Delitto Melania Rea: giudizio immediato per Parolisi. Consulente della difesa parla degli esami sui DNA


Giudizio immediato per Salvatore Parolisi, accusato dell’omicidio pluriaggravato e del vilipendio del cadavere della moglie Melania Rea. Così ha deciso venerdì scorso il Gip di Teramo che ha fissato la prima udienza per il 27 febbraio. Per la difesa di Parolisi "l'accoglimento da parte del gip di Teramo della richiesta di giudizio immediato e la fissazione della relativa udienza è lo sbocco naturale di tale scelta processuale".

“Infatti, nel rito immediato custodiale - si legge in una nota diffusa dagli avvocati Biscotti e Gentile - che prescinde dall'evidenza della prova il ruolo del gip, salvo eccezionali situazioni, è meramente notarile. Dopo aver preso cognizione degli atti, faremo le nostre scelte processuali. Abbiamo invece preso contezza della motivazione del provvedimento de libertate emesso dalla Cassazione, che rispettiamo, ma non condividiamo".

E ancora: "Si tratta di un verdetto pilatesco che, a colpi di principi stereotipati, in due paginette liquida le molteplici obiezioni difensive che, neppure questa volta, hanno trovato risposta. Spiace constatare - concludono i legali di Parolisi - che la Suprema Corte in tale circostanza non ha profuso l'impegno motivazionale che contraddistingue i suoi provvedimenti che, anche di recente, si erano arricchiti di decisioni in materia cautelare di grande coraggio e insegnamento".

All’Adnkronos l'avvocato Mauro Gionni, legale della famiglia di Melania Rea, ha così commentato la decisione del gip sul giudizio immediato: "Finalmente celebriamo il processo e si avvicina così sempre più la data della verità processuale e la condanna del colpevole".

Intanto il genetista nominato perito di parte dalla difesa di Parolisi, Emiliano Giardina, docente di genetica medica e forense all’Università Tor Vergata di Roma, è intervenuto sulle indagini condotte sui Dna. Ne parla il Giornale di Puglia: “Allo stato attuale si deve registrare l’assenza di Dna rilevati sulla scena del crimine utili ai fini dell’indagine ma si deve anche sottolinearel’assenza di dna e tracce ematiche sia a casa di Parolisi, sia nella macchina sia sui vestiti, le scarpe e tutto quanto indossato da Salvatore il 18 aprile".

"Questo è determinante - ha detto Giardina - perché la dinamica omicidiaria necessariamente determina una dispersione di sangue tale che è impossibile da eliminare in modo totale. Quello che emerge dalle analisi del Ris è l’assenza di tracce. E questa è la cosa che risulta più difficile da spiegare".


"Indagini ed esami condotti accuratamente ma con alcune enormi lacune: come quella dei vari dna maschili e femminili trovati sotto le unghie di Melania. Non sono stati analizzati e non è stato, per scelta, deciso di individuare a chi appartengano. Su alcuni capelli, che hanno la radice, è stata fatta l’analisi che consente di identificare il dna".

"Si tratta - ha continuato il genetista - di un esame molto affidabile perché è possibile capire di chi è realmente il capello. I risultati affermano che tre capelli hanno il dna di Melania, un capello ha un profilo genetico maschile ignoto. Poi sono stati trovati capelli su alcuni fazzoletti, vicino alla scena del crimine che hanno un dna femminile ignoto. Ma questi sono probabilmente del tutto estranei alla vittima e all’omicidio".

"Poi un altro capello è stato trovato sul gomito insieme ad una traccia biologica non meglio identificata di soggetto maschile ignoto che non appartiene né a Salvatore né ad altre persone che hanno fatto esami. E qui finiscono le analisi identificative, quelle che consentono appunto di avere certezza sui dati".

"Sugli altri dna sono state condotte le indagini che consentono solo di dire di chi non è quel reperto: esattamente come accade per i gruppi sanguigni. E qui abbiamo che i capelli, senza radice, trovati sulla coppa destra del reggiseno di Melania sono compatibili con il profilo genetico di Salvatore".

"Poi abbiamo il dna trovato sulle labbra che è di Parolisi ma non è possibile tecnicamente definire né se si tratta di dna della pelle o della saliva e né da quanto tempo è stato lasciato. Il dna subungueale è misto: della vittima e di un estraneo o dell’aggressore. E’ importante capire di chi sia. Non lasciamo nulla al caso e di intentato in questo delitto".

"La sensibilità dei sistemi di analisi è altissima: pensiamo che possiamo rintracciare dna lasciati anche giorni prima. O, nel caso di Melania, si è identificato il profilo genetico di chi ha toccato gli slip che la vittima indossava quel giorno: si tratta del figlio di una vicina di casa alla quale Melania aveva chiesto di stirare i suoi panni e che ha aiutato la madre a piegare la biancheria. Quindi credo che era importante e necessario andare più a fondo".

Foto | © TMNews

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