Strage razzista a Firenze: si lavora per escludere eventuali complici di Gianluca Casseri

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Gianluca Casseri

Gli inquirenti continuano a scavare nella vita di Gianluca Casseri, l’ingegnere 50enne di estrema destra che martedì a Firenze ha ucciso a colpi di pistola i cittadini senegalesi Samb Modou e Diop Mor, rispettivamente di 40 e 54 anni, e ne ha feriti altri tre.

Non ci sono dubbi sul movente razzista, ma resta ancora da chiarire se il killer, suicidatosi dopo esser stato raggiunto dalle autorità, abbia fatto tutto da solo o abbia avuto dei complici, “non solo sotto il profilo materiale ma anche in forma di concorso morale“.

E’ quello che stanno cercando di capire gli inquirenti, al momento ancora impegnati a scandagliare la vita di Casseri: il suo appartamento, subito perquisito dai militari, era stato svuotato. Non c’erano neppure le lenzuola, solo decine di libri e fumetti.

Ne parla Il Mattino:

Gli investigatori si sono insospettiti, naturalmente, perché nell’abitazione di una persona che ha lasciato abbondanti tracce dei suoi deliri su Internet non c’era neppure un computer. Ma pare che Casseri non ne possedesse, e che si appoggiasse su quello del fratello Giancarlo; e non risulta neppure intestatario di utenze telefoniche cellulari. Per coltivare le sue fantasie malate aveva un sacco di tempo libero: viveva del patrimonio immobiliare accumulato dal padre. Fra i suoi inquilini, i carabinieri del suo paese d’origine, Cireglio, in provincia di Pistoia.

Ci sono pochi dubbi sul fatto che i raid fossero premeditati e si ipotizza che l’uomo ne avesse in programma addirittura un terzo. Resta da chiarire, però, cosa abbia fatto tra le 10.30, ora del primo raid, e le 12.10, ora del secondo raid. Si legge su La Stampa:

Per adesso rimane un mistero. «Tutto lascia pensare a un quadro di premeditazione» chiosa il procuratore capo Quattrocchi. Tanto più che nel computer Casseri ha lasciato traccia di una ricerca sul mercato di Sesto Fiorentino? Forse voleva fare una strage anche lì. I vecchi compagni di scuola, i cugini e i conoscenti di Cireglio, paesino sulla montagna di Pistoia dov’è cresciuto il ragioniere, lo ricordano come un «uomo buono, solo molto schivo, senza mai una donna accanto e molto studioso». Gli omicidi, il suo ultimo studio.

Le indagini proseguono.

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