
Continuano le indagini sulla morte di Brenda, la transessuale legata al caso Marrazzo trovata morta nella sua abitazione romana di via Due Ponti.
Nei giorni scorsi vi abbiamo aggiornato costantemente: si è parlato di due cellulari scomparsi, di un secondo video hot che sarebbe stato fatto sparire e del mistero del computer finito nel lavandino pieno d’acqua, un computer che secondo gli inquirenti poteva non appartenere a Brenda.
Il contenuto di tale pc potrebbe non essere compromesso come si era pensato in un primo momento: dei tecnici sono attualmente al lavoro e da quanto si appreso fin’ora “l’acqua non ha danneggiato i file” e questo dettaglio potrebbe essere fondamentale per condurre le indagini in una direzione ben precisa.
Gli interrogatori di amici e conoscenti continuano e nelle ultime ore - oltre ad essere apparsa in rete un’intervista fatta a Brenda da Gabriele Paolini - è emerso che molte persone avevano le chiavi dell’appartamento di Brenda.
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Ve lo abbiamo anticipato stamattina e in queste ore sono emersi nuovi dettagli: la transessuale Brenda, uno dei personaggi al centro del caso Piero Marrazzo, è stata ritrovata morta nel suo appartamento romano di via Due Ponti, carbonizzata in non si sa bene quali circostanze.
La storia del suicidio non regge e la procura di Roma ha già aperto aperto un’indagine per omicidio volontario. Brenda aveva paura ed aveva già preparato le valigie per fuggire.
Anche il telefonino di Brenda - così come quello del pusher Gianguarino Cafasso, morto per arresto cardiaco - è scomparso e il suo PC è stato distrutto da qualcuno che la immerso nell’acqua e lasciato lì, forse nel tentativo di cancellare qualcosa.
Immediato è stato il commento del legale di Piero Marrazzo, Luca Petrucci:
Non posso pensare che la settimana scorsa questa persona è stata aggredita e rapinata e da poche ore è morta bruciata. Vanno approfondite le cause, capire cosa c’è dietro. Anche se non ho nessun elemento per aggiungere qualcosa in più, se non quello che apprendo dai media, dico che forse le indagini stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno bianca, dove si mettevano tra l’altro a tacere i testimoni. In questo senso ritengo giusto mettere sotto protezione Natalì.
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Il Lazio Gate si tinge di giallo: stamane è stata ritrovata carbonizzata nel suo appartamento in via dei Due Ponti, Brenda, la transessuale al centro - insieme a Natalì - del caso Piero Marrazzo: ricordate, il video in cui l’ex Governatore del Lazio veniva ritratto insieme a una transessuale, e per cui fu ricattato da alcuni carabinieri? Col cadavere di stamane, i morti salgono a due, come leggiamo anche su polisblog.
Il primo, Gianguarino Cafasso, era il pusher che riforniva di cocaina i trans e i frequentatori dei festini nella zona. Portava solo dai dieci grammi in su, i carabinieri sapevano benissimo che agiva da quelle parti, lo lasciavano fare, e in cambio prendevano qualche soffiata sui clienti vip della zona. Ovviamente per ricattarli, perché Marrazzo forse non è l’unico in quella situazione, a quanto sembra.
Il corpo carbonizzato di Brenda invece riapre la vicenda: uccisa perché sapeva troppo? Cosa sapeva? Si parla di suicidio, ma è un suicidio anomalo, pochissimi si danno fuoco per togliersi la vita. Forse un incidente - la classica stufetta elettrica, o la sigaretta accesa quando ci si addormenta - sapremo dirvi di più nelle prossime ore.
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