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Tutti gli articoli con tag clan santapaola-ercolano

Catania: Dia sequestra beni a Rosario Chisari, presunto affiliato cosca Santapaola-Ercolano

pubblicato da Renato Marino

La DIA di Catania ha eseguito un decreto di sequestro di beni per un valore di un milione e mezzo di euro, emesso dal Tribunale del capoluogo siciliano, nei confronti di Rosario Chisari, 42enne di Misterbianco, ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan mafioso Santapaola-Ercolano. Sigilli apposti a due società di costruzione, una villa, numerosi appezzamenti di terreno, 24 automezzi pesanti e disponibilità bancarie.

Le indagini della DIA hanno riguardato un arco di tempo lungo, dal 1996 al 2010. Chisari era stato arrestato nel novembre del 2008 nell’ambito dell’operazione “I padrini” e condannato il 20 ottobre scorso a 6 anni di reclusione per associazione di stampo mafioso. Attraverso le indagini, di tipo economico-finanziario e patrimoniale, gli investigatori avrebbero accertato consistenti profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio effettivamente posseduto da Chisari.

Il provvedimento di sequestro emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catania su richiesta del sostituto procuratore della DDA etnea, Antonino Fanara, ha riguardato tutta una serie di beni direttamente intestati a Rosario Chisari e altri, come le due società di costruzione che, pur formalmente intestate a congiunti, sono state ritenute riconducibili all’uomo.

Via | Catania Oggi

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Catania: carabinieri travestiti da Babbo Natale arrestano Salvatore Politini per estorsione

pubblicato da Renato Marino


Santa Claus con le manette. Due carabinieri travestiti da Babbo Natale hanno arrestato ieri a Catania per estorsione Salvatore Politini, 37 anni, pregiudicato di Belpasso, ritenuto dagli investigatori un esattore del clan Santapaola.

L’uomo, secondo quanto comunicato dai militari, è stato fermato nel parcheggio di un centro commerciale dopo aver incassato il “pizzo” per conto della cosca mafiosa catanese.

All’uscita dall’ultimo negozio in cui si era recato, i carabinieri camuffati da Babbo Natale lo hanno agganciato offrendo anche a lui un dolcetto, poi l’hanno ammanettato. Ad incastrare Politini una microcamera nascosta con cui sono state filmate le fasi della riscossione del pizzo.

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Mafia, Catania: operazione Baraonda, 23 arresti

pubblicato da Renato Marino


Dopo Palermo, 63 arresti nella giornata di ieri, Catania: 23 persone sono state raggiunte questa mattina da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione antimafia Baraonda; 21 dei destinatari delle misure restrittive sono già in prigione. Per tutti le accuse vanno dall’associazione mafiosa alle estorsioni passando per il traffico di droga e le rapine, con l’aggravante della disponibilità di armi e di materiale esplodente.

Nel blitz sono stati impegnati 140 carabinieri del Comando provinciale con l’ausilio del Nucleo Cinofili di Nicolosi e il supporto aereo fornito da 12esimo Nucleo Elicotteri di Catania. I soggetti colpiti dai provvedimenti sono ritenuti dagli inquirenti appartenenti al clan Morabito-Rapisarda di Paternò, a sua volta legato alla famiglia Laudani, detti “mussi i ficurinia”, cosca per anni contrapposta ai Santapaola.

Tra i destinatari dei provvedimenti, riporta Live Sicilia, ci sono anche Vincenzo Murabito, detto “Enzo Lima”, e Salvatore Rapisarda, ritenuti dagli inquirenti due esponenti di rilievo dell’organizzazione. Il primo è infatti indicato come il capo storico della cosca, il secondo è invece considerato il presunto referente di zona del gruppo Laudani.

Foto | Flickr

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Operazione Iblis: nomi arrestati, boss, intercettazioni dell’inchiesta. Interrogatori a Catania

pubblicato da Renato Marino


Sono iniziati questa mattina gli interrogatori per 18 dei 50 arrestati dai carabinieri del Ros nell’operazione Iblis che ieri ha azzerato - per usare le parole del comandante, generale Giampaolo Ganzer (condannato in primo grado a luglio per l’accusa di traffico di droga) - “i vertici di Cosa nostra, non soltanto a Catania, quindi, le storiche famiglie Santapaola o Ercolano, ma anche cosche altrettanto importanti tra Ramacca, Caltagirone, Palagonia e Misterbianco”.

L’indagine ha svelato, secondo l’accusa, i rapporti tra mafia, politica e imprenditoria, con l’arresto, tra gli altri, del deputato regionale del Pid Fausto Fagone. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, omicidio, estorsioni e rapine.

La procura ha tenuto a precisare che non esistono altri fascicoli “secretati” e che ad oggi non è prevista nessun’altra “tranche politica” dell’inchiesta. Come dire, quello che c’è basta e avanza.

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Omicidio a Catania: ucciso Maurizio Signorino in un agguato

pubblicato da Renato Marino


Maurizio Signorino, 52 anni, indicato dagli investigatori come vicino al clan Santapaola, è stato ucciso in un agguato di stampo mafioso a Catania. In base ad una prima ricostruzione dei fatti, come riportato da Hercole, Signorino, che pare fosse a bordo di uno scooter, sarebbe stato assassinato al termine di un inseguimento in via Carrubbella, nel quartiere San Giovanni Galermo, nella zona nord-ovest della città.

Raggiunto da diversi colpi di pistola, uno dei quali alla nuca, l’uomo è morto sul colpo. Sul posto per i rilievi e per avviare le indagini sono poi giunti i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale. Ad aprile l’ultimo omicidio di matrice mafiosa nel Catanese: sotto i colpi dei sicari era finito, a Biancavilla, Giuseppe Mazzaglia, ritenuto boss dell’omonimo clan legato ai Santapaola.

Foto | CataniaOggi

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Mafia, Catania: arrestato a san Cristoforo Sebastiano Lo Giudice, ritenuto boss Carateddi

pubblicato da Renato Marino


Altro colpo alle cosche catanesi. Gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato ieri pomeriggio il latitante Sebastiano Lo Giudice, 33 anni, ritenuto “ai vertici” della cosca dei Carateddi, legata al clan Cappello. Nei suoi confronti pendeva un ordine di carcerazione per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti.

L’uomo è stato sorpreso insieme ad altre 5 persone, arrestate per favoreggiamento aggravato, in una stalla nel quartiere S. Cristoforo, tra il Cortile delle Carrozze e quello di Porto Motta. Secondo gli investigatori al momento dell’irruzione era in corso un summit mafioso.

Le indagini, condotte dalla Mobile della Questura di Catania, sono state coordinate dal procuratore D’Agata e dai sostituti della Direzione distrettuale antimafia etnea Pacifico e Testa. Nel blitz sono stati sequestrati dieci chilogrammi di marijuana, nascosti in un cortile, e una pistola calibro 9×21. Sicilia Informazioni scrive:

Lo Giudice era ricercato dal 24 ottobre del 2009 quando sfuggì all’operazione Revenge contro la cosca Cappello. Nei suoi confronti era pendente un ordine di carcerazione per associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti. Secondo la Procura di Catania avrebbe potuto avere un ruolo importante nella faida mafiosa esplosa a metà del 2008 a Catania. Secondo la squadra mobile di Catania, alla mire espansionistiche di Lo Giudice sarebbero infatti da attribuire le tensioni che si sono innescate prima con la cosca Sciuto-Tigna e poi con Cosa nostra, capeggiata dalle storiche ‘famiglie’ Santapaola e Laudani.

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Mafia, Catania: di nuovo in carcere Giacomo Maurizio Ieni, considerato boss cosca Pillera

pubblicato da Renato Marino


Torna in carcere Giacomo Maurizio Ieni, 53 anni, ritenuto il boss del clan Pillera di Catania. L’anno scorso l’uomo era stato scarcerato per “gravi motivi di salute” nonostante fosse sottoposto al 41 bis. Ieni era “depresso”:

Nell’ ultima udienza era scoppiato letteralmente in lacrime. Giacomo Maurizio Ieni, 52 anni, indicato come il capo della cosca mafiosa catanese dei Pillera, detenuto in regime di 41 bis, tra un singhiozzo e l’ altro, aveva lanciato il suo personalissimo sos. Collegato in teleconferenza, rivolgendosi alla Corte che lo seguiva dai monitor, aveva detto: “Vi prego di comprendermi, sono fortemente depresso, proprio non ce la faccio più a stare in carcere”. Il suo appello non è caduto nel vuoto.

La Procura di Catania aveva “fortemente contestato” la decisione. Dall’archivio di Repubblica:

Già in sede di udienza la Procura aveva espresso parere negativo alla concessione dei domiciliari sia “per la pericolosità sociale del soggetto al quale sarà così permesso di tornare a Catania” sia perché “nelle perizie redatte non ce n’ è alcuna che stabilisce che il suo stato di salute sia incompatibile con la detenzione in un centro medico”.

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Mafia: arrestato a Catania il latitante Salvatore Caruso, “Turi Malavita”, ritenuto boss reggente cosca Cappello

pubblicato da Renato Marino


Salvatore Caruso, 46 anni, considerato il reggente della cosca mafiosa dei Cappello, è stato arrestato dalla polizia a Catania mentre era a bordo di un’auto nella centrale via Fleming. Sfuggito a fine ottobre all’ operazione Revenge - cinquanta arresti tra boss e gregari - “Turi Malavita” secondo gli inquirenti stava riorganizzando il clan Cappello azzerato nei suoi vertici a seguito di inchieste e arresti. Caruso è accusato di associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni. Secondo la polizia il clan Cappello, contrapposto a quello dei Santapaola, con questo arresto è stato definitivamente decapitato.

Via | Catania Oggi
Foto | Flickr

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Rischio guerra di mafia a Catania: 50 fermi della DDA per presunti esponenti clan Santapaola e Cappello

pubblicato da Renato Marino


I Cappello contro i Santapaola. I più potenti clan mafiosi di Catania sono ai ferri corti. Il rischio, palesato dagli inquirenti, è quello di una nuova guerra di mafia. E proprio per tentare di bloccare sul nascere la possibile faida, oggi la DDA catanese ha emesso 50 provvedimenti di fermo per associazione mafiosa indirizzati a presunti esponenti dei due clan.

La maggior parte dei fermati apparterrebbe ai “Cursoti”, clan legato al boss ergastolano Salvatore Cappello. Sarebbero loro ad aver assunto l’egemonia mafiosa nel capoluogo etneo. In ballo c’è la gestione degli interessi criminali di Catania e provincia, a cominciare dal racket delle estorsioni.

Secondo gli inquirenti, all’origine della rottura degli equilibri ci sarebbe il passaggio di due “famiglie” della mafia catanese - gli Squillaci Martiddina di Piano Tavola e gli Strano di Monte Po - dal clan Santapaola a quello dei Cappello.

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Belpasso, Catania: arrestato Santo La Causa, latitante clan Santapaola, era tra i 30 ricercati più pericolosi d'Italia

pubblicato da Renato Marino


Catturato nel bel mezzo di un summit mafioso che, secondo le parole del procuratore capo D’Agata, aveva finalità riorganizzative per “cosa nostra” catanese di tipo “difensivo e offensivo”.

Santo La Causa, latitante dal 2006 e tra i trenta ricercati più pericolosi d’Italia, è stato arrestato verso le 18.00 di ieri a San Pietro Clarenza, periferia di Belpasso, in una villetta rosa circondata da un alto muro di cinta e sorvegliata da diversi cani.

Il superlatitante, già condannato all’ergastolo per omicidio, è considerato dagli inquirenti il reggente del clan Ercolano-Santapaola, il capo dei capi di cosa nostra a Catania. Al momento dell’irruzione dei carabinieri La Causa avrebbe tentato la fuga con la complicità degli altri partecipanti al summit, senza riuscirci.

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