Venezuela, omicidio Emiliano Astore: forse assalito da "pirati del mare"

pubblicato da Renato Marino


Proseguono le indagini sull’omicidio di Emiliano Astore, l’italiano di 36 anni trovato morto sulla sulla barca ormeggiata lungo le coste dell’isola di Margarita in Venezuela. A ucciderlo, con due colpi di pistola al volto, sarebbero stati i “pirati del mare”.

Secondo le testimonianze raccolte dai media locali, poco dopo gli spari è stato visto un “penero”, un’imbarcazione a motore, fuggire verso l’alto mare. “A bordo della barca abbiamo riscontrato molto disordine, per cui è probabile che il turista sia stato aggredito, con il proposito di derubarlo”, ha dichiarato Ricardo Marcano, responsabile della polizia scientifica.

El Nacional scrive che il turista italiano non avrebbe avuto i documenti in regola per attraccare sull’isola e ricorda la recente uccisione a Margarita di Mererck Hendrick, olandese di 36 anni, freddato con un colpo di pistola a scopo di rapina.

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Mafia americana: origini e guerra castellammarese

pubblicato da Renato Marino


Con questo post inauguriamo un altro dei nostri appuntamenti mensili a cadenza fissa dopo Serial killer, Most wanted Fbi, Trenta latitanti italiani più pericolosi, Tecniche investigative.

Cosa Nostra americana. Quando nasce, le famiglie mafiose più importanti, le guerre, i rapporti con la “madrepatria”. Il fenomeno prende le mosse agli inizi del novecento preceduto dalla cosiddetta Mano Nera e agevolato dall’emigrazione oltreoceano degli italiani che specie dalle regioni meridionali partivano per gli States.

Una emigrazione spesso forzata e non solo per ragioni economico-sociali. La caccia ai boss mafiosi nella Sicilia dell’epoca, quella in cui Mussolini aveva inviato il “prefetto di ferro” Cesare Mori, aveva fatto trasferire molti boss in America: in quel momento era una delle poche alternative al carcere.

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UK: concluse le indagini sulla morte di Raoul Thomas Moat. Non sono stati gli agenti ad ucciderlo

pubblicato da Daniele Particelli

Raoul Thomas Moat

Sono passate diverse settimane dall’epilogo della vicenda di Raoul Thomas Moat, il buttafuori 37enne rimasto in fuga per 7 giorni dopo aver ferito l’ex fidanzata ed ucciso il nuovo compagno di quest’ultima.

Moat, uscito di prigione qualche giorno prima, aveva sete di vendetta e tutti quelli che avevano dei conti in sospeso con lui erano stati allertati e messi sotto protezione.

L’intera vicenda si concluse il 9 luglio scorso nei boschi del Northumberland: dopo sei ore di trattative con gli agenti Moat si è sparato un colpo in testa ed è morto poco dopo essere stato portato in ospedale.

Gli agenti, però, lo colpirono ben due volte con il taser: e se fossero state le scariche elettriche a far partire il colpo accidentale dal fucile di Moat?

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Omicidio Luigi Giustolisi a Catania: le indagini

pubblicato da Renato Marino


L’obiettivo dei sicari era una sola persona. È una delle ipotesi al vaglio dei carabinieri e della Dda che stanno indagando sull’agguato consumatosi nella notte a cavallo tra il 27 e il 28 agosto a Catania in via Medaglie d’oro.

I Killer avrebbero avuto come unico bersaglio Michele Beninato, 23 anni, rimasto ferito. È riuscito a sfuggire ai sicari trovando riparo nell’abitazione di uno sconosciuto che gli ha aperto la porta cui il giovane aveva bussato chiedendo aiuto. Scrive Sicilia Informazioni:

in base a questa tesi, ritengono estranei alla vicenda Luigi Giustolisi, di 21 anni, rimasto ucciso nella sparatoria, e Michele Di Mauro, di 30, ferito perché scambiato per Beninato dai sicari. Secondo questa ricostruzione, Giustolisti avrebbe avuto soltanto la colpa di avere dato un passaggio in moto al vero obiettivo del gruppo di fuoco, Di Mauro di essere scambiato per Beninato cercavano per ucciderlo dopo averlo ferito. La Procura ha ribadito che il metodo del delitto fa pensare che sia di stampo di mafioso ma ha precisato che Giustolisi è assolutamente estraneo ad ambienti criminali.

Il ventunenne è stato colpito da due proiettili calibro 7.65 che l’hanno raggiunto alla spalla e al polmone. I funerali si svolgeranno domani nella chiesa di Santa Maria La Guardia.

Via | Catania Oggi

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Colognola: 40enne marocchino picchia ed accoltella la fidanzata incinta

pubblicato da Daniele Particelli

Ospedali Riuniti Bergamo

Sono ancora in corso le ricerche dell’uomo che sabato sera a Colognola ha accoltellato la fidanzata 25enne Nicoletta Gaspani dopo averla picchiata con calci e pugni.

La giovane, incinta di tre mesi, aveva conosciuto l’uomo, un 40enne marocchino, solo pochi mesi prima: dopo una breve frequentazione, l’inattesa gravidanza che in questi ultimi giorni aveva provocato non poche discussioni tra i due.

Sabato sera, come riporta oggi L’Eco di Bergamo, la situazione è precipitata:

Secondo una prima ricostruzione dei fatti - ma gli inquirenti sono ancora al lavoro - i due fidanzati si trovavano all’interno dell’abitazione di lui, al quinto piano di un condominio di Colognola. […] Improvvisamente è scoppiata una furibonda lite e il marocchino si sarebbe scagliato contro la giovane di Capriate, colpendola con calci e pugni, causandole lividi e tumefazioni al volto. Infine, le avrebbe sferrato una coltellata all’addome. Lei ha raccontato di aver tentato la fuga, ma l’uomo glielo avrebbe impedito chiudendo la porta a chiave.

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Messico: arrestato il narcotrafficante Edgar Valdez Villarreal, capo del cartello dei Beltran Leyva

pubblicato da Daniele Particelli

Un nuovo passo in avanti nella lotta contro il narcotraffico è stato compiuto ieri, in Messico, con l’arresto del boss Edgar Valdez “La Barbie” Villarreal, da pochi mesi leader del cartello dei Beltran Leyva.

Il 37enne, con un passato da sicario, è stato arrestato a Città Del Messico grazie ad un lavoro di intelligence iniziato nel giugno del 2009.

Villarreal è uno dei tanti protagonisti delle drug wars messicane e, secondo il Presidente Felipe Calderon, era anche “uno dei criminali più ricercati in Messico e all’estero“.

Negli Stati Uniti era ricercato per traffico di cocaina e sulla sua testa era stata posta una taglia di 2 milioni di dollari.

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Love Parade Duisburg: il video che accusa la polizia

pubblicato da Renato Marino

E arriva il video che accusa la polizia. Gli organizzatori del mega concerto di Duisburg, dove lo scorso 24 luglio morirono 21 persone, tra cui l’italiana Giulia Minola, hanno diffuso questo filmato nel quale si vedono gli agenti che ordinano il formarsi di una catena umana che, limitata da barriere di metallo, ha poi fatto da tappo all’entrata della galleria, con la calca umana fuori controllo e le tragiche conseguenze.

“I cordoni hanno creato un blocco e sono stati probabilmente la causa del disastro. La domanda nella nostra mente è: perchè lo hanno fatto?” ha detto l’organizzatore Rainer Schaller. L’intero materiale è visibile qui.

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Venezuela, omicidio: ucciso turista italiano Emiliano Astore

pubblicato da Renato Marino

Un turista italiano, Emiliano Astore, è stato trovato morto in Venezuela a bordo della sua barca nell’isola di Margarita. L’uomo, secondo quanto dichiarato dai responsabili delle indagini, è stato ucciso con due colpi di pistola al volto e il riconoscimento è stato possibile solo grazie ai documenti di identità.

Il cadavere è stato rinvenuto domenica nel porto di Punta de Piedra sull’imbarcazione Yuncano Miami, di proprietà dell’uomo e battente bandiera americana, ma secondo gli investigatori l’omicidio risalirebbe a venerdì. I familiari della vittima, contattati dalla rappresentanza diplomatica italiana a Caracas, arriveranno in Venezuela nelle prossime ore.

Foto | Flickr

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Sparatoria a Bratislava: 50enne armato di mitra stermina un'intera famiglia. Uccise 6 persone, 19 i feriti

pubblicato da Daniele Particelli


Sei morti e tredici feriti: è questo il bilancio, appena diffuso dall’agenzia di stampa Tasr, di una sparatoria avvenuta questa mattina, poco dopo le 10, a Bratislava.

Un 50enne armato di mitra, ha aperto il fuoco contro un’abitazione nel quartiere periferico Devinska Nova Ves, sterminando un’intera famiglia composta da 6 persone.

Poi, ormai circondato dalle autorità, ha iniziato a sparare contro i passanti, ferendo in totale 19 persone, di cui tre in modo grave.

Alla fine, quando non aveva più possibilità di fuga, ha rivolto il fucile contro se stesso e si è tolto la vita.

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Strage in Arizona: Brian Diez uccide cinque persone e si toglie la vita

pubblicato da Daniele Particelli

Brian Diez

Ancora una strage negli Stati Uniti, l’ennesima nel giro di pochi mesi: questa volta è successo a Lake Havasu City, in Arizona.

Brian Diez, 26 anni, poco dopo la mezzanotte di sabato ha fatto irruzione a casa del nuovo compagno dell’ex moglie ed ha aperto il fuoco contro i presenti.

Cinque persone sono morte - tra queste l’ex moglie di Diez, Deborah Langastaff, 23 anni - mentre i due figli della coppia, sono stati rapiti dall’assassino.

La fuga è durata poco: Diez si è tolto la vita non lontano dal luogo della strage, mentre i due bambini sono stati ritrovati sani e salvi dalle autorità.

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