
“Amanda Knox ha consapevolmete accusato un innocente”, cioè Patrick Lumumba, il congolese tirato in ballo dalla Knox per l’omicidio di Meredith Kercher e poi prosciolto da ogni accusa. A parlare è il pm Giuliano Mignini durante la sua requisitoria in corso oggi nell’aula della Corte d’assise di Perugia. I toni sono decisi.
Amanda “non ha mosso un dito mentre (Lumumba, ndr) languiva in carcere. Né lei né la madre che aveva raccolto le sue confidenze. E guarda caso si trattava di una persona di colore come Rudy Guede”. Mignini ha definito il delitto di Perugia come “una vicenda unica nel suo genere nel panorama giudiziario italiano e mondiale e che ha interessato tre continenti”.
Il magistrato non ha poi lesinato critiche ai “continui tentativi di delegittimazione nei confronti degli agenti di polizia operanti, che invece hanno svolto con professionalità il loro compito e, talvolta, anche nei confronti della Corte”.
Tra poche ore l’inchiesta del delitto di Meredith Kercher sarà formalmente chiusa. Si parla di al massimo pochi giorni, nei quali verranno ultimati gli atti dalla polizia, coordinata da Giuliano Mignini.
Non si profilano grosse novità da qui alla chiusura delle indagini, si parla di una conferma per gli imputati che si trovano già in carcere, che si continuano a dichiarare innocenti: la coinquilina Amanda Knox, il suo fidanzato Raffaele Sollecito e Rudy Herman Guede. Mentre per i fidanzatini l’accusa sarà quella di omicidio, forse per Guede sarà differente. Definitivamente scagionato Patrick Diya Lumumba, inizialmente accusato da Amanda di essere stato l’autore materiale dell’omicidio.
Proprio sull’interrogatorio di 9 ore subito da Amanda e sullo svolgimento delle indagini successivo si sono espressi recentemente i genitori della Knox, Edda e Curt, oggi divorziati e ambedue risposati, che dalle pagine del Sunday Times lanciano pesanti accuse nei confronti di polizia e magistratura italiane.