Di sesso con animali ci siamo occupati spesso: vi abbiamo ribadito l’illegalità di tale pratica in Olanda, e di numerose condanne, anche nel nostro Paese, di personaggi che hanno praticato rapporti con animali e l’hanno incentivato in qualche modo.
Basti pensare al recente caso di Christian Galeotti, condannato qualche giorno fa per maltrattamento di animali e per il loro impiego nella pornografia.
E proprio di sesso illegale - incluso quello con animali - si parlerà questa sera su Current, canale 130 del bouquet di SKY, all’interno della trasmissione Sex Mundi, una produzione spagnola in onda da qualche settimana. Trovate il promo dopo il salto.
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E’ la prima volta che in Italia una persona viene condanna per zoopornografia: si tratta del 35enne Christian Galeotti, ex proprietario di un allevamento di cani a San Genesio, vicino Bolzano.
Della vicenda ci occupammo poco più di un anno fa: dopo la segnalazione di alcune ragazze del posto, alle quali era stato proposto di partecipare a film porno insieme ad alcuni cani, le autorità avevano iniziano ad indagare.
Nel corso di un controllo, oltre a constatare le pessime condizioni igenico-sanitarie in cui erano costretti a vivere i cani dell’allevamento, le autorità avevano rinvenuto 9 cortometraggi porno con protagonista un attrice inglese ed alcuni cani.
Ora la sentenza è arrivata: il Gup di Bolzano Isabella Martin ha condannato Galeotti a due anni di reclusione, con la pena sospesa. Non andrà dietro le sbarre, ma dovrà assumersi le spese processuali della Lav e le ingenti spese di mantenimento, custodia, cure e riabilitazione dei cani di cui l’associazione aveva ottenuto l’affidamento, pari a 39mila euro.

In due settimane gli agenti di New York hanno identificato ed arrestato due persone con l’accusa di maltrattamento di animali. La cosa curiosa è che entrambe erano residenti presso il General Ulysses S. Grant Houses, un grande complesso di case popolari composto da poco meno di 2mila appartamenti.
Gli abusi sono stati scoperti nel corso delle indagini di un omicidio: gli agenti stavano visionando il materiale girato dalle telecamere di sicurezza poste negli ascensori del complesso quando si sono accorti delle violenze.
Nel primo caso l’autore degli abusi è un ragazzo di 21 anni, nel secondo caso si tratta di una ragazza di 31 anni, Tiara Davis.
Entrambi sono stati arrestati con l’accusa di tortura e maltrattamento di animali. Inutile dire che i due video, che trovate dopo il salto, sono destinati ad un pubblico non facilmente impressionabile.

Anna Laura Scuderi, 41 anni, dal carcere di Sollicciano, dove è rinchiusa per maltrattamento di minori dopo lo scandalo scoppiato all’asilo privato “Cip e Ciop” di Pistoia, chiede perdono alle piccole vittime, ai genitori e alla collettività.
Dice di essere malata e di aver bisogno di cure. Lo hanno comunicato i suoi legali, Stefano Panconesi e Alessandro Mencarelli, che hanno annunciato l’intenzione di nominare “in tempi brevi un consulente tecnico, uno specialista psichiatrico, che metta Laura Scuderi in condizioni di aiutarla a capire e a far capire quello che è successo“.
L’avvocato Mencarelli ha aggiunto:
Sono stato a trovare la maestra Scuderi a Sollicciano. La situazione è oggettivamente difficile: ma lei se ne è resa consapevole ed è pronta ad affrontarla. Si tratta di affrontare la vicenda facendo sì che questa ferita possa essere sanata per tutti, per la mia assistita, per l’altra maestra, per i bambini e lo loro famiglie.

Il gip di Pistoia ha preso la sua decisione: Anna Laura Scuderi e Elena Pesce, le due educatrici arrestate con l’accusa di maltrattamento di minori, resteranno in carcere, quello di Sollicciano, dove sono state rinchiuse qualche giorno fa.
Le due, dopo esser state interrogate, sono state ricondotte nella cella che dividono, sorvegliate a vista per paura che le altre detenute possano far loro del male.
Nei vari spostamenti dentro e fuori dal carcere, infatti, le due hanno ricevuto molte minacce, “avete rovinato i bimbi, bastarde, adesso ci pensiamo noi“, insulti, sputi e lanci di oggetti e vista che le loro compagne di carcere continuano a minacciarle, non è escluso che le due donne possano venir trasferite in un’altra struttura.
E mentre Elena Pesce, 28 anni, continua a ripetere che si vergogna tanto per quello che ha fatto, Anna Laura Scuderi, 41 anni, riesce a dire qualcosa di più.
Della vicenda dei maltrattamenti all’asilo nido privato Cip e Ciop di Pistoia ci siamo occupati anche questa mattina. Ora possiamo mostrarvi il video che ha portato all’arresto delle due educatrici, Anna Laura Scuderi e Elena Pesce, attualmente rinchiuse nel carcere di Sollicciano.
Il video, girato dalle telecamere nascoste nell’edificio, è stato mostrato ieri sera in esclusiva dal Tg1 e, da quanto si è appreso, è solo una parte del girato mostrato ieri ai genitori dei bambini. Maggiori informazioni a seguire.

La vicenda dei maltrattamenti registrati all’asilo nido privato “Cip e Ciop” di Pistoia continua a far discutere, mentre le indagini proseguono e le due educatrici arrestate, Anna Laura Scuderi e Elena Pesce, sono rinchiuse nel carcere di Sollicciano.
Ieri i video ripresi dalle telecamere nascoste, piazzate dalla Polizia lo scorso agosto, sono stati mostrati a due coppie di genitori di bambini vittime di quei maltrattamenti.
Questo il commento di una di loro, Angela:
Le immagini sono nitidissime. Abbiamo visto Laura Scuderi prendere per i capelli mia figlia che ha 14 mesi con una tale violenza che ha sollevato il seggiolone. Poi, tenendole la testa reclinata indietro, l’ha ingozzata di cibo e le ha premuto il bavagliolino sul viso per non farla sputare. Quella non è una donna, è una bestia. E alle mamme che pensano che la polizia abbia sbagliato ad arrestare la Scuderi e la Pesce, dico di guardare quelle immagini: era un lager non un asilo.

Sull’asilo degli orrori di Pistoia, l’asilo Cip & Ciop, ha scritto ieri Daniele: Anna Scuderi, 41 anni, ed Elena Pesce, 28 anni, maltrattavano i bambini loro affidati in maniera brutale. E i genitori, sapevano: c’era chi aveva ritirato i i figli dopo avergli visto dei lividi sospetti. Ma c’è anche chi giustifica le maestre: erano “un po’ severe”, non dei mostri. Il metodo educativo era tutto sommato valido. Considerazioni che ogni genitore fa per sé, chiaro. Sarà il processo a sciogliere questo dubbio: leggo sul Corriere Fiorentino:
la signora Greta Mazzei, madre di un bimbo di due anni, che manifesta solidarietà alle maestre. «Prima di iscrivere mio figlio all’asilo nido avevo raccolte tutte le informazioni sulla scuola. La maestra era descritta come una persona rigida, ma tutti mi avevano detto che i suoi metodi educativi erano validi». Nel pomeriggio poi, circa 60 genitori dei bambini dell’asilo nido sono state ricevute dall’assessore comunale all’istruzione, Rosanna Moroni, e dalle dirigenti del servizio. «Hanno ribadito che i loro bambini erano sereni e che loro erano soddisfatti del servizio - ha detto Moroni - Soltanto alcuni hanno detto che negli ultimi tempi i figli avevano manifestato disagio, piangendo per non andare all’asilo»
Ora: di certo, il video che ha fatto scattare le manette ai polsi c’è, e come si legge su la Nazione è un video tremendo…
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Anna Scuderi, 41 anni, ed Elena Pesce, 28 anni, rispettivamente responsabile e maestra dell’asilo nido “Cip-Ciop” di Pistoia, sono state arrestate questa mattina con l’accusa di maltrattamento di minori.
L’indagine era stata avviata lo scorso agosto, dopo che due donne avevano denunciato i metodi molto poco ortodossi usati dalla Pesce nei confronti dei loro figli.
Quello che le telecamere hanno ripreso stamattina ha fatto subito scattare l’arresto in flagranza di reato. Così lo descrive L’Unione Sarda:
Un bambino di otto-dieci mesi che vomita, gli schiaffi sulla sua nuca da parte di una educatrice, il piccolo che cade sul vomito e la donna che lo solleva da terra prendendolo per un braccio con violenza.

La pratica del sesso con animali non è certo cosa nuova, così come non lo è la prostituzione a domicilio. Quello che sembra piuttosto inusuale, invece, è che queste due pratiche si uniscano in un nuovo, se così si può dire, filone.
E’ quello che hanno scoperto all’Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, dopo che due pentiti della pratica sessuale con animali hanno denunciato che da qualche tempo sono sorti degli annunci di prostitute che offrivano le loro prestazioni includendo l’uso e l’abuso di animali domestici, come cani di piccola e grossa taglia o galline.
Grazie a questi due pentiti il presidente nazionale dell’Aidaa, Lorenzo Croce, ha identificato ventitré prostitute nel centro-nord Italia ed ha già inviato altrettante denunce alle rispettive procure, quelle di Milano, Aosta, Trieste, Roma, Asti e Firenze.
Una volta contrattato il prezzo le squillo (con animale al seguito) raggiungevano il cliente nella sua abitazione dove si consumava oltre alla prestazione erotica anche la violenza sull’animale. I prezzi della prestazione variano dai 200 ai 500 euro per una prestazione singola, mentre si arriva a 3.000 euro a notte (comprensivo di pappa per il cane, come si legge in un annuncio).