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Maxi blitz antidroga: oltre cento arresti in tutta Italia

pubblicato da Daniele Particelli in: Droga e Narcotraffico Bande e delinquenti

TrafficoDiDroga

Nelle ultime ore più di cento persone sono state arrestate in tutta Italia nel corso di due maxi operazioni contro il traffico di stupefacenti.

La prima è stata condotta dalla Polizia di Stato di Milano e Como ed ha riguardato le province di Milano, Como, Sondrio, Lecco, Varese, Novara, Pavia, Genova, Roma e Messina. Circa cinquanta persone, tutti membri di un’organizzazione criminale centrata sull’importazione della cocaina sono state arrestate da almeno cento agenti.

L’altra operazione, denominata Nafiza, ha invece visto finire in manette 74 persone tra narcotrafficanti e spacciatori. Anche in questo caso si trattava di una banda che aveva basi operative in Francia, Olanda, Spagna, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Marche.

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Gli speciali di Crimeblog: l'infermiera killer Sonya Caleffi

pubblicato da Daniele Particelli in: Serial Killer Omicidi-Suicidi

caleffiGli annali del crimine sono pieni dei cosiddetti “angeli della morte“, serial killer che agiscono in ambito medico, spesso iniettando sostanze letali ai pazienti di cui si prendono cura.

Basti pensare a Jane Toppan, che confessò di aver ucciso ben trentuno persone, o a Genene Jones, la più recente e prolifica, responsabile della morte di almeno 46 pazienti tra adulti e bambini. L’italiana Sonya Caleffi, di cui ci siamo occupati recentemente, rientra in questa categorie di serial killer.

La sua “carriera” di serial killer inizia nel settembre del 2004 quando, grazie ad un curriculum impeccabile di infermiera professionista, viene assunta all’ospedale Manzoni di Lecco. Dopo le prime morti i colleghi della donna iniziano ad insospettirsi e nel dicembre dello stesso anno, nell’uccidere la quinta paziente, la Caleffi commette un errore.

Entra nella stanza di Maria Cristina, una quasi centenaria, fa uscire i parenti in maniera molto brusca e poi, con questi fuori della porta, uccide la donna. Tra i parenti della signora Maria c’è un’infermiera che si accorge che qualcosa non va.

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L'infermiera killer di Como Sonya Caleffi ha già scontato metà della sua condanna: da febbraio inizierà a godere dei primi permessi premio

pubblicato da Daniele Particelli in: Serial Killer Omicidi-Suicidi

caleffiForse tutti voi ricordate la vicenda di Sonya Caleffi, l’infermiera serial killer di Como che tra il 2003 e il 2004 ha ucciso con iniezioni di aria cinque suoi pazienti.

La vicenda aveva avuto risonanza nazionale e la donna era persino stata intervistata da Franca Leosini e diventata protagonista di uno speciale de La Linea D’Ombra. La condanna a vent’anni di carcere arrivò nel marzo del 2008 e nell’ottobre dello stesso anno fu confermata dalla Cassazione.

Sono passati cinque anni dal suo arresto e la Caleffi ha già potuto beneficiare di una serie di sconti - indulto in primis - tanto che a questo punto ha già scontato metà della pena e per questo, dal prossimo febbraio, inizierà a godere dei primi permessi premio.

Come ben spiegato sul Corriere Di Como,

Le sarà consentito di uscire per qualche ora, per cominciare, probabilmente mezza giornata da trascorrere con i genitori, con il rientro in carcere fissato per la sera. La frequenza delle uscite, inizialmente mensile, potrà poi essere più intensa. La conferma arriva direttamente dai suoi legali che prevedono le prime richieste al magistrato di sorveglianza per la prossima primavera. Sarà lei stessa a preparare i moduli, che saranno vagliati dal magistrato. Credo che anche per la sua buona condotta non ci saranno problemi per concederle le uscite dal carcere.

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Ragazze anoressiche e bulimiche truffate per 13 milioni di euro

pubblicato da Giuseppe Pastore in: Truffe e raggiri

13 milioni di euro: è l’ammontare di una truffa scoperta dalla Guardia di Finanza di Como e le cui vittime sono state oltre 400 ragazze anoressice e bulimiche. Dieci persone denunciate: associazione a delinquere finalizzata alla truffa, truffa aggravata (chiedevano erogazioni pubbliche da parte del Servizio Sanitario Nazionale), esercizio abusivo della professione di medico, e per quattro anche l’accusa di violenza sessuale.

Tutto ruotava attorno al “Forum Crisalide“: in teoria un’associazione senza scopo di lucro e che doveva aiutare chi lottava contro anoressia o bulimia. Sul sito il direttore, svizzero, vantava di “titoli accademici conseguiti presso alcune università sparse nel mondo in particolare, quelle statunitensi risultando titolare anche di cattedre universitarie in paesi dell’est europeo”. E così i suoi “colleghi”.

Ma in realtà, l’unico fine era quello di far ingrassare non le ragazze magrissime, ma i propri conti bancari.

Via | Reuters

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Strage di Erba: i coniugi Romano sono stati divisi, lui a Piacenza lei a Vercelli

pubblicato da Daniele Particelli in: Strage di Erba Omicidi-Suicidi

Olindo Romano e Rosa Bazzi

Dopo la condanna all’ergastolo e 3 anni di isolamento diurno per la strage di Erba e le polemiche dei giorni scorsi, l’Amministrazione penitenziaria ha deciso per le sorti di Olindo Romano e Rosa Bazzi ed ha scelto per la separazione dei due.

Contrariamente a quando consigliato dagli psicologi, i Romano sono stati trasferiti dalla casa circondariale di Como, dove sono stati rinchiusi dal giorno dell’arresto, e mandati lui nel penitenziario di Piacenza, lei in quello di Vercelli, a più di 100 chilometri di distanza l’uno dall’altro.

Ed anche in questo caso non mancano le polemiche, sollevate da uno dei legali della coppia, Fabio Schembri:

“Il trasferimento in carceri diverse è un provvedimento assurdo. E’ una decisione assurda e contraria al senso di umanità”

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Strage di Erba: continuano le polemiche

pubblicato da Daniele Particelli in: Strage di Erba

i coniugi killer se la ridono in cella

Dopo la sentenza emessa il 26 novembre scorso che ha visto i coniugi Romano condannati all’ergastolo e 3 anni di isolamento diurno per la strage di Erba datata 11 dicembre 2006, ora ci si pone il problema dell’attuazione di quanto deciso dalla Corte d’assise di Como.

Una perizia psichiatrica ha confermato quello che Rosa Bazzi e Olindo Romano avevano affermato più di una volta: è necessario che i coniugi siano rinchiusi nello stesso carcere e che possano quindi vedersi per evitare che si uccidano.

A concretizzare questa richiesta è stato Luigi Pagano, provveditore per le carceri lombarde al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: a quanto pare in tutta la Lombardia non esistono strutture idonee ad ospitare i Romano, che sono ora nella casa circondariale di Como, e il caso è passato quindi al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che dovrà trovare ai due una collocazione adeguata.

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Confermata a 20 anni la condanna dell'infermiera killer di Como

pubblicato da Daniele Particelli in: Serial Killer

caleffiIn questa giornata di processi ed inchieste fa capolino anche Sonya Caleffi, l’infermiera serial killer di Como che tra il 2003 e il 2004 avrebbe ucciso con iniezioni di aria almeno cinque suoi pazienti. Dico “almeno” perchè cinque è il numero dei delitti confessati dalla Caleffi, ma all’epoca dei fatti le morti sospette erano molte di più.

L’infermiera, giudicata “lucida, in grado di intendere e volere, perfettamente consapevole delle conseguenze letali delle iniezioni d’aria praticate agli anziani pazienti“, era stata processata la scorso marzo e condannata a 20 anni di reclusione.

Ma la procura generale di Milano non si era detta soddisfatta della pena ed aveva fatto ricorso alla Cassazione affinché fosse riconosciuta l’aggravante della premeditazione e quindi assegnata una condanna più severa.

Il ricorso è stato respinto oggi dalla prima sezione penale della Cassazione, che ha confermato la condanna a 20 anni di carcere, come stabilito in appello lo scorso marzo.

Via | ilGiorno

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Due adolescenti confessano: "abbiamo fatto deragliare noi il treno"

pubblicato da Daniele Particelli in: Vandalismo

Sono due minorenni i responsabili del deragliamento del treno avvenuto domenica sulla linea Milano-Asso, causato da alcune grate metalliche posizionate sui binari.

Che si fosse trattato di un atto vandalico non vi erano dubbi e, grazie alla collaborazione del sindaco di Ponte Lambro, gli investigatori sono giunti in pochi giorni all’identificazione del responsabili.

Si tratta di due ragazzini, che già in precedenza avevano tentato un gesto simile posizionando dei grossi massi a Caslino d’Erba senza però riuscire nel loro intento. I due erano tenuti d’occhio dalle forze dell’ordine locali in quanto, insieme ad altri minorenni, erano sospettati di aver commesso altri atti vandalici.

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Deraglia treno nel Comasco: probabilmente un atto vandalico

pubblicato da Daniele Particelli in: Vandalismo

Sembra sia stato un atto vandalico la causa del deragliamento di questo pomeriggio di un treno che viaggiava da Asso a Milano, che trasportava circa 200 persone.

Dai primi accertamenti condotti dai carabinieri pare che alcune grate metalliche, appartenenti ad una recinzione poco distante, fossero state sistemate sui binari del treno in prossimità di una galleria tra le stazioni di Ponte Lambro e Caslino d’Erba, in provincia di Como.

Data la tortuosità di quel punto della tratta, il treno procedeva a velocità contenuta e una volta uscito dai binari, verso le 18.30 circa, ha strisciato lungo le pareti della galleria.

Fortunatamente nessun ferito, solo un passeggero di 80 anni che ha avuto un malore per lo spavento ed è stato portato in ospedale.

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