Tutti gli articoli con tag clan dei casalesi

Camorra, blitz contro i Casalesi: 17 arresti e sequestri per un miliardo

pubblicato da Renato Marino in: Camorra


Diciassette arresti e sequestri per circa un miliardo di euro sono in corso dalle prime luci dell’alba nel Casertano in un’operazione dei carabinieri contro il clan dei Casalesi.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse su richiesta della procura distrettuale antimafia di Napoli a seguito dell’attività investigativa del Ros che ha ricostruito “l’intero circuito economico di imprese, complessi turistici, appartamenti e terreni, nel quale venivano reinvestiti gli enormi proventi illeciti del sodalizio”, come spiega una nota dei carabinieri.

Le indagini hanno evidenziato la ramificata capacità da parte dell’organizzazione camorristica di infiltrarsi nel sistema degli appalti pubblici. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia anche il super latitante Antonio Iovine e Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco detto Sandokan, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, riciclaggio e turbativa d’asta. In manette, scrive L’Occidentale, anche un ex consigliere regionale dell’Udeur, Nicola Ferraro.

Via | Il Meridiano

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Camorra: sequestrati ai Casalesi beni del valore di 15 milioni di euro. Posti i sigilli anche al lago d'Averno

pubblicato da Daniele Particelli in: Camorra Boss Reati finanziari Criminalità organizzata Personaggi Inchieste e processi

lagod'averno

Nuovo maxi sequestro ai danni del clan dei Casalesi: beni del valore di oltre 15 milioni di euro collegati al boss Giuseppe Setola, arrestato nel gennaio del 2009 nel Casertano.

Destinario del decreto di sequestro emesso dalla DDA è Gennaro Cardillo, arrestato il 10 giugno scorso per favoreggiamento aggravato: avrebbe aiutato il boss Setola nella sua latitanza, mettendogli a disposizione ristoranti e camere d’albergo della sua oasi con agriturismo sul lago d’Averno, a Pozzuoli.

Questo complesso era stato acquistato nel 1991 dalla società Country Club, intestata a Cardillo, ma controllata dal boss Setola.

Una transazione del valore di un miliardo e 200 milioni di lire che ha riguardato “l’intero terreno invaso dalle acque denominato lago d’Averno, dalla superficie complessiva di circa 55 ettari, are 77 e centiare 80“.

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Operazione Tamacò: sgominata banda di narcotrafficanti, coinvolte famiglia della 'ndrangheta e della camorra

pubblicato da Daniele Particelli in: Ndrangheta Droga e Narcotraffico Camorra Criminalità organizzata

GuardiaDiFinanza

‘Ndrangheta e Camorra uniti per l’acquisto della cocaina? Stando ai risultati dell’operazione Tamacò, sembra di sì.

Questa mattina la Guardia di Finanza ha arrestato 16 narcotrafficanti, membri di una banda che si occupava di far entrare in Italia droga proveniente da Venezuela e Colombia, passando spesso per l’Africa e il Nord Europa.

I narcos, stando a quanto si è appreso, erano collegati alla famiglia di ‘ndrangheta dei Barbaro di Platì, attivi a Reggio Calabria e con quella dei Latorre di Mondragone, attivi a Caserta e collegati al clan dei Casalesi. E’ l’Ansa a fornire maggiori dettagli al riguardo:

Lo snodo principale del traffico era il porto olandese di Amsterdam, ma la cocaina arrivava in qualsiasi porto, italiano od europeo, ritenuto idoneo dai trafficanti. La droga veniva poi smerciata dall’organizzazione gestita dalle due famiglie italiane. […] Nel corso dell’inchiesta, i finanzieri hanno sequestrato 700 chili di cocaina giunti nel porto di Livorno in un container con pelli essiccate. Durante le indagini, i finanzieri si sono serviti anche di uno strumento informatico denominato “molecola” ideato dallo Scico della guardia di finanza di concerto con la Direzione nazionale antimafia e che serve a monitorare i flussi finanziari per verificare eventuali anomalie. E’ anche grazie a questo strumento che sono stati sequestrati beni per un’ottantina di milioni di euro.

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Clan dei Casalesi: in manette 26 esponenti dell'ala stragista un tempo guidata da Giuseppe Setola

pubblicato da Daniele Particelli in: Estorsione e racket Camorra Boss Stragi Omicidi-Suicidi Bande e delinquenti Criminalità organizzata Personaggi

giuseppe setola

Nuova operazione contro il clan camorristico dei Casalesi - la quarta in una settimana - che ha portato all’arresto di 26 persone tra Napoli e Caserta.

Questa volta gli arrestati sarebbero legati alla cosca guidata da Giuseppe Setola (anche lui destinatario dell’ordinanza), il boss arrestato nel gennaio dello scorso anno ed accusato di almeno 18 omicidi, inclusi quelli dei sei nordafricani uccisi nella strage di Castel Volturno.

I 26 finiti in manette, secondo gli inquirenti, si sarebbero resi responsabili di diversi attentati con l’utilizzo di armi da guerra ai danni di commercianti ed imprenditori dell’agro aversano.

Non solo: avrebbero anche favorito la latitanza di capi e gregari della cosca tra le province di Napoli e Caserta, incluso lo stesso Setola.

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Clan dei Casalesi: in manette 9 membri della famiglia di Francesco "Sandokan" Schiavone

pubblicato da Daniele Particelli in: Estorsione e racket Camorra Bande e delinquenti Criminalità organizzata Personaggi

Francesco Schiavone

Nuovo blitz anticamorra nei confronti del clan dei Casalesi, a meno di cinque giorni dall’ultima ondata di arresti che aveva coinvolto membri ed affiliati del clan camorrista operante nel Casertano.

Questa volta a finire in manette sono stati 9 membri della famiglia Schiavone, capeggiata da Francesco “Sandokan”, condannato all’ergastolo nel processo Spartacus e attulamente detenuto in regime di 41 bis.

A dare un nuovo impulso alle indagini è stato l’omicidio di Laiso Crescenzo, considerato affiliato al clan Schiavone, ucciso in un agguato lo scorso 20 aprile a Villa di Briano.

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Blitz anticamorra: in manette 14 affiliati al clan dei Casalesi

pubblicato da Daniele Particelli in: Estorsione e racket Camorra Boss Bande e delinquenti Criminalità organizzata Personaggi

camorra

Nuovo blitz anticamorra nei confronti del clan dei Casalesi, che non ha certo bisogno di presentazioni. Ben 14 persone sono finite in manette con le accuse di associazione mafiosa, subornazione, induzione a non rendere dichiarazioni all’Autorità Giudiziaria, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante del metodo mafioso.

Destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere sono 14 membri e affiliati del clan dei Bidognetti, capitanato da Francesco “Cicciotto e’ mezzanotte” Bidognetti, condannato all’ergastolo nel processo Spartacus.

Tra i colpiti, si legge su CasertaSette, “vi è anche un legale del Foro di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), difensore di alcuni esponenti di spicco del clan, a cui viene contestato il concorso esterno in associazione mafiosa. Si tratta dell’avvocato Carmine D’Aniello, con studio legale nell’agro aversano“.

Quest’ultimo, stando a quanto emerso, avrebbe fatto da messaggero tra Bidognetti, detenuto in regime di 41bis, e l’esterno, contribuendo così a mantenere il suo ruolo di leader del clan.

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I 30 latitanti più pericolosi d'Italia: Michele Zagaria, boss dei Casalesi

pubblicato da Renato Marino in: Camorra Latitanti Boss


Il boss superlatitante Michele Zagaria si muove liberamente per il Belpaese? Così sembrerebbe dalle intercettazioni della Guardia di finanza di Modena, due, che ne registrano la voce mentre parla al telefono nel corso di un viaggio su un treno Modena-Napoli.

Se ne leggeva qualche settimana fa su Il Corriere di Aversa e Gugliano. Il boss dei Casalesi trova il tempo per una battuta con l’interlocutore sul suo nomignolo: meglio “cuoll stuort” che “capastorta”. Condannato all’ergastolo nel 2008 nel processo Spartacus, Michele Zagaria di Casapesenna è indicato dalla Dda di Napoli come il re del cemento mafioso in Italia.

Uno che ha saputo emergere nel clan mentre altri cadevano in disgrazia. Uno capace persino di infiltrarsi nel ciclo del cemento nei territori della ‘ndrangheta. Zagaria fece perdere le proprie tracce 15 anni fa. Da allora il boss che volle farsi costruire una villa alla Scarface sembra introvabile mentre gli affari del clan sono cresciuti a dismisura.

Il sistema Zagaria, inteso come infiltrazione criminale nell’economia legale e negli appalti pubblici e non, va ben al di là dei confini campani e tocca il Lazio, la Toscana, l’Umbria, l’Abruzzo, la Lombardia e in particolar modo l’Emilia Romagna.

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Camorra: scarcerato Carmine Zagaria, Dda in allarme

pubblicato da Renato Marino in: Camorra


Il Riesame ha scarcerato per mancanza di gravi indizi di colpevolezza Carmine Zagaria, fratello del superlatitane Michele, primula rossa dei Casalesi insieme ad Antonio Iovine. Zagaria era finito in manette lo scorso 31 marzo in un blitz dei carabinieri in cui era stato arrestato anche il padre, al quale in ragione dell’età avanzata erano poi stati concessi i domiciliari.

I giudici hanno in parte accolto il ricorso del 72enne Nicola Zagaria. Nel suo caso non sussistono gli estremi per l’associazione camorristica. È caduta quindi l’imputazione che lo vedeva quale promotore dell’associazione di stampo mafioso mentre resta quella per un tentativo di estorsione. L’uomo rimane comunque agli arresti domiciliari. Sui motivi della scarcerazione del figlio Carmine, invece, si legge in dettaglio su Caserta News:

Nel ricorso in favore di Carmine Zagaria, il difensore ha eccepito che le accuse contro di lui non sono dirette, ma riferite da altri. La vicenda è relativa all’acquisto di un immobile a Soliera, in provincia di Modena. Dopo aver stipulato un preliminare, a Raffaele Cantile sarebbe stato impedito con minacce e atti violenti di perfezionare l’acquisto. In particolare, Nicola e Carmine Zagaria avrebbero minacciato e schiaffeggiato Cantile e gli avrebbero poi rivolto ulteriori minacce e intimidazioni attraverso il padre e uno zio. Questi ultimi però, secondo la difesa dell’indagato, non hanno confermato le accuse.

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Camorra, Villa di Briano: arrestato Salvatore Laiso, fratello di Crescenzo, per triplice omicidio

pubblicato da Renato Marino in: Camorra Omicidi-Suicidi


È stato tratto in arresto dalla Mobile di Caserta Salvatore Laiso, 28 anni, detto “Chicchinoss”. È il fratello di Crescenzo, ucciso ieri nell’agguato a Villa di Briano di cui parlavamo stamattina. Per gli investigatori Salvatore Laiso, 28 anni, sarebbe uno degli esecutori materiali del triplice omicidio di Modestino Minutolo, Francesco Buonanno e Giovanni Battista Papa.

Secondo quanto emerso dalle indagini i tre furono uccisi, nel maggio scorso, per uno “sgarro” fatto ai Casalesi-fazione Schiavone, nella gestione del racket delle estorsioni tra Grazzanise e Capua. Ritenuti affiliati al clan capeggiato da “Sandokan” (così come i fratelli Laiso) Minutolo Buonanno e Papa avrebbero pagato con la vita l’affronto all’organizzazione camorristica.

L’arresto di Laiso, disposto dalla Dda partenopea, apre nuovi scenari anche sul possibile movente dell’omicidio del fratello: l’agguato in cui ieri è morto Crescenzo, potrebbe infatti essere legato proprio a quegli omicidi. Una vendetta. Che segue di un mese l’omicidio di Salvatore Ricciardi, anche lui ritenuto affiliato al clan capeggiato da Schiavone. Era questa la temuta valanga di cui parlava il boss, in regime di 41 bis, in una missiva spedita dal carcere ai familiari lo scorso gennaio?

Via | L’Eco di Caserta
Foto | Flickr

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Clan dei Casalesi: Giuseppe Setola fa ricorso alla Corte europea contro l’ergastolo

pubblicato da Renato Marino in: Camorra Boss Dei delitti e delle pene


Invoca “un giusto processo”, il “rispetto per le regole” e si appella alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Giuseppe Setola, scrive oggi Il Mattino, ha presentato attraverso i suoi legali un ricorso alla Corte europea contro la condanna all’ergastolo divenuta definitiva dopo la sentenza della Cassazione.

Il presunto fautore della svolta stragista dei Casalesi, l’uomo che sarebbe stato a capo dell’ala più sanguinaria del clan, è accusato di ben 18 omicidi tra cui quelli dei sei nordafricani uccisi nella strage di Castel Volturno. Da Lunaset:

Condannato finora (all’ergastolo) per uno di questi delitti, un assassinio commesso nel 1995 a Teverola (Caserta), Setola - come riporta oggi un quotidiano partenopeo - giudica “aberrante” quella sentenza (…) e chiede in proposito l’intervento della Corte europea. La questione sollevata dai suoi legali riguarda l’effettiva partecipazione materiale dell’uomo dei Casalesi al delitto. Secondo alcuni pentiti, Setola aveva dato la propria disponibilità materiale a far parte del commando omicida ma poi si trovò in un gruppo di fuoco che non sarebbe stato utilizzato per l’agguato. Secondo i legali di Setola, l’ergastolo a un soggetto “che nemmeno era presente al momento dell’omicidio” arretra “in maniera assolutamente aberrante la soglia della punibilità”.

Setola finì in manette il 14 Gennaio 2009 a Mignano Montelungo, nel Casertano, dopo una rocambolesca fuga.

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