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Incipit noir - Nessuno mi ha mai battezzata

Pubblicato: 30 giu 2008 da Manila B.

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Caro.
Ho 25 anni e vivo sola, vorrei un cane e un gatto, ma non posso permettermeli. Ho una casa tutta mia ed altre che non mi appartengono, ho un lavoro fisso con un contratto strano, non soffro di mobbing né tanto meno di altre strane malattie. Vorrei essere una precaria dei sentimenti, invece sono eternamente innamorata di un uomo perso. E quando mi arrabbio, di solito, uccido.

Mi chiamo Ursula Dufour, mi presento. E non perché abbia la necessità di farlo, ma solo perché ho una mania per la dovizia dei particolari. Un ego obeso e ossessionato da una Bestia che mi scalpita dentro e di cui non posso fare a meno. Vivo del bisogno di raccontare la mia storia, la mia vera storia, a qualcuno. Ma non esiste alcuno. Se esistesse morirebbe. Dovrei ucciderlo. È la legge delle cose. È la mia personale legge.

Nessuno mi ha mai battezzata - Manila Benedetto (Enrico Folci editore). Sì, mi perdonerete l’autocitazione, ma l’incipit noir di oggi (dopo una settimana di pausa dovuta proprio a questa uscita editoriale) è quello del mio romanzo. “Sono Ursula Dufour, da grande voglio fare l’assassina.” Con queste parole Ursula si presenta al mondo. Quello spietato. Il ritratto intenso di una donna dura, cinica, una killer professionista che affronta ogni cosa nella vita guardando negli occhi la morte. La conosce, la usa, ne è intimamente complice. Muore e rinasce come un’Araba Fenice. L’amore è lontano, evocato da un nome di cui non si scorge volto, Samuele. Chi sarà la prossima vittima designata? E riuscirà Ursula a non farsene coinvolgere, emozionare, per portare al termine con freddezza la sua missione? E se fosse Ursula a morire?

Su Booksblog nel corso della settimana troverete pezzi del libro e un concorsino dedicato agli amanti del noir.

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1 commento

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  • pediamic

    01 lug 2008 - 01:33 - #1
    0 punti
    Up Down

    Omaggio a Macchiavelli e Lafontaine

    Lo Zoo della scimmietta Belfagor

    C’era una volta, una scimmietta che viveva in uno zoo,
    lei era molto curiosa ed allegra, l’avevano battezzata Belfagor. Belfagor, un po’ per noia un po’ perche’ fuori dal normale, passava tutto il tempo a scherzare , ed i visitatori dello zoo, molto spesso erano gentili con lei , ma a volte si comportavano in modo veramente crudele Belfagor non riusciva a capire , in quanto lei non pensava in quel modo, cosi’ , un giorno, visto che le sbarre della prigione erano molto strette e lei molto robusta, decise di dimagrire.
    Dimagri’ talmente tanto, che sotto gli occhi di tutti, una notte riusci’ a passare fra le sbarre della prigione ed a dileguarsi, facendo perdere ogni traccia di se’.

    Morale

    A volte, gli animali hanno piu’ sentimenti e piu’ rispetto di noi umani, gli animali hanno gli stessi diritti nostri, provano emozioni, amano gratuitamente , cosa che purtroppo noi umani a volte non sappiamo fare.
    GLI ANIMALI? non sono oggetti da guardare, da vezzeggiare, soprattutto se si trovano in una situazione di prigionia , prigionieri dell’uomo, prigionieri della loro stessa condizione .
    Bisogna comprenderli, ed amarli, non disprezzarli e farne stupidi giocattoli da non soccorrere ed abbandonare a se’ stessi.
    Io amo gli animali , e forse mi sento come loro …..
    belfagor, un pesce fuori acqua

    Pediamic
    LBM