
Gli uomini della Mobile di Brindisi e del Commissariato di Mesagne hanno arrestato Massimo Pasimeni, in passato considerato uno dei boss della Sacra Corona Unita. “Piccolo dente”, questo il soprannome dell’uomo, è accusato di estorsione aggravata, di aver taglieggiato dei commercianti e di associazione per delinquere di stampo mafioso. Tintinnar di manette anche per la moglie di Pasimeni e altre due persone accusate di aver usufruito di denaro e beni di provenienza illecita.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip di Lecce, Andrea Lisi, su richiesta del pm della Distrettuale antimafia salentina Giorgio Lino Bruno. Pasimeni, secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini, avrebbe taglieggiato un negoziante e costretto un concessionario di auto a cedere veicoli usati in cambio di pagamenti occasionali molto dilazionati nel tempo.
Le autovetture sarebbero state poi messe in vendita in un autosalone intestato ad altre persone ma di proprietà - secondo gli investigatori - di Pasimeni. Nel 2002 l’uomo era stato accusato di essere tra i capi della Nuova Scu:
Erano in quattro, tutti di Mesagne, a guidare la “Nuova sacra corona libera”, organizzazione nata dalla rigenerazione della Sacra corona unita smantellata ieri, con un blitz condotto dai carabinieri (…). A capo della nuova “Sacra corona” c’ erano - secondo gli investigatori - Massimo Pasimeni, di 34 anni, Giuseppe Gagliardi, di 36, entrambi detenuti da tempo, il fratello di Giuseppe Gagliardi, Carlo, di 27 anni, che è stato rintracciato nelle ultime ore e catturato a Monfalcone (Gorizia) e Francesco Campana, di 29 anni, arrestato a Desenzano del Garda (Brescia).
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