
Si è concluso ieri pomeriggio, nel tribunale di Savona, il processo a Don Luciano Massaferro, il parroco di San Giovanni e San Vincenzo di Alassio arrestato nel dicembre 2009 con l’accusa di molestie sessuali ai danni di una chierichetta di 12 anni.
Dopo circa due ore di camera di Consiglio, Massaferro è stato giudicato colpevole e condannato a sette anni e otto mesi di reclusione.
Per il 46enne è stato anche stabilito un risarcimento di 190 mila euro per la vittima e sua madre e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da qualunque incarico che abbia a che fare con minori.
I legali di Massaferro, Mauro Ronco e Alessandro Chirivì, hanno già annunciato che ricorreranno in appello subito dopo aver letto le motivazioni della sentenza.
Via | La Stampa

Si è svolto l’incidente probatorio nell’ambito della vicenda sulle presunte violenze sessuali perpetrate dal parroco di Alassio, don Luciano Massaferro, ai danni di una parrocchiana di appena 11 anni.
La testimonianza della giovane è diventata prova dibattimentale: la ragazzina ha ripercorso i tre episodi in cui avrebbe subito violenza - sullo scooter del prete, in canonica e in una baracca - e a quanto pare avrebbe avuto un solo momento di esitazione, quando le è stata mostrata una foto scattata di notte dell’orto di Massaferro.
Il commento dei legali dell’uomo, Mauro Ronco ed Alessandro Chirivì, è piuttosto critico:
Dall’incidente probatorio sono emerse palesi, stridenti, numerose ed insanabili contraddizioni.
Via | BlitzQuotidiano

Continuano gli interrogatori in relazione al caso di don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 11 anni.
Il parroco si trova ancora nel carcere di Chiavari, in quanto secondo i giudici del tribunale del Riesame c’è il rischio di di inquinamento delle prove e secondo la Procura di Savona c’è quello di di reiterazione del reato.
Negli ultimi giorni sono state ascoltate cinque ragazzine, tutte amiche dell’11enne che ha accusato Massaferro, mentre ieri è stata la volta di una dipendente del comune di Alassio. Come si legge su Il Secolo XIX,
A settembre la donna aveva invitato la ragazzina di undici anni per sapere, per conoscere quello che stava accadendo e poi informare don Luciano della situazione soprattutto dei termini in cui era la vicenda che nella città del Muretto aveva ormai varcato le mura della chiesa. La donna avrebbe infatti ammesso di aver accettato l’invito del sacerdote a sondare il terreno, a cercare di capire la posizione della bimba e della sua famiglia, ribadendo anche come «la ragazzina le abbia raccontato gli episodi di cui sarebbe rimasta vittima.

Continua a far discutere il caso di don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 11 anni.
In più occasioni vi abbiamo detto che sono in molti ad aver preso le difese di Massaferro ed ora la Curia di Albenga-Imperia ha alzato la voce e si è scagliata contro la Procura della Repubblica.
Tutto è avvenuto sulle pagine di Avvenire, edizione di ieri.
Abbiamo letto di una Procura della Repubblica che ha predisposto il fascicolo delle indagini senza aver ascoltato a oggi neppure una volta chi del sacerdote potesse conoscere, giorno dopo giorno, non solo la sua crescita spirituale ma anche le ragioni della sua vocazione. […] Messo in galera sulla base della sola testimonianza di una minore, che sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile, nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia.
Continua a leggere: Don Luciano Massaferro: la Curia di Albenga-Imperia si scaglia contro la Procura

Aggiornamenti sul caso del parroco Luciano Massaferro, arrestato la settimana scorsa ad Alassio con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 11 anni.
Le autorità, nel corso della prima perquisizione, avevano sequestrato un PC e il parroco aveva sempre negato di essere in possesso di un secondo apparecchio.
A quanto pare aveva mentito: un computer di proprietà di Massaferro era stato affidato dallo stesso parroco ad alcuni educatori dell’Azione Cattolica della parrocchia di San Vincenzo e San Giovanni.
Gli inquirenti hanno recuperato l’apparecchio e in queste ore stanno cercando di fare chiarezza sulla vicenda.

Nuovi dettagli sul caso di don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato la settimana scorsa con l’accusa di violenza sessuale su una bambina di 11 anni.
Pochi giorni fa il gup aveva respinto l’istanza di richiesta di scarcerazione, ma ora il suo legale ha presentato la richiesta per gli arresti domiciliari. La decisione verrà presa entro una settimana dal tribunale del Riesame di Genova.
E mentre gli amici e i parrocchiani continuano a credere nell’innocenza di Massaferro, gli inquirenti fanno sapere di essere in possesso di elementi univoci in grado di provare la sua colpevolezza.
Non solo: pare che il sacerdote si sia contraddetto nel corso dell’interrogatorio col pm, “contraddizioni che concernerebbero anche e soprattutto il ricordo e la descrizione dei posti dove sarebbero avvenuti gli atti sessuali“.
Via | Il Secolo XIX

Don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato martedì con l’accusa di violenza sessuale su una bambina di 11 anni, resterà in carcere.
Lo ha deciso il gip Emilio Fois, che ha respinto l’istanza di richiesta di scarcerazione per il parroco, accusato di tre episodi di violenza sessuale ai danni della stessa vittima.
Il suo legale, Alessandro Chirivì, ha già fatto sapere che presenterà istanza di remissione in libertà ai giudici del tribunale del riesame di Genova.
Nel frattempo Massaferro resta rinchiuso nel carcere di Chiavari.
Via | TgCom

E’ iniziato poco fa l’interrogatorio di Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato lunedì con l’accusa di violenza sessuale su una bambina di 11 anni.
Tre sono gli episodi di violenza per cui è indagato, tutti e tre ai danni della stessa vittima. Ne parla L’Unione Sarda:
Uno sarebbe avvenuto su uno scooter, un altro nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale ed il terzo tra aprile e maggio scorsi nella baracca dell’orto di proprietà del sacerdote dove il parroco avrebbe fatto giurare all’undicenne, in un momento di intimità, di non raccontare nulla dei loro incontri proibiti.
Nell’interrogatorio di convalida dell’arresto don Luciano Massaferro è assistito dal legale Alessandro Chirivì, che ha già fatto sapere di essere pronto a presentare un’istanza al tribunale del riesame per richiedere la scarcerazione immediata.

Il parroco 44enne delle chiese di San Giovanni Battista e di San Vincenzo ad Alassio, Don Luciano Massaferro, è finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 11 anni che era solita frequentare la sua parrocchia.
L’indagine che ha fatto scattare le manette è iniziato poco più di un mese fa, quando i genitori della bambina, insospettiti dallo strano comportamento della figlia, hanno consultato uno psicologo.
Nel corso dei colloqui con lo specialista è emerso che la bambina sarebbe stata vittima di abusi nel corso di una gita.
Il sacerdote, la cui identità non è ancora stata resa nota, è stato condotto nel carcere di Chiavari, dove ha dichiarato “E’ una prova del Signore, sono esterrefatto, ma tutto si chiarirà“. Nel frattempo la diocesi ha già rilasciato un commento, tramite il vescovo di Albenga-Imperia, monsignor Mario Oliveri:
La notizia desta molto stupore, perché le accuse fatte sembrano inverosimili. E’ da ritenersi innocente fino a prova contraria. Si esprime la piena fiducia che possa al più presto manifestarsi la propria estraneità ai fatti di cui accusato.
Via | Il Secolo XIX