
Dovrebbe celebrarsi oggi, tra tante polemiche e l’indignazione di molti, il matrimonio tra Angelo Izzo, il mostro del Circeo che sta attualmente scontando il suo secondo ergastolo, e la giornalista Donatella Papi.
Abbiamo usato il condizionale perchè c’è un piccolo problema che potrebbe mettere a rischio le nozze: i due non sono riusciti a trovare un testimone.
La Papi, a questo proposito, ha fatto sapere di aver iniziato per protesta uno sciopero della fame ed ha anche lanciato un appello affinchè qualcuno si faccia avanti e si proponga come testimone.

Signor Presidente Felipe Calderón, con tutto il rispetto che merita, ci permettiamo di chiederle aiuto per porre fine al CANCRO DEL PAESE, il veleno di combatte con il veleno. Ritiri l’esercito e la marina. CARTELLI DEL MESSICO uniti contro i LOS ZETAS.
E’ questo il contenuto di una decina di cartelli apparsi nelle ultime ore in alcune zona strategiche della città di Guadalajara, nello stato messicano di Jalisco.
Non è la prima volta che i cartelli della droga usano questa insolita forma di comunicazione. Se ben ricordate era già accaduto qualche settimana fa e il messaggio era pressochè lo stesso: “tutti uniti contro le bestie del male, i Los Zetas“.
C’è da aspettarsi, a questo punto, una risposta da parte di Calderon, ma anche - e questa è quasi certa - da parte del gruppo paramilitare dei Los Zetas.
Via | Diario La Estrella

La cosiddetta Broken Britain, di cui ci siamo occupati spesso, è più viva che mai: le ultime statistiche rivelano che ogni giorno in Inghilterra vengono condannati circa 160 giovani criminali.
Si va dai reati minori all’omicidio e la fascia di età è molto bassa: negli ultimi tre anni 114 studenti di scuola elementare sono stati condannati per episodi di violenza, mentre 176 hanno avuto una condanna per furto.
Analizzando i dati dal 1997 ad oggi si evince che i crimini commessi da ragazzini sono aumentati del 13%, nonostante le costosissime campagne di sensibiliazzione attuate dal governo.
Quando hai 10 o 11 anni e aggredisci un poliziotto o altri reati, è un chiaro esempio che le cose stanno andando davvero male.
Continua a leggere: Broken Britain: il crimine giovanile è salito del 13%

Una maxi operazione contro il gruppo armato dei Los Zetas è condotta nella città di Fresnillo, nello stato di Zacatecas, nel Messico Centrale.
Solo due le persone arrestate - due civili - ma tantissimo il materiale sequestrato: i militari hanno scoperto che a Fresnillo avevano una base i nuclei dei Los Zetas che operano in Zacatecas e Aguascalientes, stati del Messico centrale.
A rivelare i dettagli di questa operazione è stato il Ministero della Difesa:
Sono stati sequestrati 35 rimorchi, 17 camion di cui tre blindati, due chilogrammi di marijuana e un intero arsenale: 43 pistole, 28 fucili, 7 mila cartucce di vari calibri, esplosivi vari, attrezzature antisommossa. Sequestrata anche una BMW e diverse uniformi mimetiche di fabbricazione americana e circa 13 mila dollari in contati.
Continua a leggere: Messico: maxi sequestro ai danni dei Los Zetas

L’ennesimo scontro tra esercito e bande criminali ha portato all’arresto di quattordici presunti membri del gruppo paramilitare dei Los Zetas, di cui ci siamo occupati spesso nelle ultime settimane.
Lo scontro è avvenuto nello stato messicano di Chiapas e i dettagli sono stati resi noti da José Luis Solís Cortés, capo della Sicurezza e Protezione Cittadina:
La banda armata ha sequestrato il proprietario di un night club e gli agenti sono intervenuti. Sono stati gli stessi arrestati a dichiarare di essere dei membri di un’intera cellulare dei Los Zetas, la tredicesima arrestata fin’ora.
Il governo ha assicurato che dopo questo episodio i controlli nella zona verranno intensificata e le famiglie dei due agenti uccisi nello scontro riceveranno una pensione a vita.
Via | El Universal
Continua a leggere: Messico: 14 presunti membri dei Los Zetas arrestati nello stato del Chiapas

Solo due giorni fa vi avevamo parlato dei cinque corpi mutilati e decapitati rinvenuti a Palmillas, in Messico, quasi certamente vittime di un agguato dei Los Zetas.
Ieri il gruppo paramilitare associato al Cartello Del Golfo nell’ambito delle drug wars è tornato a colpire: sei corpi - cinque uomini e una donna - sono stati rinvenuti nei pressi della città messicana di Morelia, nello stato di Michoacan.
E’ stata un telefonata anonima ad allertare le autorità: i corpi erano stati disposti all’interno di un veicolo parcheggiato lungo una strada.
Tutti uccisi secondo il modus operandi ormai attribuito ai Los Zetas: mani e piedi legati, testa decapitata, bocca ed occhi tappati e una “Z” incisa sulla pelle.

Continua in Messico l’orrore delle drug wars, con la conta dei morti che non accenna a diminuire. Nel tardo pomeriggio di ieri a Palmillas, nello stato di Sinaloa, sono stati rinvenuti i corpi mutilati e decapitati di cinque giovani di età compresa tra i 20 e i 35 anni.
Insieme ai corpi è stato rinvenuto anche un messaggio, lasciato dagli autori del massacro, con un avvertimento per la popolazione, qualcosa come “questo è ciò che succede agli informatori“, e la rivendicazione di una zona chiamata “El Charco“.
Due dei corpi, inoltre, presentavano delle incisioni a forma di “Z“, chiara firma del gruppo armato dei Los Zetas, che opera in parte per il Cartello del Golfo e in parte in modo autonomo.

Nuovo importante arresto nell’ambito delle drug war messicane: ieri le autorità di Guadalajara hanno fermato Rogaciano Alba Álvarez, conosciuto come “El Roga“, figura collegata all’organizzazione criminale La Familia e al cartello di Sinaloa.
Alba Alvarez, 55 anni, è originario di Petatlan, nello stato messicano di Guerrero ed è ritenuto il principale responsabile del traffico di droga locale e del disboscamento dell’area.
La sua attività è iniziata quando aveva 19 anni: in pochi anni riuscì a prendere il controllo della locale associazione di bestiame e il suo potere crebbe velocemente, tanto che dal 1993 al 1996 viene eletto sindaco di Petatlan.
In quegli anni di leadership Alvarez stringe legami col cartello di Sinaloa e diventa amico dei supo principali leader, Ismael Zambada e Arturo Beltran Leyva, coi quali si divide il traffico di oppio, marijuana e cocaina della regione.

La polizia messicana ha arrestato ieri a Coatzacoalcos, nello stato messicano di Veracruz, 12 presunti membri dei Los Zetas, il gruppo paramilitare che opera per il cartello delo Golfo nell’ambito delle drug war di cui ci siamo occupati spesso nelle ultime settimane.
Le autorità hanno fatto irruzione in un’abitazione e fatto scattare le manette. I 12, tra cui tre donne, stavano tenendo in ostaggio tre persone ed erano armati fino ai denti: fucili, granate e diversi dispositivi di comunicazione.
I tre ostaggi sono stati liberati, mentre i 12 sono finiti in carcere. Gli uomini operavano come sicari e le tre donne arrestate sfruttavano il loro lavoro di ballerine per ottenere informazioni sulle potenziali vittime.
Via | AFP

Continua a salire la conta dei morti delle drug war messicane: protagonisti sono ancora una volta i Los Zetas, gruppo paramilitare che collabora col cartello del Golfo, ma opera anche in maniera indipendente.
Nella notte tra venerdì e sabato due persone sono morte e tre sono rimaste ferite in uno scontro a fuoco avvenuto nello stato settentrionale del Nuevo Leon.
Il ministero della difesa nazionale ha reso noti alcuni dettagli: lo scontro è avvenuto tra uomini dell’esercito e membri dei Los Zetas. In questo caso le autorità hanno avuto la meglio: due membri del gruppo paramilitare sono stati uccisi ed altri tre sono stati feriti.
Sei persone sono finite in manette e diverse armi sono state sequestrate: sei fucili, due bombe a mano, quattro veicoli e 725 cartucce di vari calibri.
Via | El Mundo
Continua a leggere: Messico drug war: uccisi due sicari dei Los Zetas, altri tre sono rimasti feriti