Riciclavano ingenti somme di denaro “ritenute provenienti da attività illecite riconducibili agli affari di Cosa Nostra” su conti aperti alle Bahamas in collaborazione con un alto funzionario della banca svizzera Arner, Nicola Bravetti.
Gli Zummo, padre e figlio, assieme a Bravetti - considerato la “mente dell’organizzazione” - sono accusati di concorso in intestazione fittizia di beni, con le aggravanti per aver agito in favore di Cosa Nostra. Gli arresti sono stati messi in atto dalla Direzione investigativa antimafia, coordinata dal pm Roberto Scarpinato. Il dirigente della banca ticinese si trova agli arresti domiciliari a Lugano, il suo ruolo sarebbe stato quello di far sparire tramite false intestazioni i soldi provenienti dagli Zummo.
Le somme occultate nel conto denominato “Pluto” - circa 13 milioni di euro - farebbero parte del tesoro di Vito Ciancimino, ex sindaco parlermitano della DC protagonista principale del famoso “Sacco di Palermo” degli anni 60′-70′, la più grande speculazione edilizia avvenuta in Sicilia, considerato dai magistrati dell’epoca “la più esplicita infiltrazione della mafia nell’amministrazione pubblica”.
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