
La Squadra Mobile di Caserta ha portato a termine stamane una importante operazione contro il clan dei Casalesi, arrestando Franco Letizia, 32enne cugino di Giovanni Letizia, nonchè uno dei sicari del team di killer capitanato da Giuseppe Setola. L’arresto è avvenuto a San Cipriano d’Aversa, insieme a Letizia, sono stati arrestati anche Antonio Diana e Carlo Corvino.
Franco Letizia è ritenuto dagli investigatori uno dei fedelissimi del boss Francesco Bidognetti - sul link trovate una Bidognetti story - attualmente detenuto in carcere in regime di 41bis. Nonostante il carcere duro, sarebbero stati ritrovati nell’appartamento dove si nascondeva Letizia, in via Cilea a San Cipriano d’Aversa diversi “pizzini” con messaggi da decifrare.
Non solo: a Napoli, sempre in queste ore è in corso un’altra operazione di Polizia, ma contro il clan Amato-Pagano - scissionisti, opposti al clan di Lauro - sono circa un centinaio le ordinanze di custodia cautelare in carcere, con accuse che vanno da omicidio a traffico di sostanze stupefacenti, fino al riciclaggio di denaro sporco.
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Nuovo duro colpo al clan dei Casalesi dopo il blitz della notte scorsa che ha portato all’arresto di altre otto persone ritenute affiliate al clan responsabile della strage di Castelvolturno poco meno di un mese fa.
A fine settembre le forze dell’ordine di Caserta avevano coordinato un’altra operazione, di cui vi abbiamo parlato qui, durante la quale erano finiti in manette tre dei presunti esecutori materiali del massacro di quel 19 settembre: Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia e Oreste Spagnuolo.
E proprio la collaborazione con quest’ultimo, pentitosi, sarebbe stata fondamentale nelle indagini che hanno portato al blitz di ieri. Spagnuolo, infatti, dopo l’arresto ha deciso di aiutare la giustizia e grazie alle informazioni rivelate alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, sono stati emessi ben 10 provvedimenti di fermo.
Continua a leggere: Nuovi blitz contro i Casalesi: 8 arresti grazie alla collaborazione di Spagnuolo
Non ci sono foto (qui a lato c’è Domenico Bidognetti): ripubblichiamo quelle dei soci, di Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia. La sua, manca: Setola è ancora in fuga, è lui il tassello che manca ancora agli inquirenti per concludere l’operazione contro i cani sciolti casalesi rimasti. Giuseppe Setola, come vi avevamo raccontato, è uno che gode della considerazione di un criminale psicopatico tra i suoi colleghi camorristi.
C’è chi lo definisce, come il pentito Luigi Diana, “Un macellaio”, altri si limitano a confermare che si tratti di uno squilibrato pericoloso. Era uno che voleva crescere in fretta secondo i carabinieri che gli stanno addosso, uno che voleva risorgere, fondando un nuovo clan dalle ceneri del precedente, il clan Bidognetti, “infamato” dal pentimento di Domenico.
Del resto non si sa molto altro: si sa della fuga dall’ospedale, di cui vi avevamo raccontato in passato
Setola (…) è evaso facilmente dai domiciliari dopo che in una clinica di Pavia gli avevano diagnosticato una «grave patologia retinica». Ha utilizzato lo stesso escamotage dei boss Michele Zagaria e Walter Schiavone, scappati pure loro rocambolescamente da strutture sanitarie: il primo per un’ernia cervicale, il secondo per anoressia provocata da digiuno in cella
Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia: il gruppo di fuoco dei Casalesi







Nonostante le consuete polemiche tra i due ministeri, dell’Interno e delle Difesa, su chi debba decidere cosa, cinquecento parà della Folgore sono stati spediti in Campania, allo scopo di partecipare al repulisti - o al tentativo di - iniziato ormai qualche giorno fa. Che stava comunque dando ottimi frutti: tre latitanti dei Casalesi arrestati, e tre latitanti di un certo peso, gente che secondo gli inquirenti aveva preso parto al massacro di Castel Volturno. Insieme a Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, è finita in manette anche Giuseppina Nappa, la moglie di Francesco Schiavone, Sandokan. Ed oltre alle persone, i carabinieri sequestrano anche armi, beni immobili, auto di lusso, come la Ferrari dell’avvocato Mario Natale. Tra le armi da guerra, come riporta Interno 18, spiccano di sicuro i kalashnikov:
Con le armi che sono state sequestrate dai Carabinieri durante il blitz che ha portato all’arresto di tre presunti killer della camorra “sono stati compiuti altri 11 omicidi, oltre alla strage di Castel Volturno, e diversi atti intimidatori”. Lo ha detto il generale Franco Mottola in presenza di stampa ed autorità al comando provinciale dei carabinieri
Ora però passiamo la parola a voi: cosa ne pensate dell’utilizzo dei parà in Campania? Che cosa possono fare più dei Carabinieri o della Polizia?
Continua a leggere: Sondaggio: i parà della Folgore a Gomorra, cosa ne pensate?

Giuseppe Setola è ancora in fuga. Ma il blitz di ieri ha portato all’arresto di tre dei presunti esecutori materiali del massacro di Castel Volturno. E’ Gaetano Vassallo a raccontare di questi tre camorristi che l’inverno scorso, dopo il pentimento di Domenico Bidognetti, decidono di mettersi in proprio per quanto riguardava le loro attività criminose. Decidono di mettersi in proprio, e di formare un clan per conto loro
Alessandro Cirillo, del peso corporeo che supera il quintale, e’ ricercato per delitti commessi nel 1994 e nel ‘96. Oreste Spagnuolo, invece e’ considerato uno dei piu’ abili del gruppo di fuoco che ha iniziato a spargere sangue nel casertano dall’omicidio di Umberto Bidognetti padre del collaboratore di giustizia avvenuto il 2 maggio scorso. Giovanni Letizia e’ considerato invece un abile guidatore e non si esclude che proprio lui fosse alla guida dell’auto dei killer della strage degli immigrati a Castelvolturno. E’ stato accanto a Luigi Guida detto ‘o’ drink’, napoletano del quartiere Sanita’ passato a servizio con i Casalesi
Tra i beni sequestrati a questi camorristi che non avevano nulla, che so, della vita spartana di un mafioso come Bernardo Provenzano - all’avvocato del clan, Mario Natale, è stata sequestrata una Ferrari 550 - immobili per circa dieci milioni di euro, oltre ad armi da guerra come Uzi e Kalashnikov, “la paranza” come la chiamavano i Casalesi. Tra gli arrestati eccellenti anche Giuseppina Nappa, moglie di Francesco Schiavone, detto Sandokan. Una che quando le sono entrati i carabinieri in casa ha avuto la faccia di affermare:
“Che vi credete adesso, che avete salvato l’Italia?”
Il guaio è un altro però: e se avesse ragione lei?
Foto | Corriere e Repubblica
Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia: il gruppo di fuoco dei Casalesi





