Tutti gli articoli con tag intercettazioni

Aggredì a coltellate l'agricoltore Salvatore Lochi a Manduria, 33enne romeno arrestato per tentato omicidio

pubblicato da Daniele Particelli in: Estorsione e racket Strano ma vero

aggressioneSalvatore Lochi

E’ stato identificato ieri il responsabile della violenta aggressione all’agricoltore Salvatore Lochi, 59 anni, ferito quasi mortalmente a Manduria, in provincia di Taranto, domenica scorsa.

Si tratta di un cittadino romeno di 33 anni, che saltuariamente assisteva i genitori della vittima: le autorità hanno reso noto che il 33enne avrebbe tentato di estorcere soldi a Lochi.

Gli servivano circa mille euro per un viaggio in Romania con la moglie e le due figlie e di fronte all’ennesimo rifiuto di Lochi non ci ha visto più.

L’ha accoltellato all’addome, al braccio e al torace, poi l’ha abbandonato agonizzante vicino ad un cassonetto dei rifiuti.

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Pedofilia: arrestato pensionato 75enne a Torino per aver abusato più volte della figlia di amici di famiglia residenti in Sicilia

pubblicato da Daniele Particelli in: Violenza Sessuale

pedofilia

Dopo l’arresto di qualche giorno fa nel Bresciano, oggi un altro pedofilo è finito dietro le sbarre, questa volta a Torino.

Si tratta di un pensionato di 75 anni, arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata e atti osceni nei confronti di una minorenne siciliana, figlia di alcuni amici di famiglia. L’uomo, residente a Torino, avrebbe abusato più volte, per diversi anni, della bambina nel corso della sue visite ai genitori di lei.

La vittima alla fine ha ceduto ed ha confessato tutto, facendo così partire le indagini che, grazie ad intercettazioni ambientali e pedinamenti, hanno condotto all’arresto dell’uomo, che al momento si trova agli arresti domiciliari.

L’operazione è stata condotta dalla squadra mobile di Trapani in collaborazione con quella di Torino.

Via | Leggo

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Traffico di droga all'Olanda alla Sardegna: otto arresti a Sassari

pubblicato da Daniele Particelli in: Droga e Narcotraffico

Cocaina

Dopo un anno di indagini ed intercettazioni ambientali, la Squadra Mobile della Questura di Sassari, in collaborazione con la Dda di Cagliari, ha sgominato una banda di trafficanti di droga che riusciva ad importare cocaina ed ecstasy dall’Olanda alla Sardegna.

I corrieri partivano dall’Olanda trasportando la cocaina in ovuli da circa 250 grammi, facevano tappa a Venezia, dove avevano una base, e infine giungevano in Sardegna, dove riuscivano a coprire tutta la zona nord della regione.

Otto le persone finite in manette: Antonio Chighine, 53 anni, Nicola Marongiu, 36, che al momento si trovavano agli arresti domiciliari, Leonardo Ibba, 37 anni, Vittorio Marongiu e Anna Marongiu, rispettivamente fratello e sorella di Nicola, Luca Chessa, 32 anni, Roberto Piga, 31, e Salvatore Madeddu, 36 anni.

Si calcola che nel corso del 2008, con circa 4 o 5 viaggi dall’Olanda, il gruppetto sia riuscito a piazzare sul mercato almeno un chilo di cocaina purissima, con un guadagno di circa 80 mila euro.

Via | L’Unione Sarda

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Bancarotta IES SPA: 5 arresti per distrazione, dissipazione e ricettazione del patrimonio della società che forniva intercettazioni telefoniche e ambientali alle Procure.

pubblicato da Fabio Mascagna in: Reati finanziari

Bancarotta fraudolenta Ies Spa
La notizia è che la Procura di Milano ha arrestato cinque persone con l’accusa di bancarotta fraudolenta, distrazione, dissipazione e ricettazione fallimentare del patrimonio della IES S.p.a., società costituita nel 1978 e formalmente fallita nel 2007. Sulla ragione sociale della IES c’è scritto “Sistemi di sicurezza e telecomunicazioni”, ma la reale - e più redditizia - attività aveva come ambiti operativi:

il settore della sicurezza, al servizio di una clientela privata e il settore delle intercettazioni telefoniche e servizi di intelligence al servizio della pubblica amministrazione

Intercettazioni telefoniche ed ambientali. Qualcosa dovrebbe già iniziare a ricordarvi qualcosa. Per l’inchiesta di cui stiamo parlando è finito in carcere il titolare della IES, il 56enne Vittorio Bosone, accusato di tutti i reati sopra elencati. Gli altri quattro solo di ricettazione fallimentare, tra questi anche un ex colonnello delle forze armate di Viterbo.

Bosone avrebbe costantemente depauperato il patrimonio sociale per una cifra attorno al milione di euro, più altri milioni in attrezzature informatiche, per - e che te lo dico a fare - un puro arricchimento personale. In tutto questo illecite cessioni di attrezzature e “risorse distratte” ad altre società conniventi, la Global Intelligence srl e Italcons srl.

Ma il nome di questo Bosone non vi ricorda qualcosa? Certo che sì.

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Giovanni Piscitelli, sindaco di Cervino, ucciso e bruciato nel febbraio 2008: arrestati i due presunti assassini

pubblicato da Daniele Particelli in: Omicidi-Suicidi

Omicidio_Piscitelli_Cervino

Era stato tramortito con un violento colpo al collo, poi legato con del fil di ferro ed infine bruciato in località “I Lebbrosi”, nel Comune di Cervino, nel casertano. E’ accaduto nella notte tra il 28 e il 28 febbraio del 2008 e la vittima è risultata essere proprio il sindaco del paese, il 52enne Giovanni Piscitelli, eletto nel 2004 a capo di una lista civica di centrosinistra.

Per mesi si è indagato sul suo omicidio, si è cercato di ricostruire le sue ultime ore e dalle testimonianze raccolte era emerso che a carico di Piscitelli pendevano diversi procedimenti penali che andavano da concussione a corruzione, da falso in atto pubblico a potesi di reato di abuso d’ufficio.

Da lì l’idea che potesse essersi trattato di un omicidio di camorra, ma anche questa pista non portò a nulla di concreto: si iniziò ad indagare, allora, sulle persone che era solito frequentare e dopo mesi di intercettazioni telefoniche, pedinamenti ed interrogatori emersero due nomi, Pietro Esposito Acanfora e Vincenzo Vigliotti.

Quest’ultimo, imprenditore edile di 43 anni ed oppositore politico, era da sempre in contrasto con Piscitelli e pare che negli ultimi tempi il sindaco aveva cercato di ostacolare i suoi abusi edilizi. Anche Esposito Acanfora, ingegnere di 36 anni, non vedeva di buon occhio Piscitelli, tanto che aveva iniziato ad estrometterlo dall’affidamento dei lavori ordinari nel comune.

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Video: la versione di Genchi su La7

pubblicato da gabriele ferraresi in: Criminalità organizzata

Di Gioacchino Genchi ci eravamo occupati spesso in passato. Oggi vi proponiamo una sua intervista rilasciata alle telecamere di La7, in due parti - la seconda la trovate dopo il salto. Quali gli sviluppi della vicenda? Che Tra Genchi e De Magistris, saltano fuori i Ros, di cui si parla su Left e in un pezzo del Velino

Mentre la Procura di Roma indaga su di loro (…) continuano a concedere interviste ai giornali e alle televisioni. Genchi, perquisito dai Ros dei carabinieri, dichiara in un’intervista al settimanale “Left” che il Ros indaga su di lui perché “si sono voluti pulire i coltelli perché è dal 1989 che mi imbatto in porcherie fatte dai Ros”

Inutile continuare a spiegare quanto scritto già in passato, intanto, nei giorni scorsi è stato sequestrato il fantomatico archivio Genchi:

Genchi «acquisiva, elaborava e trattava illecitamente i tabulati telefonici in uso a parlamentari, intenzionalmente arrecando agli stessi un danno ingiusto consistente nella conoscibilità di dati interni di traffico relativi alle loro comunicazioni, in assenza di vaglio ed autorizzazione preventiva delle Camere di appartenenza »; violando in questo modo, le garanzie sancite dalla Costituzione per deputati e senatori

Dopo il salto la seconda parte del video.

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Gioacchino Genchi? Non intercetta, analizza tabulati

pubblicato da gabriele ferraresi in: Investigatori e detective

genchi bn berlusconi

La mente umana attua strategie definite euristiche, per risparmiare energie. In estrema sintesi, dai qualcosa per scontato, semplifichi, scarnifichi, banalizzi tutto: una strategia comunicativa che il premier Silvio Berlusconi conosce benissimo come vincente, per conquistare consensi. E’ il caso della vicenda in cui sta tirando in mezzo Gioacchino Genchi, di cui avevamo parlato tempo fa su crimeblog, e su cui oggi si scatenano i commenti su polisblog.

Il più grande scandalo della Seconda Repubblica“. Forse SB intendeva “Dopo la mia vittoria alle scorse elezioni”. Uhm, no, non intendeva quello:

Berlusconi è pronto per il blitz (un decreto del governo in forma di legge?) che sottrarrà alle indagini giudiziarie l’ascolto telefonico e ai pubblici ministeri l conduzione delle inchieste (saranno “avvocati della polizia”). Per far ingoiare ai suoi alleati recalcitranti e all’opinione pubblica il provvedimento, intorbida le acque. Modifica i fatti. Capovolge la verità. Grida di “intercettazioni”. Annuncia “uno scandalo che sarà il più grande della Repubblica”

e questo si legge in un gran pezzo di Giuseppe d’Avanzo su Repubblica di oggi. In cui, per chi volesse saperlo, si spiega il ruolo di Genchi, il superconsulente che nell’immaginario arcoriano è l’Harry Caul de “La Conversazione”. E invece? E’ uno che non ascolta un bel niente. Mettetevelo in testa: Gioacchino Genchi non intercetta nessuno, non ascolta, analizza tabulati telefonici. Vede se X ha parlato con Y, non sa cosa X abbia detto a Y.

Genchi su L’Europeo: il buon intercettatore
Genchi su L'Europeo: il buon intercettatoreGenchi su L'Europeo: il buon intercettatoreGenchi su L'Europeo: il buon intercettatoreGenchi su L'Europeo: il buon intercettatoreGenchi su L'Europeo: il buon intercettatore

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Convalidato l'arresto di Giuseppe Setola: ecco l'audio registrato prima e durante le stragi

pubblicato da Daniele Particelli in: Camorra Boss Bande e delinquenti

Documento shock pubblicato in esclusiva da La Repubblica: l’audio dell’ultimo colpo messo a segno dal clan dei Casalesi, guidati dal boss Giuseppe Setola, arrestato pochi giorni fa a Mignano Montelungo, nel Casertano.

La registrazione, che potete trovare qui nella sua interezza, documenta ben due tentati omicidi avvenuti il 12 dicembre scorso a Trentola Ducenta, quelli di Salvatore Orabona e Pietro Falcone, nemici del clan dei Casalesi.

Il commando è stato capitanato da Giuseppe Setola in persona e quella sera ha esploso più di cento colpi, tra kalashnikov e semiautomatiche, senza però riuscire a colpire i bersagli stabiliti.

L’audio, registrato grazie ad una microspia piazzata dai carabinieri in un’auto utilizzata quella sera da Setola, è già agghiacciante di per sé e non ha bisogno di ulteriori commenti.

Ma noi quando arriviamo là sopra, chi vogliamo trovare?
Ci vuole una botta in faccia. Dobbiamo uccidere tutti e due

Via | SkyTg24

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Rimini: foto e dichiarazioni degli incendiari del clochard

pubblicato da Daniele Particelli in: Vandalismo

Enrico Giovanardi

Ieri vi abbiamo rivelato i loro nomi, oggi ecco i volti e le agghiaccianti dichiarazioni dei quattro responsabili del tentato omicidio di Andrea Severi, il clochard incendiato a Rimini poche settimane fa.

I quattro giovani erano stati individuati già due giorni dopo l’accaduto, grazie alla segnalazione di un testimone oculare, e nei giorni successivi gli inquirenti si sono occupati di seguire i loro movimenti, ascoltare le loro conversazioni con l’aiuto di cimici sapientemente nascoste.

Come riporta oggi il Corriere Della Sera, il barista 20enne Alessandro Bruschi, il coetaneo Fabio Volanti e i due 19enni Matteo Pagliarani ed Enrico Giovanardi (nella foto in alto), volevano movimentare le loro serate, sentirsi importanti e quale modo migliore che vedere le propria gesta finire sui giornali?

«Dovevi vederlo il barbone dentro al fuoco… Gli ho buttato addosso tutta la benzina che avevo. Lui non fiatava, dormiva…. Dovevi vederlo. Le fiamme che si alzavano. E quello lì che fa uno scatto e poi casca dritto… Avessi visto come si dimenava, urlava, quante fiamme! Poi siamo dovuti scappare…».

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Abusa per mesi della nipote tredicenne: arrestato 70enne a Fermo

pubblicato da Daniele Particelli in: Violenza Sessuale

pedofilia_fermoDopo la notizia di questa mattina sul barista bergamasco che avrebbe abusato delle sue giovani dipendenti, torniamo di nuovo a parlare di pedofilia, questa volta in ambito familiare.

Una bambina di 13 anni residente a Fermo sarebbe stata violentata per mesi dallo zio settantenne, G.M., fin quando la bambina ha trovato la forza di denunciare tutto alla madre.

Le indagini che hanno portato all’arresto dell’uomo sono iniziate mesi fa, quando una pattuglia dei carabinieri di Montegranaro aveva sorpreso l’anziano signore appartato in un’auto insieme alla ragazzina. Alla vista dei militari la giovane, forse a seguito di minacce da parte dello zio, aveva negato ogni violenza.

Ovviamente la cosa non è finita: gli investigatori hanno avvisato la madre della bambina ed hanno poi iniziato a pedinare l’uomo. Nel frattempo la 13enne ha trovato la forza per confessare tutto alla madre.

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