Tutti gli articoli con tag lombardia

Operazione Pavone 2: ventidue arresti per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti

pubblicato da Daniele Particelli in: Droga e Narcotraffico Bande e delinquenti

hashish

E’ stata sgominata in queste ore un’organizzazione di narcotrafficanti dedita all’importazione di grandi quantitativi di hashish dal Marocco.

Ventidue persone sono finite in manette tra Italia, Germania, Francia e Svizzera nel corso di un’operazione, denominata “Pavone 2“, coordinata dai Carabinieri del Ros.

L’organizzazione faceva partire la droga dal Marocco a bordo di grosse imbarcazioni a vela e una volta arrivata in Spagna veniva caricata su Camper provvisti di uno speciale doppiofondo. In questo modo la droga riusciva a passare inosservata e a giungere in Lombardia, dove veniva commercializzata.

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Pedopornografia online: 11 arresti tra Marche, Campania, Puglia e Lombardia

pubblicato da Daniele Particelli in: Inchieste e processi Foto e video

pedopornografia

Undici persone sono state arrestate tra Marche, Campania, Puglia e Lombardia con l’accusa di aver scambiato materiale pedopornografico attraverso internet.

Il materiale - principalmente foto provenienti dai paesi dell’est - veniva scambiato tramite eMule, uno dei software open source di condivisione file più utilizzato.

La Polizia Postale di Bari, dopo aver individuato i file in questione, ha estrapolato un elenco di utenti che li aveva scaricati e continuava a tenerli in condivisione alla portata di tutti.

Da lì sono risaliti agli indirizzi IP, sono partite le perquisizioni e sono scattati gli arresti: sei persone sono state portare in carcere, quattro sono finite ai domiciliari, mentre ad un altro è stato vietato l’uso dei computer.

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'Ndrangheta a Milano. Imprenditori corrotti a braccetto dei boss in vista dell'Expo 2015: 17 arresti

pubblicato da Fabio Mascagna in: Ndrangheta

ndrine calabresi a milano

17 arresti, 48 indagati e sequestro di beni immobili per 5 milioni di euro. Questo è il risultato al termine della maxi-operazione “Parco Sud” che ha portato ad una chiara accusa: asso­ciazione per delinquere di stampo mafioso. Imprenditori lombardi, amministratori locali, persino un cancelliere del Tribunale di Milano a braccetto con i boss delle famiglie Barbaro e Papalia di Platì riportano alla luce il problema delle infiltrazioni mafiose al Nord che spesso, per miopia - a voler essere indulgenti - si fa finta di non vedere. L’intervento di Letizia Moratti nell’ormai nota puntata di Annozero ne è un esempio lampante: la mafia a Milano non c’è. Tant’è che venne bocciata la Commissione Antimafia per vigilare sull’Expo 2015.

Ma poi salta fuori questa brutta storia di infiltrazioni mafiose soprattutto nell’ambito del movimento terra e dello smaltimento rifiuti di cui la ‘ndrangheta ha il monopolio. Magari ora bisognerà fare qualche passo indietro. Lo hanno scritto più volte anche i nostri amici milanesi di 02blog citando un’inchiesta de Il Sole 24 Ore che presentava la Lombardia come ponte di comando per la ‘ndrangheta. E sempre su 02blog Gabriele, pubblicando la mappa delle cosche a Milano, si chiedeva “Sempre tutto tranquillo per quanto riguarda gli appalti per l’Expo 2015?”

A quanto pare no, anche se il procuratore capo Manlio Minale usa i piedi di piombo:

Certamente c’è un interesse. Lavoriamo sempre sugli interessi che i lavori dell’Expo possono creare per le organizzazioni mafiose, anche se al momento non ci risultano riferimenti diretti di infiltrazioni. L’esclusione del movimento terra dai contratti rimane una porta aperta per le cosche

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Guardia di Finanza: maxi sequestro di gioielleria contraffatta, 34 persone denunciate tra il Veneto e la Toscana

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero Truffe e raggiri

gioielli_contraffatti

Realizzavano copie perfette di gioielli di noti marchi, poi le mettevano in vendita spacciandoli per originali: da orecchini a bracciali, collane e pendenti simili in tutto e per tutto ai prodotti di Versace, Chanel, Gucci e così via.

Una vicenda tutta italiana scoperta in queste ore dalla Guardia di Finanza di Venezia: i prodotti venivano commissionati a diversi maestri orafi con sedi tra l’aretino e il vicentino, mentre i circa mille punti vendita erano sparsi tra l’Emilia Romagna, il Veneto, Friuli, Lombardia e Toscana.

Un’operazione che ha portato al sequestro di circa 85mila pezzi falsificati, per un valore complessivo di oltre sette milioni di euro, oltre ai materiali necessari alla contraffazione. Denunciate 34 persone per contraffazione e frode, ma l’indagine non è ancora conclusa e il numero potrebbe salire ulteriormente.

Via | Quotidiano

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Milano: 77enne tenta furto in un supermercato, denunciata a piede libero

pubblicato da Daniele Particelli in: Strano ma vero Furti e ladri

corso Lodi a Milano

Vedova, pensionata e proprietaria di un appartamento: è la descrizione della signora 77enne denunciata oggi a Milano per aver tentato di rubare beni del valore complessivo di 200 euro da un supermercato di corso Lodi.

Ha riempito il carrello di vari articoli, forbici, vestiti e materiale elettrico, poi si è recata all’uscita senza passare per la cassa: il sistema anti-taccheggio ha allertato la sicurezza del negozio che ha prontamente fermato la signora e chiamato la polizia.

La donna, una volta di fronte ai militari, avrebbe dichiarato stizzita di non aver rubato per necessità. E’ stata denunciata a piede libero.

Via | Telelombardia

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Vandalismo sulla linea ferroviaria Milano-Varese: individuati i 5 minorenni responsabili

pubblicato da Daniele Particelli in: Vandalismo

binari_treno

I primi episodi di vandalismo sulla linea ferroviaria Milano-Varese si sono verificati a dicembre con grossi ostacoli, come sassi, tombini e bastoni, collocati sui binari, che hanno interrotto più di una volta la corsa dei treni.

Fortunatamente non ci sono mai stati feriti o deragliamenti - in un’occasione si è pensato ad un attacco terroristico - ma solo forti disagi e ritardi in tutta la zona.

Ci sono voluti diversi appostamenti della Polfer di Rho per individuare i responsabili, fermati la notte del 4 gennaio dopo che avevano di nuovo interrotto il percorso del treno: si tratta di cinque bambini, due 13enni, due 14enni e addirittura uno di 9, fratello di uno degli altri, che volevano solo «sentire il botto quando il treno arrivava».

Di fronte a situazioni simili viene inevitabilmente da farsi delle domande sui genitori. Beh, ecco la risposta che uno di loro ha dato agli investigatori: «Perché non andate a catturare Totò Riina, invece di occuparvi dei giochi dei ragazzi?»

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Sparatoria nel Bergamasco: arrestati tre immigrati albanesi

pubblicato da Daniele Particelli in: Bande e delinquenti

sparatoria_bergamasco

Sei immigrati albanesi coinvolti, tre quelli arrestati, di 22, 24 e 25 anni. Questi i numeri della sparatoria avvenuta nel primo pomeriggio di ieri due passi dalle giostre per bambini, nella piazza del mercato a Romano di Lombardia.

Si erano dati appuntamento, forse per chiarire un precedente diverbio. Quattro di loro si trovavano già sul luogo quando due sono arrivati in auto: uno è sceso ed ha fatto fuoco contro quelli a terra, ferendone uno alla gamba. Poi se l’è data a gambe lasciando il suo “complice” in balia dei tre non feriti, che hanno iniziato a picchiarlo selvaggiamente fino all’arrivo delle autorità.

I due feriti sono stati portati all’ospedale e poi arrestati, uno soltanto per rissa, l’altro anche per detenzione illegale di arma da fuoco e tentato omicidio. Un terzo albanese è stato rintracciato poco dopo.

Via | L’Eco di Bergamo

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Milano? E' la nuova capitale della 'ndrangheta

pubblicato da gabriele ferraresi in: Ndrangheta

Enzo Macrì, sostituto procuratore nazionale antimafia, ha confermato che Milano è la vera capitale della ndrangheta: potete leggere tutte le sue dichiarazioni sul Messaggero, ma non è lì che voglio arrivare. A Milano infatti magari la mafia, la piovra, quella da commissario Cattani per capirci, non c’è più, mentre prolifera coma una oscena escrescenza cancerosa la simpatica ndrangheta. Come nel caso dell’ortomercato, di cui qui sotto potete leggere un pezzo relativo ad un blitz di qualche tempo fa:

la mafia, quella vera, a Milano c’è ancora. C’è la ‘ndrangheta, per la precisione. Un’indagine condotta dalla questura milanese, in collaborazione con le polizie di mezzo mondo, ha portato all’arresto di venti persone legate, secondo la tesi degli inquirenti, al clan calabrese dei Morabito – Bruzzantini – Palamara e al sequestro di 250 chili di cocaina. L’organizzazione messa in piedi dalla malavita calabrese aveva lo scopo di riciclare il denaro derivante dallo spaccio di stupefacenti, tramite cooperative orbitanti attorno all’Ortomercato milanese

Il fatto è uno solo: ovvero la maniera più sotterranea con cui le organizzazioni criminali riescono ad agire nel Nord Italia, inserendosi in un tessuto sociale dove magari non muori in ospedale per malasanità - ma la vicenda della S. Rita qualche dubbio l’ha fatto venire a tutti - ed è molto più proficuo fare affari in borsa, o nel mercato immobiliare, che mettersi a sparacchiare per strada al boss rivale:

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Clinica degli orrori: dalla S. Rita fino a chissà dove

pubblicato da gabriele ferraresi in: Piccoli omicidi senza importanza Clinica S. Rita

La sensazione è che il calderone della Sanità lombarda abbia qualche bolla di troppo e che la clinica degli orrori del S. Rita potrebbe essere solo il primo di tanti coperchi a saltar via nel prossimo futuro. Dice Formigoni oggi a Repubblica:

Le attività di controllo sulla sanità sono continue anche ora - ammette lo stesso Formigoni - così come le segnalazioni alla guardia di finanza e alla magistratura. Segnalazioni sono state fatte anche nei mesi scorsi. È possibile che emergano altri casi. Sapevamo delle verifiche in corso alla Santa Rita e sappiamo oggi che sono in corso altre verifiche. In ogni caso la sospensione della convenzione non è un atto tardivo. Ci siamo mossi appena la magistratura ha ipotizzato i reati.

Possiamo credere al nostro Governator, oppure no. Però a voler leggere quello che riporta l’Espresso:

se alla Asl qualcuno faceva il pesce in barile, l’inchiesta milanese ha rilevato che le inadempienze stanno più in alto. Nello stesso sistema di controlli messo in piedi dalla Regione Lombardia, francamente a maglia larga. Basti pensare che la regola regionale era quella di esaminare soltanto il 5 per cento delle cartelle di ogni istituto. Non solo, era sempre l’assessorato alla Sanità a stabilire che i controlli fossero preannunciati con almeno 48 ore di anticipo e che i funzionari dovessero specificare alla struttura da controllare quali cartelle cliniche sarebbero state prelevate. Un sistema che sembra fatto apposta per coprire chi vuole nascondere cartelle cliniche truccate

Qualche sospetto viene. E tutte quelle cose che dicevamo quando il nonno preferiva andare a farsi operare nella clinica privata e farsi rimborsare tutto, vengono a galla. Avete presente? “Nonno, qua ti operano anche se non hai bisogno”. Risultato, l’anziano parente muore per le complicazioni di un macellaio da sala operatoria. E se è capitato a me, credo sia capitato anche a qualcun altro.

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Arrestati medici ed ex dirigenti della Clinica Santa Rita: novanta episodi di lesioni gravissime

pubblicato da gabriele ferraresi in: Corruzione Truffe e raggiri Clinica S. Rita


Come riferito su 02blog, stamane all’alba un blitz delle fiamme gialle ha portato al fermo di medici ed ex dirigenti della casa di cura Santa Rita di Milano:

sulla base delle ordinanze firmate dal gip Micaela Curami e dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano. L’inchiesta culminata nel blitz mattutino - di lunedì mattina poi, c’è qualcosa di peggio che essere arrestati di lunedì mattina? - riguarda presunti rimborsi gonfiati della casa di cura

In realtà con il passare delle ore sono venute fuori le accuse, molto più gravi di quanto si pensasse inizialmente. C’è anche un omicidio volontario :

Sono novanta gli episodi di lesioni gravi e gravissime contestati agli indagati. In cinque casi il reato sarebbe l’omicidio volontario. Secondo l’accusa i medici avrebbero condotto decine di operazioni con l’unico scopo di ottenere un rimborso dal Servizio Sanitario, rimborso che sembrerebbe ammontare a due milioni e mezzo di euro circa. I pazienti operati inutilmente non venivano messi al corrente dei rischi che correvano e in cinque casi gli interventi si sarebbero rivelati fatali

Una sanità, quella lombarda, efficiente, ma che si presta spesso a questo genere di truffe; in cui non è la prima volta che la Clinica Santa Rita viene pizzicata, come potete leggere in questo pezzo d’archivio di Repubblica. Anche se non è che in Piemonte ce la si passi meglio, come ricorda questo articolo preso dall’archivio del Corriere sulle valvole cardiache difettose.

Foto: pallamaio, Flickr

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