Riccardo Rasman: ucciso da 4 poliziotti, dopo due anni il processo

pubblicato: sabato 05 luglio 2008 da Fabio Mascagna

Riccardo Rasman era alto 1 metro e 85, pesava 120 chili ed era affetto da “sindrome schizofrenica paranoide”. Il 27 ottobre del 2006 muore nella propria casa di Trieste dopo l’intervento di due pattuglie della polizia, aveva 34 anni ed è morto per “asfissia da posizione” dopo aver subito lesioni e violenze da quattro poliziotti.

La sindrome di Riccardo iniziò durante la leva militare, durante il quale subì numerosi episodi di quello che viene banalmente definito “nonnismo”, ma che invece è un misto di violenza e prepotenza. E’ da lì che Rasman inizia a vivere con la paura delle divise. Nei video una bella video-inchiesta sul caso.

La sera del 27 ottobre 2006 l’intervento delle pattuglie avvenne dopo la segnalazione di “spari” provenienti dalla casa di Riccardo, erano petardi per festeggiare il nuovo lavoro da netturbino. Arrivano gli agenti che gli intimano di aprire la porta, lui si rifiuta per paura rannicchiandosi sul letto. Gli urla contro. Loro sfondano la porta e nessuno li ferma.

Riccardo è stato trovato con le manette e le mani dietro la schiena, filo di ferro alle caviglie, diverse ferite e con segni di “imbavagliamento con blocco totale o parziale della bocca, effettuato con un cordino o con qualcosa di simile. Questo imbavagliamento avrebbe causato una ulteriore restrizione, soprattutto della respirazione”. Anche se immobilizzato “esercitavano sul tronco, sia salendogli insieme o alternativamente sulla schiena, sia premendo con le ginocchia, un’eccessiva pressione che ne riduceva gravemente le capacità respiratorie”. Da lì la morte per asfissia. La perizia legale recita:

“per causare le lesioni riscontrate gli agenti hanno usato mezzi di offesa naturale in maniera indiscriminata anche verso parti del corpo potenzialmente molto delicate, ma anche oggetti contundenti come potevano essere il manico dell’ascia rinvenuta nell’alloggio o il piede di porco usato dai vigili del fuoco per forzare la porta d’ingresso. Gli stessi agenti hanno ammesso di averlo utilizzato contro il braccio destro di Riccardo”

Un caso legato inevitabilmente a quello di Federico Aldrovandi, anche per un avvocato in comune, Fabio Anselmo. Dopo due anni finalmente il processo.

Tramite il Corriere apprendiamo che il processo per i 4 agenti sta per iniziare. Francesca Gatti, Mauro Miraz, Maurizio Mis e Giuseppe De Biasi tutti accomunati dallo stesso capo d’imputazione, omicidio colposo, anch’esso identico a quello del caso Aldrovandi. Quanto dovremo attendere per avere giustizia in questo che sembra sempre di più uno Stato di polizia?

Via | Pressante, Corriere

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di oceanoweb

    oceanoweb

    05 lug 2008 - 17:57 - #1
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    Se la gente è sempre dalla parte della polizia per partito preso ( cioè giustificando anche quegli individui che invece che nella polizia meriterebbero di marcire in carcere) non ci si può certo meravigliare! G8 di Genova Docet !

  • Fosse solo il g8

    06 lug 2008 - 03:35 - #2
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    Ma guardatevi attorno!neanche in messico.. Io anni addietro sono stato vittima di un intervento del tribunale dei minorenni senza nessun preavviso,senza aver commesso nessun reato,con polizia carabinieri polizia,vigili..mancava solo l’esercito.senza opporre resistenza li ho seguiti su un panda con due agenti in borghese.ero stato promosso,mai avuto problemi,devo capire ancora ora cosa sia successo.quel che sò che le forze dell’ordine mi hanno detto non le forniamo nessuna risposta,faccia causa. Manco nell’iraq di saddam! Vergogna!ed intanto i rumeni che ammazzano sono liberi. Bella la vita eh? Possiedo tutti i documenti di quanto dico,è incredibile,ma c’è di peggio basta guardarsi attorno. E facciamogli le feste,le parate,decantiamogli poemi. C o g l i o n ! (in certi paesi non sono operativi e devono intervenire dalla città la forza pubblica,con i risultati che potete immaginare…)

  • Per paesi intendo paesini di meno di 3 mila abita

    06 lug 2008 - 03:37 - #3
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    Ci tenevo a precisare perché è vero…

  • biciba

    09 lug 2008 - 10:48 - #4
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    A me hanno sparato, per sbaglio, si intende !

    la realtà è sempre più incredibile della finzione. frase fatta ma vera.

    b

  • Giovanni Mauri

    31 lug 2008 - 19:29 - #5
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    Cosa? omicidio colposo? Se fossero stati quattro disgraziati a fare irruzione nella casa di un privato sarebbero stati imputati di omicidio doloso, visto che sono quattro poliziotti il capo d’imputazione è omicidio colposo..

    Quelli sono andati in casa sua per menarlo e l’abbiano ucciso.. Se non l’avessero ucciso magari sarebbero ancora di pattuglia fra le strade..

  • Marino Uniforme

    08 lug 2009 - 10:41 - #6
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    Ma veramente i poliziotti sono intervenuti perché Rasman si era messo a fare il diavolo a quattro e a lanciare petardi dalla finestra! Come si fa a paragonare un legittimo intervento della polizia per bloccare un facinoroso ad una violazione di domicilio per rapina da parte di delinquenti? Basta con questa faziosità inammissibile! Andate piuttosto dai genitori di Stefano Biondi, agente della polizia stradale brutalmente investito sull’autostrada nel 2003 da parte di rapinatori in fuga… l’assassino che guidava ha avuto giustamente l’ergastolo e la madre, evidentemente degna di lui, è andata ad insolentire il giudice, come se il figlio assassino avesse meritato una medaglia… per favore non citiamo soltanto quello che ci fa comodo.

  • VERITA'

    17 lug 2009 - 23:56 - #7
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    B U G I A R D I ! ! ! NON era RANICHIATO nel letto !!!

    lui ha A G R E D I T O L A P O L I Z I A , ed ha buttato per terra la poliziotta !!!

    ma sapete cosa significa avere una collutazione con un malato di mente di 120 chili x 1,85 ??? No ! Allora statevi zitti! Molti malati di mente hanno più forza di uomo normale ! chiedete a quelli del 118 !

    NON AVEVANO ALTRO MODO PER BLOCCARLO ! e NON SAPEVANO CHE SOFFRIVA D’ASMA !
    in diritto si chiama causa di forza maggiore, e un elemento che esclude l’esistenza del reato! è STATA RICONOSCIUTA DAL GIUDICE PERO’ SON STATI CONDANNATI!!!
    PERCHE L’ AVVOCATO BRAVO (DELLA FAMIGLIA ) DISTORCE LE COSE !!!!

    informazioni vengono spesso DISTORTE per far SEMBRARE la polizia spietata per far PRESSIONE SUI MAGISTRATI !!!

    Furbo l’avocato, con questo teatrino, prima di giudicare ASCOLTATE ANCHE LA COTROPARTE !!!
    leggetevi le carte processuali !!!

  • VERITA'

    18 lug 2009 - 16:03 - #8
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    scusate ho fatto un errore, non è forza maggiore MA STATO DI NECESSITA’ causa di giustificazione prevista dal codice penale art. 54

  • Andateci voi

    13 nov 2009 - 12:37 - #9
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    Ha ragione il ragazzo di cui sopra, è ovvio che davanti ad un “Bestione” di 120 chili che sbraita, urla e mena pugni (peraltro con problemi in testa) i poliziotti hanno usato la forza!!!
    mi ricorda tanto il Caso Scrofani ed il Caso Macciantelli

  • Profilo di dok_zivago

    dok_zivago

    15 nov 2009 - 05:54 - #10
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    Allora cari ragazzi, io lavoro in una comunità di ragazzi disabili. Sapete, sono persone indifese e da difendere. Da accudire. Persone che non hanno una famiglia. Persone a cui Dio ha voltato le spalle. Che non hanno nessuno.

    Mi è capitato una notte mentre facevo il turno (da solo) che uno dei ragazzi, Gigi (27 anni, 1,78 metri x 95 kg) avesse una crisi, purtroppo le crisi non si possono prevedere e pianificare e praticamente ogni cosa inaspettata che succede necessità di provvedimenti immediati.

    Io ho deciso di chiuderlo nella stanza dove stava e di fare uscire gli altri ragazzi in stanza con lui. (in tutto i ragazzi sono 4 e le ragazze 6, e stanno in due stanze-dormitori separate). Insomma l’ho chiuso dentro e sentivo che sbatteva contro i muri, urlava e sbraitava e si agitava come un pazzo. Era totalmente fuori controllo. Allora ho deciso di chiamare un’ambulanza (non di certo la polizia o i carabinieri, che non hanno alcuna competenza in ordine sanitario e non si possono prendere cura delle persone.) Ho chiamato anche due amici anche se era notte fonda perchè avevo paura che Gigi potesse sfondare la porta e fare del male agli altri ragazzi o a me. Ho temuto il peggio ma ero pronto a tenerlo bloccato se qualcosa fosse successo. Ho temuto anche che nei minuti in cui stava da solo nella stanza potesse gettarsi dalla finestra.

    Insomma dopo circa un quarto d’ora è arrivata l’ambulanza e Gigi è stato sedato. Perchè chi soffre di disturbi (di varia natura ed entità) spesso incorre in episodi del genere quindi necessita di sedativi. Di cure. Di apprensione. Di essere aiutato. Calmato. Accompagnato, nella vita.. e non di certo nella morte.

    Mi fa specie che voi pensiate che sia giusto decidere della vita o della morte di qualcuno, oppure di pensare di mettervi al posto di Dio, o di metterci delle forze dell’ordine.

    Alcuni poliziotti e alcuni carabinieri (c’è del marcio in ogni buona famiglia) pensano di poter sostituirsi a Dio nelle scelte sulle persone, oltre che di sostituirsi alla legge oppure ai medici. Io ho una grande fiducia nelle forze dell’ordine. Ci credo profondamente nel fatto che uno stato necessito di un terzo super-partes che “ordini” e “regoli” la vita dei cittadini. La vita badate bene. Non la morte.

    L’episodio di Rasman mi ha fatto riflettere molto, poichè le scelte da fare potevano essere altre. Si poteva immobilizzare e bloccare e poi chiamare un’ambulanza.

    Ora che voi difendiate l’accaduto mi fa riflettere ancora di più. Perchè mi fa pensare che alla gente piaccia il manganello, piaccia uno stato di forza dove ognuno è arbitro delle sue azioni e dove un poliziotto si sente in diritto e in dovere di uccidere un altro essere umano. Mi fa pensare che certi poliziotti e certi carabinieri si sentano così perchè ci sono persone come voi che pensano che un’assurdità del genere sia lecita. Anzi, che sia auspicabile.

    Sono grato a Dio di pensarla in modo diverso da voi. Però sono preoccupato che cose del genere accadano quotidianamente e voi pensiate che siano lecite, e con voi altri, stupidi, ottusi, amanti dell’illegalità e non credenti come voi sostengano tale visione.

    Ricredetevi.

    Ma quale “stato di necessità”??!!

    Le persone deboli si debbono aiutare. I deboli sono indifesi, anche quando pesano 120 chili.

    E non mi venite a raccontare che picchiare qualcuno fino a ucciderlo è un atto “necessario”.

    Anche se lo avessero semplicemente picchiato solo un pò sarebbe stato illegale. Dovevano bloccarlo. Chiamare un’ambulanza. Aiutarlo. Invece l’hanno ucciso come un cane.

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