
Gioacchino Genchi è statao sospeso dalla Polizia: ne ha dato notizia lui stesso sul suo blog. Credo valga la pena di ripercorrere le tappe che hanno portato a tutto questo, che ci mostrano come il nostro sia un paese particolare, con la memoria singolarmente corta.
Prima tappa: chi è Gioacchino Genchi? Lo potete leggere nella sua biografia per esempio
Ho pure insegnato nelle Scuole di Polizia ed ho tenuto diversi interventi presso alcune Facoltà Universitarie. Dal 1996 ho svolto l’incarico di consulente tecnico dell’Autorità Giudiziaria in importanti indagini e processi penali. I risultati del mio lavoro sono consacrati in centinaia di ordinanze, di sentenze e di pronunce della Corte di Cassazione. Per una scelta puramente deontologica sono in aspettativa non retribuita dal giugno del 2000 dal Ministero dell’Interno. Ho così pure rinunciato volontariamente alla carriera in Polizia, quando ricoprivo già da oltre cinque anni la qualifica di Vice questore aggiunto
noi ne avevamo scritto mesi prima che iniziasse la tempesta. Perchè si parlava di lui mesi fa? Perchè era stato consulente di Luigi de Magistris nell’inchiesta Why Not? Se volete rileggete questa intervista a Edoardo Montolli, uno che su Genchi aveva scritto un pezzo su L’Europeo, qualche tempo fa. Infine, vi avevamo mostrato settimana scorsa, il video de “La Versione di Genchi”, in cui l’ex vice questore aggiunto, raccontava la sua verità. E in fondo, se gli altri possono attaccare, uno non deve potersi difendere? Forse in Italia, no.
Continua a leggere: Gioacchino Genchi sospeso dalla polizia: tutte le tappe della vicenda
Composto e misurato quanto il Sun oggi il Corriere lancia a pagina 16 una rivelazione sconvolgente: nel temibile (e presunto!) archivio di Gioacchino Genchi, ci sarebbero “un italiano su dieci”. E chi è Genchi, Dio? Perchè non vedo in che altro modo un essere umano potrebbe monitorare 5,987,293 persone, per l’esattezza. Magia, forse, o stregoneria. Infatti, leggendo il pezzo, si capisce che è solo un titolo ad effetto.
Di Genchi avevamo parlato spesso in passato, sia intervistando chi l’aveva conosciuto bene, sia cercando di spiegarvi come sia tutto uno specchietto per le allodole, la consueta opera di depistaggio, il “guarda là!” - l’archivio, inesistente - mentre ti rubo il portafoglio - il decreto intercettazioni e la separazione delle carriere pm/giudici.
Bando alla serietà: ehi tu! Non credi di essere uno dei sei milioni di italiani nell’Archivio?
Continua a leggere: Sondaggio: Archivio Genchi, ti senti intercettato anche tu?

Ognuno ha gli amici che si merita: uno dei miei è Edoardo Montolli, giornalista d’inchiesta di cui avevamo scritto spesso in passato.
Caso vuole che lui sia stato uno dei primi a scrivere di Gioacchino Genchi, quello che in questi giorni sta diventando “il superconsulente che fa tremare il Palazzo” secondo i più triti luoghi comuni della carta stampata e non. Abbiamo fatto una chiacchierata su Skype ed è venuta fuori l’intervista qui sotto. Buona lettura.
Sembra che chi tocchi le inchieste Poseidon e Why Not, “muoia”, o quantomeno cada in disgrazia: vedi Carlo Vulpio, lo stesso de Magistris, e ora Genchi. Tu sei stato uno dei primi a intervistare Gioacchino Genchi, che idea ti sei fatto del can can degli ultimi giorni?
A Genchi, a dire il vero, l’incarico è stato revocato poco dopo l’avocazione della Why Not a De Magistris. Diciamo che la scusa del presunto archivio Genchi è stato il perno su cui si è innescata la cosiddetta guerra di procure tra Catanzaro e Salerno…

La mente umana attua strategie definite euristiche, per risparmiare energie. In estrema sintesi, dai qualcosa per scontato, semplifichi, scarnifichi, banalizzi tutto: una strategia comunicativa che il premier Silvio Berlusconi conosce benissimo come vincente, per conquistare consensi. E’ il caso della vicenda in cui sta tirando in mezzo Gioacchino Genchi, di cui avevamo parlato tempo fa su crimeblog, e su cui oggi si scatenano i commenti su polisblog.
“Il più grande scandalo della Seconda Repubblica“. Forse SB intendeva “Dopo la mia vittoria alle scorse elezioni”. Uhm, no, non intendeva quello:
Berlusconi è pronto per il blitz (un decreto del governo in forma di legge?) che sottrarrà alle indagini giudiziarie l’ascolto telefonico e ai pubblici ministeri l conduzione delle inchieste (saranno “avvocati della polizia”). Per far ingoiare ai suoi alleati recalcitranti e all’opinione pubblica il provvedimento, intorbida le acque. Modifica i fatti. Capovolge la verità. Grida di “intercettazioni”. Annuncia “uno scandalo che sarà il più grande della Repubblica”
e questo si legge in un gran pezzo di Giuseppe d’Avanzo su Repubblica di oggi. In cui, per chi volesse saperlo, si spiega il ruolo di Genchi, il superconsulente che nell’immaginario arcoriano è l’Harry Caul de “La Conversazione”. E invece? E’ uno che non ascolta un bel niente. Mettetevelo in testa: Gioacchino Genchi non intercetta nessuno, non ascolta, analizza tabulati telefonici. Vede se X ha parlato con Y, non sa cosa X abbia detto a Y.
Genchi su L’Europeo: il buon intercettatore





Continua a leggere: Gioacchino Genchi? Non intercetta, analizza tabulati

Oggi verrà emessa la sentenza di primo grado per la Strage di Erba: abbiamo intervistato Felice Manti, firma de Il Giornale, che insieme ad Edoardo Montolli aveva pubblicato, per i tipi di Aliberti Editore, “Il grande abbaglio”, un volume in cui si sosteneva, carte alla mano, la tesi innocentista. In sintesi: potrebbero non essere stati Olindo e Rosa. A dopo, con altri aggiornamenti.
A breve verrà emessa la sentenza di primo grado sulla Strage di Erba: Andrea Frigerio, figlio di Mario il sopravvissuto, si è dichiarato “Certo della colpevolezza” di Olindo Romano e Rosa Bazzi. Che idea ti sei fatto del dibattimento? Secondo te in che maniera è stato condotto, almeno in questa sua prima fase?
A fasi alterne. A volte la Corte sembrava prevenuta, altre volte molto disponibile. Ma molti testi della difesa sono stati “tagliati” per “palese suprefluità”, e questo è stato un errore perché alcune deposizioni sarebbero state molto importanti.
Continua a leggere: Intervista: Felice Manti sulla Strage di Erba "E se fossero innocenti?"
Settimana scorsa Edoardo Montolli, giornalista d’inchiesta che nella propria esistenza ha scritto un pò ovunque - per esempio sul Riformista, sull’Europeo, e su Maxim - ci ha spiegato come a Erba, potrebbero non essere stati Olindo Romano e Rosa Bazzi a compiere la strage.
E che la verità potrebbe essere diversa da quella data come ormai definitiva dalla giuria mediatica, dato che le confessioni non devono essere necessariamente veritiere. Ecco, dopo il salto, la terza parte dell’intervista.
Foto|Repubblica

Che cosa ci puoi raccontare riguardo alla confessione registrata di Mario Frigerio?
Quanto all’audio del 15 dicembre fatto ascoltare in aula dal giudice sul testimone sopravvissuto Mario Frigerio, in cui si sente “è stato Olindo al 100%”, è curioso quanto hanno fatto vedere a SkyTG24 la stessa sera, a velocità normale e non doppia, almeno secondo il cronista: si sente infatti tutt’altra frase.
D’altra parte non poteva che essere così. Dato che a quel primo interrogatorio di Frigerio, erano presenti oltre al pm Pizzotti, un ufficiale che trascriveva, l’ avvocato di Frigerio e un medico. Fu scritto un verbale nel quale si parlava di tutt’altro uomo, olivastro e occhi scuri, che fu poi riletto evidentemente a Frigerio, non potendo lui firmare, dato che fu fatto apporre pure un post scriptum, che infatti, vedicaso, diceva tutt’altro e non accennava a Olindo.

Ci eravamo già occupati di lui in passato, proprio nei giorni in cui il processo per la Strage di Erba era nel vivo. Ora il dibattimento è stato rimandato a novembre. E ci sono ancora tanti, troppi dubbi, nonostante le confessioni, nonostante tutto sembri andare in una sola direzione. Quella della condanna ai vicini diabolici, all’isterichina e all’Olindo. Edoardo Montolli, giornalista d’inchiesta - ha collaborato con L’Europeo, Maxim, News Settimanale - e Felice Manti - in forza a “Il Giornale” hanno ricostruito il processo, carte alla mano. E hanno scoperto che molte cose non tornano.
Quali sono gli ultimi sviluppi sulla Strage di Erba? E soprattutto hai beccato cause, querele, denunce per diffamazione a mezzo stampa per quanto hai sostenuto ne “Il grande abbaglio”? Per farla breve: dovremo portarti le arance e i sigari al due di via Filangieri?
No, nessuna causa. A dire il vero il libro non è stato smentito di una sola virgola. Abbiamo scritto che le due prove che “inchiodavano” Olindo Romano e Rosa Bazzi erano assai discutibili, leggendo le carte, e che le loro confessioni non ricalcavano in nulla quanto trovato dai Ris…

Come anticipato dagli amici di booksblog qualche tempo fa, il premio letterario IlBox, partito a gennaio continua a cercare materiale e nuovi talenti, capaci di affondare le mani nel torbido che dilaga nella penisola. Ad oggi è forse l’unico premio letterario nazionale gratuito, la cui selezione dura un anno; avete tempo fino a dicembre, ma sbrigatevi, che è la classica cosa che uno dice la faccio la faccio, e poi non la fa.
E’ un concorso anomalo: non si paga, e chi vince può essere pubblicato su tre media diversi. Durante il concorso, su Cronaca Vera, inesauribile pozzo di delitti dell’Italia profonda, e su Tonic Mag, house organ dellle palestre Tonic, mentre il meglio del meglio verrà pubblicato nell’antologia in uscita la prossima primavera per i tipi di Aliberti “I delitti di Cronaca Vera”: spazzeranno via la gioventù cannibale?
Ma perchè vi scrivo questo, oltre a manifestare un enorme conflitto di interessi? Perchè in questo concorso è già uscito fuori un fenomeno: si chiama Gabriele Damiani, non è un ragazzino, ha cinquantasei anni. Manda un racconto, Edoardo Montolli, che presiede la giuria, ci mette gli occhi sopra. Capisce che è talmente superiore alla norma che “Un buon sapore di morte”, il suo primo libro, uscirà in autunno, sempre per Aliberti Editore. I prossimi potreste essere voi. Per partecipare leggete il bando di concorso - lo trovate anche su thriller magazine.
Foto: Leah, Flickr
Continua a leggere: Continua il concorso letterario "I delitti di Cronaca Vera"
Ad Erba c’è chi sostiene - Edoardo Montolli e Felice Manti nel volume “Il grande abbaglio” edito da Aliberti - che sia stato un commando a compiere la strage. In attesa della deposizione dei Ris del 27 marzo, a tenere banco nel processo per la strage di Erba però è la superperizia ordinata dal Tribunale sulle prime parole di Mario Frigerio. Nella relazione compare il nome Olindo, anche se tra parentesi, come se il perito non fosse sicuro al 100%.
“Occhi neri come Olindo… E abbastanza grosso“, avrebbe detto l’unico superstite alla domanda “Occhi neri o chiari?”. Ma quando gli chiedono: “Lei lo ha mai visto?“, la risposta di Frigerio è piuttosto equivoca: “No, mai visto… dopo 23 anni“. Chissà cosa intendeva. Sui capelli e sulla stazza invece nessun dubbio: “Tanti, corti, ed era di stazza grossa, forte come un toro“. Non c’è invece traccia di un presunto “Non era di qua“, come sostenuto dalla difesa. La perizia verrà probabilmente fatta sentire in aula mercoledì. Intanto l’avvocato Fabio Schembri dichiara:
Posso dire che non c’è né il “come” né “Olindo”. Perché il perito ha scritto questo ce lo spiegherà in aula. Quella frase non è così. L’hanno ascoltata più consulenti e nessuno ha mai rilevato una assonanza con Olindo. Vorrei precisare che il nostro consulente aveva utilizzato per questo ascolto una apparecchiatura più sofisticata di quella utilizzata per la perizia e che consente di captare ulteriori dettagli.
Manuel Gabrielli, l’avvocato di Frigerio, ha invece commentato soddisfatto: “La perizia conferma la bontà e della veridicità delle dichiarazioni del mio cliente. Già quattro giorni dopo la strage ha in mente il nome del vicino e lo fa”. Staremo a vedere cosa emergerà dall’udienza di mercoledì.
Via | Corriere di Como
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