Vi ho parlato proprio ieri di certa mia insofferenza verso quei giornalisti e critici che liquidano fin troppo sbrigativamente alcuni romanzi e indagini su mafia e camorra in uscita in questi mesi, bollandoli come “moda” nata dopo il successo di Roberto Saviano.
A mio modo di vedere bisognerebbe sempre, prima di tutto, leggere l’opera in questione e quindi discutere eventualmente caso per caso. E penso anche che, per quanto scritto in modo sbrigativo e superficiale, un libro sulla camorra possa valere in linea di principio ben di più dell’ennesima miniserie televisiva preconfezionata.
Spero che questo sia il caso anche de “L’impero della camorra”, uscito di recente per Newton Compton e scritto da Simone Di Meo, un giornalista che si occupa da tempo di camorra e casi giudiziari sia dalle pagine del quotidiano “Cronache di Napoli” che all’interno del network televisivo Italia Mia.
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