Di Renato Vallanzasca avevamo parlato spesso in passato: ora su Chi saltano fuori queste foto che lo mostrano in libera uscita con la compagna Antonella d’Agostino. Per saperne di più sul Bandito della Comasina, rileggetevi questa intervista dell’ottimo Paolo Madeddu per Rolling Stone.
Evitiamo gli epiteti come “il bel Renè”. Come il bandito della Comasina. Come tutto questo genere di cose. Sta di fatto che Renato Vallanzasca si è sposato. Ci sono voluti quarant’anni, ma lui e Antonella d’Agostino hanno potuto coronare il loro sogno. Essere uniti in matrimonio, potete leggere un bel pezzo a riguardo qui su Il Giornale.
E poco conta che ancora pochi mesi fa sia stata negata la grazia a Renato Vallanzasca, che sia rimasto uno degli ultimi a pagare, uno che sta ancora adesso pagando per tutti, e che lo Stato ha voluto far diventare un esempio, un monito. Non fate come lui. O fate la sua fine. Poco importa che nessun altro abbia fatto la sua fine, che l’epoca di Vallanzasca sia finita da un pezzo, che la mala anni ‘70 di anni ne ha troppi, si è riciclata o è stata spazzata via da nuove formazioni criminali.
Lui deve restare in galera a pagare. Ora si è sposato con Antonella d’Agostino; i due avevano anche scritto un libro insieme, potete leggere qualcosa a riguardo qui sul sito del - massì, cadiamoci nel luogo comune per evitare le ripetizioni - bel Renè.
Ovviamente non lo si può intervistare dal vivo. Se è per questo non l’ho neanche intervistato io, ma il buon Paolo Madeddu per Rolling Stone, e l’intervista la trovate qui su bareddu.it. E’ una delle più interessanti di quelle fatte recentemente al bandito della Comasina. Uno che ha pagato, tanto; con la galera, tanta; e che ha pagato anche per gli altri, fedele ad un concetto di responsabilità allargata che offre davvero l’immagine di un criminale d’altri tempi.
Uno che sta pagando ancora, perché da fuori non lo tireranno di sicuro: o al massimo lo faranno con i piedi davanti. La grazia negata è solo l’ultimo esempio della storia di un uomo che lo Stato ha voluto far diventare un esempio. La sua vicenda è nota, ma se volete rinfrescarvi la memoria, potete leggerla su Wikipedia. Molto interessante anche il sito messo in piedi dallo stesso Vallanzasca.
Aveva quasi settant’anni Lidia Meschini; e aveva in casa soprattutto, qualcosa come cinque kg di hashish e due etti di cocaina. Lidia Meschini era una donna che arrivava da una malavita d’altri tempi, una mala in cui si incrociavano personaggi come Renato Vallanzasca e Francis Turatello, e magari qualche anno prima vere e proprie leggende viventi come Luciano Lutring. Lidia Meschini era stata la compagna di Mario Plinio d’Agnolo, legatissimo proprio a Francis Turatello. Ed non aveva mai perso il vizio - o chissà l’aveva preso in questi anni - di spacciare. Lei e suo figlio. In casa. Quando avevano disponibilità di stupefacente, tenevano accesa una luce della casa, quella della sala. E la gente, i piccoli spacciatori di Lambrate, iniziavano ad arrivare. Senza dubbio un arresto da abbinare ad un breve video preso da “L’erba di Grace”.