
Un party in Cina: con una “riga” lunga un metro di polvere bianca - difficile dire se sia cocaina o altro - davanti a una ragazza. Nella pagina in cui è pubblicato il video, si parla di ketamina, anestetico per cavalli utilizzato a scopo “ricreativo”, anche dagli umani. E soprattutto si legge - ma senza una fonte dove verificare la notizia - che la ragazza sia morta dopo qualche ora, chiaramente per overdose. Non c’è un link dove verificare la cosa, purtroppo, il che rende la vicenda dubbia.
Un immane fake? Il primo motivo che mi viene in mente, è in nessuna parte del mondo chi fa una roba del genere vorrebbe farsi riprendere nel mentre… oppure è tutto vero? Di certo, vero o falso che sia il video, c’è che assumere una quantità di stupefacente del genere, che si tratti di cocaina o ketamina, ti manda dritto al cimitero. O se proprio ti va di lusso, in rianimazione. Poi giudicate con i vostri occhi: sconsigliato ai più impressionabili, il filmato è dopo il salto, qui davanti uno screenshot.
Via | LiveLeak
Continua a leggere: Video: il party e l'overdose di ketamina o cocaina, vero o falso?

Trentadue ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite questa mattina in provincia di Matera, dove è stata smantellata una organizzazione dedita al traffico della droga capeggiata da un gruppo di donne.
Si tratta prevalentemente di mogli, fidanzate e sorelle di uomini arrestati nel corso degli anni per traffico di stupefacenti: questo non le aveva scoraggiate e in poco tempo erano riuscite a prendere il comando dell’organizzazione e mandare avanti l’attività.
Operavano dal 2008 e si occupavano prevalentemente di spacciare cocaina, eroina e hashish nella zona di Matera, ma anche in Puglia, Calabria e Campania.
Grazie anche ai continui contatti con amici e parenti detenuti, le 8 donne arrestate erano riuscite ad attirare intorno a loro una ventina di pusher, arrivando così a coprire una vasta zona (la quattro regioni sopra citate).

Tredici ordinanze di custodia cautelare sono state eseguita dalla polizia di Gela per reati che vanno da traffico continuato di stupefacenti a fabbricazione, detenzione e porto di armi clandestine.
Un appartamento di una palazzina popolare del Villaggio Aldisio era stato trasformato in una sorta di supermarket della droga. Si vendeva di tutto, dall’hashish, alla marijuana, alla cocaina, all’eroina, senza dimenticare le armi, che spesso venivano fabbricate artigianalmente.
La droga veniva principalmente da Catania e durante i frequenti trasporti veniva addirittura nascosta tra i pannolini del figlio di colui che è considerato il capo dell’organizzazione, Giuseppe Marangolo, 32 anni, che è anche il titolare dell’appartamento dove avveniva lo spaccio.
Tra i membri della banda, trovate i nomi dopo il salto, c’è anche un armiere che si occupava di costruire pistole usando pezzi di giocattoli e tondini d’acciaio rubati nel petrolchimico dell’Eni.

Si è aperta a Milano un’importante inchiesta su un giro di droga che avrebbe coinvolto, tra gli altri, due dipendenti dell’azienda dei trasporti pubblici di Milano, l’Atm.
Le indagini sono partite nel maggio scorso: dopo una lunga serie di incidenti che hanno spinto l’azienda ad imporre ai suoi dipendenti test antidroga.
Parallelamente cominciano le indagini sulla morte dell’ergastolano Marco Medda, strangolato l’8 giugno del 2008 mentre si trovava ai domiciliari per motivi di salute.
Le indagini fanno emergere un giro di spaccio all’interno dell’Atm, che riguardava prevalentemente il gruppo dei tranvieri del Lorenteggio, nella periferia sud-ovest.
Continua a leggere: Spaccio di cocaina nell'azienda dei trasporti di Milano: due dipendenti indagati

La radiografia che vedete qui sopra appartiene allo studente nigeriano Fidelis Ozouli, 30 anni, arrestato lo scorso settembre all’aeroporto di Manchester.
Al suo arrivo Ozouli, che risiede e lavora in Inghilterra, aveva affermato di essere di ritorno da un viaggio di lavoro in Svizzera per conto di una ditta farmaceutica, ma dopo un primo controllo emerse che prima di rientrare era passato per alcuni paesi dell’Africa del Nord.
Poi uno degli agenti presenti in aeroporto si è accorto di una strana sporgenza nell’area dello stomaco di Ozouli e visto che il racconto del giovane non era stato convincente, ha ordinato una lastra. E aveva ragione, c’era qualcosa di strano.
Il giovane aveva ingoiato ben 67 capsule contenenti cocaina pura al 78%, per un valore sul mercato di circa 250mila sterline. Lui ha dichiarato di non essere a conoscenza del contenuti di quelle capsule, ma il giudice ha fatto fatica a credergli e l’ha condannato a scontare 10 anni di carcere.
Via | DailyMail

Continuano le indagini sulla morte di Brenda, la transessuale legata al caso Marrazzo trovata morta nella sua abitazione romana di via Due Ponti.
Nei giorni scorsi vi abbiamo aggiornato costantemente: si è parlato di due cellulari scomparsi, di un secondo video hot che sarebbe stato fatto sparire e del mistero del computer finito nel lavandino pieno d’acqua, un computer che secondo gli inquirenti poteva non appartenere a Brenda.
Il contenuto di tale pc potrebbe non essere compromesso come si era pensato in un primo momento: dei tecnici sono attualmente al lavoro e da quanto si appreso fin’ora “l’acqua non ha danneggiato i file” e questo dettaglio potrebbe essere fondamentale per condurre le indagini in una direzione ben precisa.
Gli interrogatori di amici e conoscenti continuano e nelle ultime ore - oltre ad essere apparsa in rete un’intervista fatta a Brenda da Gabriele Paolini - è emerso che molte persone avevano le chiavi dell’appartamento di Brenda.
Continua a leggere: Omicidio Brenda: forse il computer non era suo, i file sono recuperabili

Ve lo abbiamo anticipato stamattina e in queste ore sono emersi nuovi dettagli: la transessuale Brenda, uno dei personaggi al centro del caso Piero Marrazzo, è stata ritrovata morta nel suo appartamento romano di via Due Ponti, carbonizzata in non si sa bene quali circostanze.
La storia del suicidio non regge e la procura di Roma ha già aperto aperto un’indagine per omicidio volontario. Brenda aveva paura ed aveva già preparato le valigie per fuggire.
Anche il telefonino di Brenda - così come quello del pusher Gianguarino Cafasso, morto per arresto cardiaco - è scomparso e il suo PC è stato distrutto da qualcuno che la immerso nell’acqua e lasciato lì, forse nel tentativo di cancellare qualcosa.
Immediato è stato il commento del legale di Piero Marrazzo, Luca Petrucci:
Non posso pensare che la settimana scorsa questa persona è stata aggredita e rapinata e da poche ore è morta bruciata. Vanno approfondite le cause, capire cosa c’è dietro. Anche se non ho nessun elemento per aggiungere qualcosa in più, se non quello che apprendo dai media, dico che forse le indagini stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno bianca, dove si mettevano tra l’altro a tacere i testimoni. In questo senso ritengo giusto mettere sotto protezione Natalì.
Continua a leggere: Caso Piero Marrazzo: nuovi dettagli sulla morte della transessuale Brenda

Il Lazio Gate si tinge di giallo: stamane è stata ritrovata carbonizzata nel suo appartamento in via dei Due Ponti, Brenda, la transessuale al centro - insieme a Natalì - del caso Piero Marrazzo: ricordate, il video in cui l’ex Governatore del Lazio veniva ritratto insieme a una transessuale, e per cui fu ricattato da alcuni carabinieri? Col cadavere di stamane, i morti salgono a due, come leggiamo anche su polisblog.
Il primo, Gianguarino Cafasso, era il pusher che riforniva di cocaina i trans e i frequentatori dei festini nella zona. Portava solo dai dieci grammi in su, i carabinieri sapevano benissimo che agiva da quelle parti, lo lasciavano fare, e in cambio prendevano qualche soffiata sui clienti vip della zona. Ovviamente per ricattarli, perché Marrazzo forse non è l’unico in quella situazione, a quanto sembra.
Il corpo carbonizzato di Brenda invece riapre la vicenda: uccisa perché sapeva troppo? Cosa sapeva? Si parla di suicidio, ma è un suicidio anomalo, pochissimi si danno fuoco per togliersi la vita. Forse un incidente - la classica stufetta elettrica, o la sigaretta accesa quando ci si addormenta - sapremo dirvi di più nelle prossime ore.
Continua a leggere: Brenda: la trans del Caso Marrazzo morta carbonizzata

Concludiamo questo speciale sulla relazione annuale sull’evoluzione del fenomeno della droga in Europa rilasciata dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. Dopo aver visto i dati relativi al consumo di cannabis, anfetamine, ecstasy e sostanze allucinogene, oggi tocca a tasso di mortalità, alle nuove droghe e al consumo di cocaina. Partiamo da quest’ultimo:
Si stima che per il 2008 la coltivazione totale di foglie di coca abbia consentito una produzione potenziale di 845 tonnellate di cocaina idrocloride pura, a cui la Colombia ha contribuito al 51 %, il Peru al 36 % e la Bolivia al 13 %. Si ritiene che la produzione globale di cocaina sia diminuita del 15 % nel 2008.
Di quelle 845 tonnellate, ben 710 sono state sequestrate e solo 76,4 in Europa. Se si prende in considerazione il periodo 2004-2008 ben 13 milioni di europei hanno assunto cannabis almeno una volta, 4 milioni l’hanno fatto regolarmente nell’ultimo anno, mentre nell’ultimo mese il numero è sceso ad 1,5 milioni.
Il campione è quello di cittadini di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Dalle cifre appena elencate, si può restringere il campo ai cittadini inclusi nella fascia di età 15-24 anni: in questo caso le cifre scendono a 3 milioni una tantum, 1,5 milioni nell’ultimo anno e 0,6 milioni nell’ultimo mese.

L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, fondato nel 1993 con sede a Lisbona, ha da poco rilasciato la relazione annuale sull’evoluzione del fenomeno della droga in Europa.
L’interessante documento di poco più di 100 pagine è disponibile gratuitamente a questo indirizzo in ben 22 lingue diverse. I punti che vengono toccati in questa relazione sono tanti, dalle misure politiche e legislative a panoramiche sul consumo di ogni sostanza considerata stupefacente, passando per le nuove tendenze emergenti.
La relazione annuale si basa sulle informazioni fornite all’OEDT dagli Stati membri dell’Unione europea, dai paesi candidati Croazia e Turchia e dalla Norvegia sotto forma di relazioni nazionali. I dati statistici menzionati si riferiscono al 2007 (o all’ultimo anno disponibile). I grafici e le tabelle contenuti nella presente relazione possono riferirsi a un gruppo ristretto di paesi dell’UE: la selezione viene fatta in base ai paesi sui quali sono disponibili informazioni per il periodo di riferimento.
Dal documento emerge che negli ultimi anni il consumo della cannabis è sensibilmente diminuito, mentre nessun cambiamento è stato registrato per quel che riguarda l’uso di cocaina ed eroina. Ma il problema principale che viene sottolineato nella relazione è la poliassunzione di sostanze stupefacenti che “costituisce il motivo principale che porta all’overdose, complica la terapia per problemi correlati al consumo di droga ed è associata alla violenza e ai reati“.