
Dovrebbe celebrarsi oggi, tra tante polemiche e l’indignazione di molti, il matrimonio tra Angelo Izzo, il mostro del Circeo che sta attualmente scontando il suo secondo ergastolo, e la giornalista Donatella Papi.
Abbiamo usato il condizionale perchè c’è un piccolo problema che potrebbe mettere a rischio le nozze: i due non sono riusciti a trovare un testimone.
La Papi, a questo proposito, ha fatto sapere di aver iniziato per protesta uno sciopero della fame ed ha anche lanciato un appello affinchè qualcuno si faccia avanti e si proponga come testimone.

Nel 2004 ad Angelo Izzo, condannato all’ergastolo per aver preso parte, il 29 settembre 1975, al massacro del Circeo, era stata concessa la semilibertà.
Il 28 aprile 2005 Izzo, proprio mentre godeva di quel beneficio, uccise Carmela Linciano e Valentina Maiorano, rispettivamente madre e figlia, in una villa a Ferrazzano, in provincia di Campobasso, e per quel delitto fu condannato ad un altro ergastolo.
L’intera vicenda aveva fatto molto discutere l’opinione pubblica e ora anche la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo si è espressa sulla questione, condannando le autorità italiane a risarcire i familiari delle due vittime con 45 mila euro.
Concedendo la semilibertà ad Izzo, infatti, le autorità italiane avevano violato il diritto alla vita delle due donne, diritto che è sancito dall’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La notizia del possibile matrimonio della giornalista Donatella Papi con Angelo Izzo ha già fatto parecchio discutere e molti di voi si sono chiesti: “come si fa a sposare un mostro come quello?”
La risposta l’ha data la stessa Papi, sostenendo che Izzo è tutt’altro che un mostro, è innocente sia per quanto riguarda il massacro del Circeo sia per quello di Ferrazzano. Ecco cosa ha dichiarato nel corso della trasmissione Italia Sul Due:
Sono una giornalista, ho 53 anni, conosciuta e stimata, nell’ultimo anno mi sono occupata totalmente di solidarietà e casi difficili in cui ho acquisito esperienza e conoscenze specifiche. Da oltre vent’anni seguo sia la vicenda del Circeo sia l’omicidio di Ferrazzano che hanno coinvolto il detenuto Angelo Izzo, condannato per ben due volte a una pena ingiusta. Farò riaprire il processo per il delitto di Ferrazzano fin da oggi, porterò prove, documenti e spero testimonianze chiave. Così come farò in modo che si riparli soprattutto del primo caso che vide coinvolto Izzo, quello del Circeo, da cui ha origine tutto.
Continuano ad emergere inquietanti dettagli sul caso della famiglia Mohler, la famiglia degli orrori che sta sconvolgendo gli Stati Uniti e di cui ci siamo già occupati in passato.
Ai cinque uomini arrestati con l’accusa di aver violentato per anni sei figli-nipoti ora se n’è aggiunto un sesto, Darrel Wayne, 77 anni, fratello del capofamiglia.
Come vi avevamo anticipato, le ricerche degli investigatori - che per giorni hanno setacciato la campagna nei dintorni di Bates City - hanno portato alla scoperta di ossa umane, portando a galla anche un caso di omicidio. La famiglia di aguzzini avrebbe anche costretto tre delle bambine violentate ad uccidere uno sconosciuto, a scavargli la fossa e a seppellirlo.

Si torna a parlare del massacro del Circeo: dopo che Gianni Guido è stato rimesso ufficialmente in libertà, Angelo Izzo, che sta scontando il suo secondo ergastolo - uno per il massacro del Circeo, uno per quello di Ferrazzano - nel carcere di Velletri, potrebbe convolare a nozze.
A dichiararlo è stato lui stesso. La sua anima gemella sarebbe la giornalista Donatella Papi, ex cronista de Il Giornale e oggi direttrice del giornale on line www.comincialitalia.net, sua vecchia conoscenza dai “tempi pariolini“.
La Papi, dopo aver scambiato lettere per anni con Izzo, gli avrebbe proposto di sposarlo e il 30 ottobre scorso ha scritto al direttore del carcere chiedendo di essere autorizzata a incontrare Izzo per “concordare con lo stesso le modalità e le autorizzazioni necessarie al fine di contrarre matrimonio in regime intramurario“.

I cinque uomini che vedete in foto si chiamano Jared Leroy Mohler, David A. Mohler, Burrell Edward Mohler Sr., Burrell Edward Mohler Jr. e Roland Neil Mohler, hanno rispettivamente 48, 52, 77, 53 e 47 anni e come potete facilmente intuire sono tutti parenti: quello al centro è il padre e gli altri sono i suoi figli.
I cinque sono stati arrestati in queste ore con l’accusa di aver violentato per anni sei bambini, figli e nipoti, coinvolgendoli in una serie di atroci rituali, da finti matrimoni tra loro a sodomia violenta - è questa una delle accuse - arrivando a far abortire una di loro all’età di appena 11 anni.
Tre di loro erano anche pastori laici della chiesa della “Community of Christ“, nelle campagne poco distanti da Kansas City.
Gli investigatori, che al momento stanno setacciando l’area alla ricerca di possibili cadaveri, sono convinti che le vittime degli abusi siano molte di più di quelle fin’ora trovate e a questo proposito hanno chiesto l’aiuto dell’intera comunità.
Gianni Guido, uno dei tre massacratori del Circeo del 30 settembre 1975, il 25 agosto scorso aveva finito di scontare la sua condanna e poteva considerarsi a tutti gli effetti un uomo libero.
Quella decisione aveva scatenato una serie di polemiche, soprattutto da parte dei residenti del quartiere Nomentano a Roma, dove l’uomo era tornato a vivere.
A questo proposito la Procura aveva chiesto per l’uomo la libertà vigilata per motivi di sicurezza. La decisione finale, da parte del giudice del tribunale di Sorveglianza Enrico Della Ratta Rinaldi, attesa per settembre, è arrivata.
Gianni Guido, dopo un’attenta analisi, è stato giudicato “non socialmente pericoloso” e la richiesta della libertà vigilata è stata respinta.
Dopo gli aggiornamenti di qualche giorno fa - che avevano suscitato non poche polemiche - torniamo a parlarvi di Gianni Guido, uno dei tre massacratori del Circeo, che ha da poco terminato di scontare la sua condanna.
Numerose le telefonate di protesta giunte al Telefono Rosa, diverse le proteste degli abitanti del quartiere Nomentano, dove Guido dovrebbe risiedere.
E’ di oggi la notizia che la Procura ha chiesto la libertà vigilata, “per motivi di sicurezza“. La decisione finale, però, spetta ad Enrico Della Ratta Rinaldi, il giudice del Tribunale di sorveglianza di Roma che aveva ratificato il “fine pena”.
L’udienza per decidere se respingere o accordare la richiesta avanzata dalla Procura è stata fissata per settembre. Nel frattempo c’è anche chi difende Guido a suon di “sono passati 30 anni, è ora di lasciarlo in pace“.
Fine pena 25 agosto 2009. E’ quanto c’è scritto sulla scheda del casellario giudiziario di Gianni Guido, l’ex ragazzo della borghesia romana responsabile, insieme a Angelo Izzo e Andrea Ghira, di quello che è ormai noto a tutti come il massacro del Circeo.
Nel maggio del scorso anno Guido era uscito dal carcere ed era stato affidato ai servizi sociali che per lui avevano disposto la dimora presso la casa dei suoi genitori.
Ieri anche quell’obbligo si è concluso e Gianni Guido, ora 53 anni, è un uomo libero.
Sono passati ben 34 anni da quel 29 settembre 1975, quando Guido, insieme a Izzo e Ghira, ha violentato, seviziato e massacrato per più di 24 ore le giovanissime Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, quest’ultima annegata dai tre in una vasca da bagno.

I cadaveri dei coniugi Antonio Olla, 82 anni, e Teresa Pacetti, 75, sono stati scoperti ieri a Quarto, in via Schiaffino, ma la morte sarebbe avvenuta qualche giorno fa.
Secondo le prime ricostruzione, si è trattato di un caso di omicidio-suicidio: i rapporti tra i due si erano deteriorati qualche anno fa, ma avevano comunque deciso di continuare a vivere sotto lo stesso tetto, da separati in casa.
Qualche giorno fa l’ennesimo alterco, che questa volta si è concluso in tragedia, come riporta Il Giornale:
L’anziano, al culmine di una lite furibonda, ha preso il primo oggetto a portata di mano, in questo caso il pesante filtro della macchinetta casalinga per il caffè espresso, ed ha colpito in modo letale la convivente, che è crollata sul pavimento