
Lo sfruttamento di bambini a fini criminosi non è cosa nuova e ci è già capitato di occuparcene in passato. L’ultimo caso è emerso nelle ultime ore a Trieste, dove tre cittadini croati sono finiti in manette con l’accusa di acquisto e alienazione di schiavi.
La “vendita” risale al settembre dello scorso anno: i genitori di una bambina di 13 anni l’hanno venduta ad una coppia di cittadini croati residenti in provincia di Padova per ben 200 mila euro.
Lo scopo dell’acquisto? Impiegare la bambina per piccoli furti in città.
A far partire l’indagine, lo scorso settembre, era stata la scoperta di due minorenni rom che erano stati ridotti in schiavitù da una banda di zingari.
Continua a leggere: Trieste: vendono la figlia per 200 mila euro, in manette tre cittadini croati

Sette narcotrafficanti, tra cui tre presunti membri dei Los Zetas, sono stati arrestati ieri nella zona industriale di Monterrey al termine di uno scontro a fuoco con le autorità.
Si tratta di una delle prime ondate di arresto dallo scoppio della guerra tra i Los Zetas e i narcotrafficanti del Cartello del Golfo. I militari, prima dello scontro, sono riusciti ad evacuare tre scuole, parte di un ospedale ed alcuni residenti della zona.
Nello scontro, che come riportano fonti locali è durato circa tre ore, è morto un presunto membro dei Los Zetas, mentre tre persone sono rimaste ferite.
Al momento i detenuti si trovano in una base militare in Messico in attesa degli interrogatori. Parallelamente, a San Nicolás, l’esercito ha arrestato il capo della polizia ed un suo assistente, entrambi sospettati di aver collaborato coi narcotrafficanti.
Via | UniVision

Fine della latitanza per Sebastiano Tutti, arrestato dagli agenti della Squadra mobile di Napoli in un appartamento a Torre del Greco questa mattina verso le 8.30. Al momento dell’irruzione l’uomo, alla macchia dal 2007 e tra i cento latitanti più pericolosi d’Italia, era solo e stava dormendo.
Tutti è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione camorristica e traffico internazionale di stupefacenti. Più precisamente è considerato il capo di un gruppo criminale che da circa un anno avrebbe assunto il controllo della zona vesuviana.
Per gli investigatori il latitante cambiava spesso rifugio. Il panorama criminale a Torre del Greco è in mutamento, tra faide, arresti e processi in corso. Da Metropolis web:
Racket ai commercianti, a processo la cupola della camorra a Torre del Greco: i fedelissimi del clan Falanga e gli scissionisti del rione Sangennariello dovranno comparire a metà aprile davanti ai giudici della prima sezione penale di Torre Annunziata.

Ucciso a colpi di pistola, davanti alle figlie. È accaduto intorno alle 21.00 di ieri a Longobardi, frazione di Vibo Valentia. La vittima è Michele Palumbo, 45 anni, incensurato, di professione perito assicurativo. Secondo una prima ricostruzione i killer l’avrebbero aspettato sotto casa, davanti alla porta della sua villetta.
L’uomo era appena sceso dall’auto insieme alle figlie quando è stato raggiunto in varie parti del corpo da una quindicina di proiettili esplosi a distanza ravvicinata. Ad agire, a volto coperto, sarebbero state due persone mentre una terza avrebbe atteso i sicari a bordo di un’auto, poi utilizzata per fuggire. Scrive la Gazzetta del Sud:
Le figlie, di 15 e 16 anni, per fortuna illese, sono rimaste atterrite, traumatizzate, letteralmente sconvolte di fronte ad una violenza criminale inaudita.

Continuano ad arrivare gli aggiornamenti sulla narcoguerra tra il cartello del Golfo e il gruppo paramilitare dei Los Zetas, che da qualche settimane è in corso a Reynosa, nello stato messicano di Tamaulipas.
Vi abbiamo già parlato dei rapimenti di alcuni giornalisti che negli ultimi giorni avevano fornito aggiornamenti in tempo reale sulla guerra in corso, ma ora la situazione sembra peggiorata e i narcotrafficanti stanno pian piano prendendo il controllo della stampa.
E’ in aumento, infatti, il numero di redattori e giornalisti corrotti dai narcos che, con circa 500 dollari al mese, qualche prostituta e casse di alcolici, riescono a far scrivere solo quello che vogliono che sia scritto.
Questi giornalisti, che di solito guadagnano circa 400 dollari al mese, si sono venduti volentieri al Cartello del Golfo e stanno convincendo i loro colleghi a fare altrettanto o comunque a tacere su quanto sta succedendo, a volte arrivando a vere e proprie minacce.
Lesioni dolose aggravate, ricettazione e porto abusivo di strumento atto ad offendere. Sono queste le accuse che hanno portato all’arresto, nella mattinata di ieri, di un 39enne italiano.
L’uomo, di cui sono state rese note le iniziali del nome, D.L.P., aveva da poco comprato una pistola tipo Beretta ad aria compressa e stamattina ha deciso di provarla sparando dalla finestra di un albergo in via dell’Amendola.
Uno dei colpi ha raggiunto all’orecchio sinistro uno studente di 15 anni, nella Capitale in gita scolastica, che è stato poi giudicato guaribile in sette giorni.
In poco tempo gli agenti sono giunti sul posto ed hanno identificato la finestra da cui erano partiti i colpi e, una volta entrati nella stanza, hanno trovato l’arma.

Tra i casi più eclatanti degli ultimi anni di omicidi in famiglia non si possono non citare i fratelli Joseph Lyle ed Erik Galen Menendez, nati rispettivamente nel 1968 e nel 1971.
I due sono cresciuti a Blackwood, New Jersey, nel lusso e nella ricchezza ed erano soliti trascorrere l’intera estate a Beverly Hills, dove la famiglia possedeva una seconda casa.
Proprio a Beverly Hills, il 20 agosto del 1989, di punto in bianco hanno massacrato i loro genitori, Jose e Kitty Menendez, inscenando una rapina.
Hanno aspettato che i genitori tornassero a casa e li hanno fatti fuori a colpi di fucile, così tanti da renderli quasi irriconoscibili. Poi si sono sbarazzati dei fucili e, per allontanare i sospetti da loro, sono andati al cinema a vedere Batman.
Continua a leggere: Famiglie assassine: i fratelli Joseph Lyle ed Erik Galen Menendez

Non è la prima volta che sentiamo parlare di tutori dell’ordine che invece di proteggere si macchiano di uno dei reati peggiori, la pedofilia.
E’ accaduto a Rovigo, dove M.T., 30 anni, poliziotto delle Volanti, è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 12 anni.
La vicenda risale allo scorso novembre: dopo esser entrato in possesso del numero di telefono della 12enne tramite alcuni suoi compagni, l’ha contattata.
Si è spacciato per un 17enne, le ha inviato via mms una sua foto fasulla ed è riuscito a convincerla ad un incontro.
Continua a leggere: Rovigo: poliziotto adesca e violenta 12enne, arrestato e sospeso dal servizio
Ancora fango sugli assistenti sociali inglesi. Questa volta si torna a parlare di quelli di Sheffield, nel South Yorkshire, che non riuscirono ad impedire al cosiddetto “mostro di Sheffield” di violentare per 25 anni le due due figlie.
Della vicenda, che ha moltissimi punti in comune col mostro di Amstetten Josef Fritzl, ci siamo ampiamente occupati tra il novembre ed il dicembre del 2008, quando scoppiò il caso:
quest’uomo ha abusato delle sue due figlie per ben 25 anni, con una frequenza di circa tre volte alla settimana. Mentre la moglie dormiva, l’uomo si recava nella stanza della figlia - mai entrambe, di solito alternava le violenze - e la trascinava fuori dal letto costringendola ad avere rapporti sessuali con lui. Gli abusi sono iniziati quando le piccole avevano circa otto anni e tanta era la violenza e tanto era il terrore che solo pochi mesi fa le due giovani sono riuscite a confessare tutto alle autorità e denunciare quindi il padre-orco.

A pochi giorni dalle dichiarazioni, poi rivelatesi false, di Mario Alessi, condannato all’ergastolo per il rapimento e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri, Rudy Guede si fa sentire.
L’ivoriano, che sta scontando una condanna a 16 anni di carcere per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, ha mandato una lettera a News Mediaset, nella quale smentisce le parole di Alessi ed indica sia la Knox che Sollecito come autori del delitto di Perugia.
Come solito in questo nostro amato bel paese, di persone false, dedite alla mendacia ve ne sono assai. […] Va detto che quello che ho sentito nei giorni trascorsi per mezzo dei media a riguardo di quanto falsamente dichiarato da quest’essere immondo dal nome di Alessi Mario, cui coscienza non altro che una puzzolente immondezza, solo e soltanto farneticazioni di una mente malata e contorta, le sue: dichiarazioni fantasticate e false di un orco che, come noto a tutt’Italia, macchiandosi di un orrendo omicidio ove privato la vita ad un piccolo angelo umano.