stato sorpreso a guardare e condividere foto e video pedopornografici, ben catalogati nel pc della sua abitazione.
L’arresto, ne parla La Gazzetta Del Mezzogiorno, è stato effettuato giovedì scorso, mentre ieri mattina il maestro è stato interrogato dal capo della Procura di Potenza, Giovanni Colangelo, e dal sostituto procuratore Anna Franca Ventricelli.
Gli investigatori della polizia postale di Torino qualche mese fa hanno chiesto ai colleghi dei compartimenti di Potenza e di Matera di verificare un «indirizzo ip», un numero che identifica un dispositivo collegato a una rete informatica. Sospettavano che da quell’indirizzo qualcuno avesse scaricato delle immagini pedopornografiche con un programma «peer to peer», un sistema con cui due computer si possono scambiare informazioni in modo molto veloce. Ma non riservato. Almeno per la polizia postale, che non ha avuto difficoltà a risalire al computer del maestro materano.
Stando a quanto si è appreso, Materi trascorreva tutti i pomeriggi chiuso nella sua abitazione, ore ed ore davanti al pc a guardare le immagini scaricate dal web, condivise da altri pedofili.